Titano: tra nuove scoperte sulla sua superficie e catastrofici film su Netflix

Studiate con una nuova tecnica le bastionate che circondano alcuni laghi di Titano. Il lavoro ha coinvolto un team internazionale di scienziati che ha utilizzato le osservazioni combinate di più strumenti della missione Cassini-Huygens per analizzare queste formazioni.

L’eredità della missione Cassini-Huygens continua a fornire agli scienziati preziosi spunti di ricerca. Disintegratasi il 15 settembre 2017 nell’atmosfera di Saturno, la sonda ha raccolto importanti dati dalle regioni polari di Titano.

Nuove montagne

Un gruppo internazionale di ricercatori è riuscito ad individuare i cosiddetti bastioni: strutture gigantesche che circondano alcuni laghi sulla luna saturniana e si estendono nell’entroterra per decine di chilometri. Questi bastioni sono morfologicamente diversi dalle sponde che normalmente si trovano in prossimità dei laghi. Esse si ergono ripide sopra la superficie del lago, al massimo sono larghe un chilometro. In totale l’analisi è stata condotta su otto laghi, tre asciutti e cinque riempiti da un liquido composto da una mistura di metano liquido ed etano. La superficie dei laghi varia da 30 a 670 chilometri quadrati e i bastioni, la cui larghezza varia da 3 a 30 chilometri, si innalzano per 200-300 metri sul terreno circostante. I risultati delle analisi spettrali mostrano che l’emissività dei bastioni è relativamente alta per gli standard di Titano ed è molto simile a quella dei fondali dei laghi vuoti e ai labirinti di terreno di origine fluviale. Questo suggerisce che i bastioni condividono con i fondali dei laghi lo stesso meccanismo di formazione, mentre hanno la medesima composizione organica dei labirinti fluviali.  Nella prima ipotesi si ritiene che, dopo la formazione del lago, un meccanismo geofisico posizioni il bastione attorno al perimetro del lago. Successivamente, lo stesso meccanismo innalza un bordo sopra il bastione. Poiché il bordo è più giovane del bastione, il materiale di cui è composto non ha avuto modo di diventare più resistente e quindi viene eroso dagli agenti atmosferici. Nel secondo scenario si ipotizza che, dopo la formazione e la crescita del bacino lacustre, il materiale residuo vada a formare dapprima le sponde del lago e poi, attraverso la sedimentazione, anche i bastioni. Ciò significherebbe che i laghi circondati da tali strutture sarebbero tra i più giovani di Titano, perché non ci sarebbe stato il tempo sufficiente affinché i bastioni venissero erosi.

Immagine presa dalla sonda Cassini

The Titan

The Titan’ è un film di fantascienza con alcuni elementi thriller. È anche il primo lungometraggio del regista tedesco Lennart Ruff, che si è fatto le ossa con alcuni cortometraggi e che, pur non avendo tantissima esperienza alle spalle, è stato capace di radunare un cast di tutto rispetto. Il film è la storia di una terra ormai in rovina per colpa della sovrappopolazione e dalle guerre: gli scienziati calcolano che entro dieci anni metà della popolazione morirà di fame e metà del pianeta sarà inabitabile. Nonostante tutto però, all’umanità si prospetta una possibile via di fuga. La speranza di un nuovo mondo, Titano, potrebbe rappresentare la salvezza per la razza umana quasi allo stremo delle forze. Un gruppo di uomini tra cui il soldato Rick Janssen vengono selezionati per resistere alle sue estreme condizioni atmosferiche, un esperimento biologico volto ad accelerare l’evoluzione genetica che permetterà loro di acquisire le caratteristiche fisiche necessarie per poter di vivere sul nuovo pianeta. Il protagonista dovrà affrontare un arduo percorso, durante l’esperimento che lo trasformerà in un uomo potenziato, a causa degli inevitabili effetti collaterali che la modificazione scatenerà. Con il rischio di perdere completamente la sua natura umana metterà infatti a repentaglio non solo la sua vita, ma anche quella di sua moglie.

 

Alberto Simula

 

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