I conservatori si riuniscono alla conferenza di Washington

La Conservative Political Action Conference accoglie gli esponenti politici della destra conservatrice

L’ascesa della destra sembra inevitabile non solo negli USA ma anche nel resto d’Europa

La conferenza

Uno degli appuntamenti più importanti per il partito Repubblicano americano si è svolto venerdì 22 febbraio a Washington, a cui hanno partecipato gli esponenti politici, ma anche giornalisti e attivisti favorevoli alla destra conservatrice provenienti da più parti del globo. Istituita nel 1974 e ora organizzata dall’ American Conservative Union, la Cpac (Conservative Political Action Conference) fornisce l’occasione per definire politiche che andranno a caratterizzare l’indirizzo della destra conservatrice su diversi temi di attualità, ma anche per fornire un resoconto del livello di consenso riscontrato nei leaders e infine per diffondere i principi fondativi del movimento conservatore anche oltre il suolo americano.

I discorsi

Oltre che un’affinità dal punto di vista ideologico, tra Trump e Meloni è possibile trovare degli aspetti comuni anche nei discorsi fatti alla Cpac, come l’invettiva contro le sinistre dei rispettivi Paesi. Il tycoon sottolinea la vittoria del voto popolare alle scorse elezioni del partito Repubblicano proprio perché considerato il “partito del buon senso” che ha liberato Washington dal governo della sinistra radicale. Non è mancato inoltre il riferimento diretto alla ex sfidante Kamala Harris e all’amministrazione Biden, considerata da Trump la causa della situazione in cui gli USA si trovano adesso, mentre il Presidente del consiglio Meloni ricorda che il consenso verso il suo partito sta crescendo nonostante la sinistra continui a “gettare fango addosso”. Ma l’opposizione non è stato l’unico argomento discusso: facendo riferimento all’immigrazione, Trump sostiene di dover “respingere un’ invasione” e trovare il modo per recuperare i soldi spesi nella guerra in Ucraina, la quale, dice Meloni, è vittima di “un aggressore brutale” tale da impegnare i Paesi a costruire una pace duratura, in vista di un’Europa più forte grazie alla coesione dei conservatori.

Le ondate

Indubbiamente stiamo vivendo un momento storico caratterizzato dall’ascesa della destra conservatrice nel panorama politico globale, ma niente che non si sia già verificato durante il secolo scorso, in cui si sono susseguite maggioranze di governi affini alla destra sostituite poi quasi in modo ciclico da un maggior numero di governi di sinistra. Quello che però viene considerato allarmante in questa “ondata” di destra sono gli accenni a un passato appartenente a uno dei momenti più bui dell’umanità, in cui i diritti politici, civili e umani venivano rispettati perchè soggiogati da regimi totalitari, macchiato da ideologie razziste e dalla politica di potenza, con cui nessuno ha più voluto fare i conti, almeno fino ad ora. Preoccupanti potrebbero essere considerati il gesto, vagamente smentito, fatto alla Cpac da Steve Bannon, ideologo del movimento Maga (Make America Great Again) e consigliere del Presidente americano, che sembrava richiamare chiaramente il saluto romano fascista (imitato anche da Elon Musk in altre occasioni); oppure la politica estera di Trump, improntata sull’imperialismo. Inoltre l’appena annunciata vittoria delle elezioni in Germania da parte della Cdu (Unione cristiano democratica) non scongiura un possibile ritorno dell’estrema destra con simpatie neonaziste (Afd), dopo la rottura di una delle regole non scritte più importanti rispettata in ottant’anni di politica tedesca. L’agenda dei conservatori generalmente prevede politiche protezioniste, che non contrastano in alcun modo il cambiamento climatico, che non prevedono tutele per i migranti irregolari o forme di protezione, ma tutto ciò non sembra destare reazioni particolari da parte della sinistra, magari convinta di poter arginare questa ascesa prima o poi.

Lascia un commento