Il true crime, affermato precedentemente nelle serie tv e, solo successivamente nei podcast, è un fenomeno in costante crescita tra gli interessi giovanili.

Il true crime ha trovato un’enorme diffusione nei podcast per via della modalità di fruizione rapida e non impegnativa, e per il sempre crescente interesse nei temi criminali e della devianza, scopriamone il perché!
L’arte di comunicare attraverso il podcast
La comunicazione attraverso podcast è la tradizione contemporanea di condividere contenuti con il solo utilizzo dell’audio, rendendone possibile l’ascolto in qualunque momento della giornata, come avveniva un tempo con le radio. Il podcast, però, offre un servizio più rapido e ai tempi con la società contemporanea che vede una fruizione costante di tantissimi contenuti nello stesso momento, come avviene per video e immagini con TikTok, Instagram, Thread, e così via. Vediamo quali sono le principali caratteristiche che hanno permesso la diffusione in massa delle storie true crime nei podcast:
In primo luogo, il podcast è un formato immersivo che consente, grazie all’assenza di immagini, di figurare mentalmente le scene che vengono raccontate. L’attenzione che viene riservata al tono di voce, alla musica di sottofondo e agli effetti sonori, donano all’ascoltatore un’esperienza quasi ipnotica e rilassante che spinge a continuare il racconto senza necessità di pause. Questo consente a tantissimi giovani di svolgere le loro faccende (pulizie, palestra, passeggiata, etc..) accrescendo le loro conoscenze e adattandosi a un tipo di fruizione multitasking.
In secondo luogo, rispetto a una serie tv, i costi di produzione sono nettamente inferiori, e questo consente una continuità di produzione di contenuti anche settimanale. I giovani sono sempre più interessati alla psicologia criminale e alle indagini forensi, e i podcast talvolta ospitano esperti criminologi che offrono un approfondimento che non si trova facilmente altrove. Tutto ciò spinge a creare community e interattività tra persone che, interessate ai temi, offrono spunti e idee per approfondire le indagini, donando una risorsa unica anche agli esperti.
L’attrazione per la paura
L’attrazione per la paura è un argomento che tocca differenti ambiti: la psicologia, la sociologia e la biologia; ecco perché continuiamo ad ascoltare queste storie:
Il true crime permette di sperimentare la paura in un ambiente sicuro, perciò, anche nell’ascoltare le storie più cruente, sappiamo di non correre alcun pericolo. L’attivazione del sistema di risposta alla paura, a livello biologico, produce adrenalina e dopamina, prodotte dagli stessi neurotrasmettitori dell’eccitazione e della ricompensa, che generano un mix di ansia e piacere.
Molti ascoltatori dicono di essere attratti dal true crime per evitare di diventare le nuove vittime, conoscendo il modus operandi di alcuni dei numerosi serial killer. Analizzare i segnali di pericolo consente di avere maggior controllo sul mondo e su ciò che ci circonda.
L’attrazione per ciò che è proibito, inoltre, spinge la nostra mente a sfidare i tabù e ciò che è il lato crudo della realtà, spingendoci a saperne sempre di più, e a comprendere ciò che c’è dietro la mente criminale.

Perchè si diventa criminali?
La sociologia della devianza ha studiato per numerosi anni le teorie che ipotizzano quali possano essere le motivazioni attorno alle quali le persone possono rischiare di diventare devianti. Ne cito alcune:
La teoria dell’anomia di Robert Merton: La devianza nasce nel momento in cui si presenta un divario tra gli obiettivi sociali e i mezzi legali a disposizione per raggiungerli. Se si vive in una società nella quale il prestigio sociale è la ricchezza, nel momento stesso in cui non la si riesce ad ottenere, si può ricorrere a forme di devianza (truffe, furti, rapine a mano armata).
La teoria dell’etichettamento di Howard Becker: Non è l’atto in sè a rendere deviante la persona, ma il modo in cui la persona viene etichettata dalla società. Un esempio può essere raffigurato da una persona che viene socialmente intesa come deviante (magari per via dell’aspetto fisico o della provenienza geografica) nonostante non abbia commesso crimini; questo può aumentare il circolo vizioso del crimine, portandolo a deviare. L’etichetta sociale può direttamente influenzare la percezione della sua identità.
La teoria del controllo sociale di Travis Hirschi: Le persone evitano la devianza quando hanno forti legami con la società (scuola, lavoro, etc..) quando questi vengono meno, o si indeboliscono, può subentrare il rischio di devianza.
La teoria della subcultura criminale di Cohen, Cloward e Ohlin: Alcuni gruppi sociali sviluppano valori e norme alternative a quelle dominanti. Per alcuni di questi gruppi, il prestigio può essere raffigurato dalla violenza per raggiungere il potere, e crescere all’interno di questi contesti può assolutamente determinare l’ingresso nella devianza collettiva.
Ovviamente queste teorie da sole non bastano per comprendere il motivo dietro ad ogni singola devianza, ma rappresentano comunque un punto di partenza per comprendere i motivi per cui le persone commettono atti devianti. Diventa necessario elicitare che, a livello psicologico, tratti importanti sono: una scarsa autostima, sentimento di disperazione, superbia e ricerca di potere a tutti i costi. Altri campanelli d’allarme possono essere: fantasie di dominio, di trionfo e di potere, legati alla paura, anche in ambito di sospetto, con atteggiamenti che diventano quasi paranoici, nonchè la presenza di disturbi psichiatrici, come: l’antisocialità, la psicopatia e la sociopatia.

