Tuca & Bertie: tra le due piumate cugine di Bojack, chi è l’inetta?

Tuca & Bertie è una nuova serie firmata Netflix. Le protagoniste sono appunto la tucana Tuca e la torda Bertie, due migliori amiche che vivono in un mondo allucinato e allucinogeno. La serie ha inizio quando Bertie decide di andare a convivere col fidanzato, costringendo Tuca a trovarsi una nuova sistemazione. Nel corso della prima puntata già si può intuire che le due sono l’una l’opposto dell’altra e differiscono profondamente nel modo di affrontare i problemi. La serie si sviluppa intorno al “quotidiano,” al diverso approccio alla vita. Un tema non nuovo e sempre valido, che diversi scrittori, registi, sceneggiatori hanno usato nelle loro opere per cogliere l’ironia e l’irrazionalità che deriva dall’esistenza umana. Tuca & Bertie non fa eccezione. Lisa Hanawalt, che già aveva lavorato per realizzare la famosissima serie BoJack Horseman, nasconde sotto colori esplosivi e gag divertenti riflessioni profonde che difficilmente sfuggono allo spettatore attento. La serie animata sembra dividere il mondo in due categorie: i Tuca e i Bertie. Ma chi delle due è l’inetta e chi la vincente?

Se prendiamo come riferimento la letteratura italiana, se si parla di inetto si parla di Zeno Cosini, protagonista del romanzo ” La coscienza di Zeno”. L’inetto di Italo Svevo è un antieroe, un uomo incapace di vivere la vita reale. È un vinto dalla vita, un uomo che non possiede qualità e che quindi incapace di intervenire nel mondo. Citando Nitsche, è colui che si definisce buono perché incapace di lottare.

Tuca – Amica, eroina, esperta di snack…

…ottimista, anche simpatica, indossatrice di short corti.

Così viene definita nella prima puntata la tucana. Esplosiva, sempre pronta all’azione, decisa e irruenta. A prima vista, sembra sia lei quella destinata ad ottenere tutto dalla vita. Anche se non ha una carriera definita, si arrangia facendo lavoretti qui e là, improvvisando con quello che il mondo offre. Non smette di vedere il meglio nelle persone che la circondano e il suo stile di vita coraggioso è spesso d’ispirazione per la migliore amica. Tuttavia, quest’energia vitale incontenibile sembra nascondere un disagio emotivo profondo e una paura da abbandono che trapela nel corso della serie. In realtà Tuca è sconclusionata, caotica, riceve soldi da una ricca zia e non riesce ad allontanarsi da Bertie nel momento in cui lei decide di costruirsi una vita col fidanzato. Finirà infatti a vivere nell’appartamento di sopra, incapace di proseguire in maniera totalmente indipendente la sua esistenza.

Bertie – Chef Amatore Professionale…

…non -so-dire-no, precisina, “odio il cambiamento”.

Anche Bertie viene inquadrata abbastanza velocemente, si parla dei primi cinque minuti del primo episodio. Il ritratto che viene fatto è decisamente impietoso e la fa apparire in svantaggio rispetto alla migliore amica. Bertie è ansiosa, indecisa, incapace a dire un “no” secco e costantemente insicura. Tuttavia, ha dalla sua la costanza e la voglia di migliorarsi. Non importa quanto possa sembrare difficile il cammino, Bertie affronta le mille paure e insicurezze con una coscienziosità di cui Tuca è sprovvista. Sembra quasi che la forza di Bertie risieda proprio nella sua capacità di accettare le sue debolezze e soprattutto nell’avere consapevolezza del dramma esistenziale che la circonda, anche se a volte se ne lascia sopraffare.

Zeno Cosini – inetto, incapace, inadatto…

… e in qualche modo, vincitore.

Anche evitando spoiler, non è semplice decretare chi sia l’inetta e chi la vincitrice tra Tuca e Bertie. Entrambe hanno i loro limiti, come tutti noi, ed entrambe cercano il loro modo per superarli. Tuca affronta tutto alla giornata e sembra più energica, cercando di prendere la vita di petto. Tuttavia, non riesce ad accantonare quel malessere esistenziale che cerca di nascondere sotto una facciata sempre allegra. Inoltre, la sua inconcludenza ricorda un po’ “l’ultima sigaretta” di Zeno, ovvero uno dei tratti più caratteristici dell’inetto. Bertie invece incarna Zeno nella sua incapacità di reagire prontamente alla vita e ai suoi problemi, lasciandosi spesso trascinare dagli eventi. Ma che tu sia un Tuca o un Bertie, non importa. Perché quando ci si sente un po’ inetti, basta aprire le ultime pagine de “La coscienza di Zeno” per rendersi conto che alla fine il protagonista riesce sempre a cavarsela: la consapevolezza della (sua) condizione umana lo ha reso più forte di quanto possa sembrare.

Giada Annicchiarico

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