Burton affronta il tema del “diverso” attraverso la storia di Edward un personaggio molto personale e vicino alle esperienze dell’autore.

Questa è una fiaba drammatica che riflette l’emarginazione sociale. Il protagonista del film è un “diverso” ma è anche una creatura bisognosa di accettazione e integrazione.
Edward mani di forbice
Edward è un ragazzo artificiale creato da uno scienziato che non riuscì a completare il suo progetto e per questo motivo si ritrova delle lame di forbici al posto delle mani. Edward, dopo la morte del suo inventore si ritrova in solitudine in una villa. Molti anni dopo una rappresentante di cosmetici, Peggy Boggs visita una Villa in cima alla collina della città. Qui incontra Edward e presto si rende conto della sua innocenza e ingenuità. Così Peggy decide di adottare e accoglierlo nella propria famiglia e nella cittadina. Sarà forte il contrasto tra Edward e la colorata cittadina e qui le sue stranezze saranno ancora più evidenti. Alcuni saranno attratti dalla sua diversità altri lo considereranno invece il “diavolo”. Nonostante il terrore iniziale Edward riesce ad instaurare un rapporto sincero con la nuova famiglia e si innamorerá della figlia adolescente di Peggy, Kim.
Un personaggio autobiografico
Edward è un personaggio che rappresenta una storia autobiografica. Nasce dai ricordi e dall’immagine che Tim Burton aveva di sé da bambino. Più volte afferma di essere stato un bambino strano e di aver avuto problemi con le relazioni sociali. Ed è così che Burton crea “Edward” un personaggio “creativo e distruttivo” che esprime a pieno l’incapacità di comunicare, di creare relazioni e il senso di isolamento. Edward è inoltre privo di malvagità e solitario. Il suo aspetto è apparentemente imponente ma in realtà è buono e sensibile. Per troppo tempo ha vissuto in un castello oscuro e solo, ed è per questo che incontrando nuove persone ha difficoltà ad inserirsi in una società che è anche molto diversa dal posto in cui viveva. Sono tipiche di questo personaggio anche altre caratteristiche come: problemi di adeguamento e goffaggine con le mani e nei movimenti . ”Edward mani di forbice” esprime chiaramente i problemi sociali, i pregiudizi e la difficoltà di essere accettati quando si incontrano differenze.

La sindrome di Asperger
In psicologia problemi legati alle relazioni e alla socialità sono riscontrabili nella sindrome di Asperger.Questa sindrome è considerata una forma di autismo lieve poiché comprende comportamenti ripetitivi e schematici. La sindrome di Asperger comprende una difficoltà a relazionarsi anche se a differenza di altre forme di autismo è presente la capacità di esprimere i propri sentimenti e di instaurare un forte legame di attaccamento soprattutto con la propria famiglia. Prende il nome dal pediatra Hans Asperger il quale studiando tale sindrome ne descrisse il comportamento e alcune caratteristiche tipiche tra cui carattere solitario, goffaggine nei movimenti, isolamento e difficoltà a comunicare e a relazionarsi con gli altri anche se al tempo stesso, si dedicano ai loro interessi con dedizione. Il linguaggio è caratterizzato dall’uso di poche parole e a volte “a ruota libera”.