Manca sempre meno alle presidenziali americane di novembre, ed il duello tra Trump e Biden sta entranto sempre più nel vivo: cosa dobbiamo aspettarci?
Questi ultimi giorni sono fondamentali perchè tutto può ancora succedere: la gestione della pandemia giocherà sicuramente un ruolo chiave, poichè la crisi sanitaria del governo Trump potrebbe avvantaggiare il rivale Biden.
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Al momento com’è la situazione:
Stando agli ultimi sondaggi il canditato democratico mantiene un vantaggio del 7.6%. Stessa cosa avvenne però nel 2016, con Hilary Clinton in vantaggio nel voto popolare. Avendo un sistema elettorale completamente diverso, l’ obiettivo di Trump è rivencere negli stessi tre stati che nel 2016 gli consentirono di diventare presidente degli Usa. Gli stati in cui la corsa è ancora aperta sono 13. In rosso abbiamo gli stati tendenti a Trump, tra cui i più imporatnti Texas e Iowa. Un’ altra carta che potrebbe giocare a fovore di Biden è il sostegno degli afroamericani, per un’idea di America multietnica e rispettosa delle minoranze culturali, malòtrattati da Trump. Anche i latinos sostengono Biden, ma non in tutti gli stati in egual modo. In Florida sono prersenti comunità di cubani conservatori che si schierano contro Castro e qualsiasi ideale di sinistra, sostenendo a Trump di reggere quasi il confronto. Ha fatto molto discutere anche la dichiarazione della nipote di Bin Laden, sostenitrice di Trump. Ha affermato che con la sua presidenza l’11 settembre non ci sarebbe mai stato.

Politica ed elezioni nell’antica Roma
Nell’antica Roma, il candidato (candidatus) era colui che si presentava alle elezioni per una carica politica o amministrativa. Il termine si riferisce ai candidati alle cariche politiche, che per farsi riconoscere indossavano una toga bianca, simbolo di purezza e candore. La vita poltica era già molto vivace nell’ antica Roma, moltissime scritte elettorali venute alla luce ci testimoniano l’importanza delle compagne elettorali. Oggi come allora erafondamentale farsi conoscere dai cittadini, anche attraverso manifesti e incisioni. Ogni anno, in primavera i cittadini del municipio erano chiamati per le elezioni delle magistrature. I candidati dovevano però possedere dei requisiti precisi per diventare magistrato: essere cittadini romani, avere almeno 25 anni ed essere residenti nel territorio del municipio. Gli incarichi pubblici non erano retribuiti, e gli stessi magistrati dovevano imppegnarsi nella gestione del municipio. La carica quindi era legata ad una questione di prestigio.
Trump come Nerone?
Bernie Sanders, ex candidato democratico alla Casa Bianca, ha avvertito i cittadini americani riguardo ai rischi di una rielezione di Donald Trump. Ogni progeresso sarà messo in pericolo e strada verso un regime autoritario sarà spianata.Si tratta di una minaccia per la democrazia ma non solo. Trump rifiuta la scienza, mettendo in pericolo vite e salute dei propri cittadini. Sanders ha concluso il proprio discorso con un buffo paragone tra Trump e il mondo romano:”Nerone suonava la lira mentre Roma bruciava, Trump gioca a golf.” Tutto questo ha scatenato l’ironia del web e non solo.
Ma è davvero possibile fare delle analogie con il mondo romano? Sono due imperi che si possono mettere a confronto?
Numerosi politici americani, tra cui proprio Sanders li hanno equiparati frequentemente. Il confronto è dunque aspprossimativo e suggestivo, ma storicamente errato. Non solo per l’abisso di secoli che separa le due compagini, ma anche per i caratteri opposti che le segnano. L’Impero Romano si autoconcepì come entità territoriale, mentre l’egemonia americana si pone come modello universale. L’Impero tendeva all’autosufficienza, mentre l’egemonia statunitense impone l’interdipendenza economica e finanziaria. Gli Usa inoltre tendono ad omologare, uniformare e appiattire il mondo, proponendosi come riferimento culturale di massa, eliminando i caratteri che contraddistinguono le minoranze etniche e culturali. L’artefice di questa politica negli ultimi anni è stato proprio Trump. I Romani al contrario, erano molto rispettosi della cultura e delle religioni altrui. Molte divinità venivano aggiunte ai culti permessi, al fine di guadagnare anche il loro favore.
Per conlcudere l’egemonia americana alimenta divisioni e rivalità frammentando le differenze etniche, razziali, linguistiche e religiose. Roma integrava i popoli in un cosmos e aveva una visione unitaria dell’impero. Il mondo americano lo ha sempre guardato con ammirazione, come riferimento chiave sia per la sua durata plurisecolare e ma anche per la influenza culturale che si è protratta fino ai giorni nostri.
