Tirami su! La potenza del caffè, da Pirandello agli ultimi studi

Il caffè, in una poco nota poesia di Pirandello e nei recenti studi sul potere della caffeina.

“La vita comincia dopo il caffè.”

Riesce a tirarci su a qualsiasi ora del giorno, anche quando è mattina e sembra un’impresa difficile. È il simbolo della pausa dallo studio e dal lavoro e riesce a creare momenti di forte aggregazione sociale. Cos’è? Si tratta del caffè, che ha grandi potenzialità.

I recenti studi italiani sulla caffeina

Le potenzialità del caffè sono dovute alla presenza di caffeina, contenuta anche nel cacao, nel tè, e in altre piante che sono abitualmente impiegate nella preparazione di bevande molto note. Alcuni ricercatori delle Università italiane di Padova, Firenze e Bergamo hanno recentemente studiato gli effetti della sua assunzione in soggetti che quotidianamente non ne fanno eccesso, e le loro conclusioni non stupiscono gli amanti di tè e caffè. È stata constatata un’accelerazione della velocità di lettura del testo: la caffeina, migliorando la percezione globale, facilita il ragionamento semantico e rende più rapida la comprensione di parole connesse tra loro. Non è dunque tempo perso quello della pausa caffè, perché non rappresenta solo un modo per evadere per pochi minuti dallo sforzo del lavoro, ma funge anche da ricarica finalizzata a migliorare le prestazioni.

È dunque lecito affermare che il celebre tiramisù, dolce in cui il caffè è l’ingrediente principale, ha davvero la capacità che il suo nome suggerisce.

Tè e caffè come due innamorati.

Il potere del caffè nella letteratura: da Goldoni a Pirandello

Il caffè è stato più volte esaltato nella letteratura, da autori che si sono concentrati sulle sue maggiori potenzialità. Tra queste si trova la componente sociale: a metà del Settecento il commediografo Carlo Goldoni si serve di questa bevanda per descrivere la differenza tra diversi strati della popolazione: in La bottega del caffè popolani e borghesi, che amano la nuova bevanda, sono contrapposti alle figure negative degli aristocratici. Diverso, quasi opposto, è il significato del caffè in una poco nota poesia di Luigi Pirandello. Il celebre scrittore siciliano si concentra sull’esperienza del caffè descrivendola come un momento di profonda introversione. L’ultimo caffè, questo è il nome del componimento, narra la notte insonne di un anziano signore che, consapevole dell’imminente morte, si concede un caffè che potrebbe essere l’ultimo.

Non poter dormire,
pe’ vecchi, brutto segno
di morte vicina:
vuol dire
che il congegno
vitale si scombina.

Solo
sul tetto
della vecchia casa dirimpetto
esala un fumajolo
a spire
nell’alba
umidiccia e scialba
un lieve fumo.
Là dirimpetto
abita un buon vecchietto
che certo è in cucina
per il suo caffè.

(Vicina
la morte
a chi non può dormire.)

Curvo sul fuoco
soffia il vecchietto forte;
poi la bianca tazza
solita
prepara: tre pezzetti
di zucchero, che amaro
gli sa sempre il caffè.
Schizza faville il fuoco.

(Vecchietto caro,
tu forse non m’aspetti.
Tra poco
pur verrai con me.)

Su la vasta piazza
dorme ancor l’ombra bassa;
qualche mattiniero
nero
vi passa.
Languida qualche stella
dal cielo occhieggia ancora.
Salutan la novella
squallida aurora
da presso e da lontano
i galli. Eccolo: dietro
il vetro
del balcon, pian piano
ora
sorseggia il buon vecchietto
caldo il suo caffè.
Prima che tragga il sorso,
vi soffia; chiude gli occhi:
chi sa che mai ricorda!
Forse gli sciocchi
sogni di questa notte.

Venivano
da bianche tombe
lontane
tante colombe
a frotte.
Di sotto il guanciale
sguisciava una serpetta
che gli dava un morso
sul cuore
senza fargli male.

Ancora, ancora un sorso,
vecchietto, non dar retta.
Perché ti guardi attorno?
Silenzio. Batton l’ore.
Le cinque. Chi t’aspetta?
È giorno, vedi? è giorno
già chiaro.
Finisci il tuo caffè.

(Poi, vecchietto caro,
fa’ cuore,
te ne verrai con me.)

Luigi Pirandello

Ah che bell’ ‘o cafè! Dalla letteratura alla scienza

Che sia visto come protagonista di una forte aggregazione sociale, come momento unico di riflessione per l’uomo, o che sia studiata l’assunzione delle sue componenti, certo è che il caffè ha enormi potenzialità. Non tutti lo assumono quotidianamente ma tutti sono consapevoli dei suoi effetti. È densa di significato la poesia di Luigi Pirandello, e forse tutti possiamo immaginarci intenti a sorseggiare una tazza di caffè come per compiere l’ultima gratificante esperienza prima di lasciare il mondo terreno. E leggendo le conclusioni che derivano dagli ultimi studi dei ricercatori, sembra di sentire in lontananza la voce del grande Fabrizio De Andrè. Ah, che bell’ ‘o cafè!

 

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