Tifoso napoletano insultato da un dirigente bergamasco perché meridionale, la Arendt saprebbe il perché

Un tifoso napoletano provoca un dirigente dell’Atalanta e viene insultato perché meridionale. Una storia che si ripete troppo di continuo e che sembra non finire mai.

Prima della partita Atalanta-Juventus un tifoso napoletano ironizza sull’esito della partita che andava disputandosi e la reazione del dirigente dà il via ad un dibattito accesissimo sui social. La Procura federale della Figc si sta già muovendo contro il bergamasco in quanto insulti razzisti e attacchi mirati ai meridionali in quanto tali non sono più tollerati.

La questione meridionale infinita

“Mister, dopo 10 anni ve la giocate la partita o la regalate come al solito?” è stata la frase che ha scatenato l’ira prima dell’allenatore e poi del dirigente dell’Atalanta. Mentre il primo è riuscito a non perdere il suo aplomb, l’altro ha iniziato a dargli del “terrone” come se esserlo sia una cosa di cui vergognarsi.
Il tutto è stato documentato da un video che ha fatto subito il giro del web dando una grande risonanza mediatica alla situazione problematica venutasi a creare. Proprio per questo il team manager bergamasco ha dovuto porre le sue scuse pubblicamente per essere caduto nella trappola di un tifoso che aveva preparato a tavolino la provocazione.
Non si è voluto giustificare, ha solo ammesso di aver sbagliato nei confronti del tifoso e dell’Atalanta, società che sicuramente sta risentendo della matassa mediatica che si è creata.
La Figc non ci sta. Un procedimento è già stato aperto perché dopo così tanto tempo molti non accettano che un uomo o una donna siano insultati perché meridionali.

Razzismo naturale

Hannah Arendt nata nel 1906 e morta nel 1975 dovette lasciare la Germania per le sue origini ebraiche.
In una sua opera incentrata sull’analisi dei totalitarismi affronta il razzismo che descrive come patrimonio europeo già esistente quando correnti come il nazismo e lo stalinismo iniziarono a farsi strada.
L’antigiudaismo e l’imperialismo tradizionale erano stati i suoi antenati e sostenevano un razzismo biologico che mirava alla supremazia europea su tutto. Questa tendenza intrinseca agli uomini in Europa era, perciò, sempre esistita ma nel ‘900 il tutto viene accompagnato da vere e proprie tecniche di sterminio.
La natura razzista si è riversata completamente sulla nostra penisola spaccandola in due esatte metà da troppo tempo ormai. La questione meridionale è, infatti, la percezione di arretratezza meridionale rispetto alla situazione del Nord Italia; questa concezione nata a fine ‘800 ma maturata nel tempo non ha subito nessuna variazione ed è arrivata indenne ai giorni nostri.

Nord contro Sud

Che vi sia una grande differenza di tradizioni, costumi, morale e consuetudini è acclarato dalla storia ma che nel ventunesimo secolo un uomo sia ancora colpevole di essere del Sud fa venire i brividi.
Fortunatamente questi episodi diventano argomento di discussione perché solo così si è in grado di colpevolizzarli e magari anche sensibilizzare qualcuno.
Nel mondo del calcio gli episodi di razzismo sono all’ordine del giorno e proprio per questo l’ambiente sportivo è lo specchio della nostra società: uomini così pieni d’odio da etichettare come nemico non solo lo straniero ma chiunque sia altro da lui anche se connazionale, avente gli stessi colori, la stessa lingua e una storia identica. L’odio razziale è aperto a tutti, basta trovare un capro espiatorio.
In ogni campo sportivo, palestra, posto di lavoro, scuola e tanti altri ancora, c’è qualcuno a cui viene dato del “terrone”. Una persona del Sud così fiera di esserlo deve ogni volta sentirsi una colpa addosso per il suo posto nel mondo.
Per ogni insulto ad un uomo del Sud c’è un uomo del Nord che non ha mai visto il sole, il mare, la natura meridionale e non sa cosa si perde.

 

1 thought on “Tifoso napoletano insultato da un dirigente bergamasco perché meridionale, la Arendt saprebbe il perché

  1. “Atalanta, società che sicuramente sta risentendo della matassa mediatica che si è creata.”
    Chi è il vero pagliaccio? Il ragazzo napoletano in cerca di risonanza mediatica o voi e il vostro politically correct?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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