Ti senti anche tu autorizzato ad «alzare i toni» per la politica?

Non è del tutto insolito, ormai, sentire parlare di atti di razzismo, sessismo e violenze di qualsiasi genere. Questi elementi risultano, per lo più, legittimati da parole e da un potere utilizzato nel modo sbagliato. Il problema risiede in un confronto ad armi impari, nel quale piccoli gruppi, che estremizzano idee politiche alquanto discutibili, trovano il loro consenso attraverso una propaganda tutta virtuale si scontrano con macrogruppi che, la maggior parte delle volte, mancano di sostegno. Ogni giorno che passa le parole si fanno più dure, i gesti più radicali e la collera cresce. La verità è che ci si sente autorizzati a parlare con troppa franchezza e ad essere fin troppo aperti a confronti, anche fisici, quando si è poco esperti.

Popolazione: divisa dalle classi ma omogenea sul social

Da che mondo e mondo, la società, soprattutto una come quella italiana, è suddivisa tra ricchezza e povertà. In un contesto nel quale viene a mancare una zona grigia che trova il suo equilibrio fra i due poli, le disparità risultano più che nette e le minoranze più che evidenti. Tuttavia, è nel mondo dei social che si verifica un appianarsi drastico di quste differenze. Social NetworkNei social network non esistono i ricchi, non esistono i poveri, ma esistono le opinioni. Dunque, nasce una nuova divisione nata sulla differenziazione dell’opinione virtuale, nelle quali sono presenti anche delle minoranze. Se si prende come esempio l’Italia, una minoranza molto evidente è rappresentata dagli estremisti. Nel momento in cui questi trovano un punto di forza come quello rappresentato dai social, si verifica che queste abbiano, in alcuni campi, il sopravvento. Dato l’attuale clima politico che imperversa impetuosamente contro, ormai ben definite, problematiche, questi trovano il loro cavallo di battaglia in una legittimità conferita da autorità politiche che istigano all’utilizzo di metodi poco ortodossi. 

Libertà di parola discutibile

La potenza delle parole è di gran lunga più forte rispetto a quanto ci si aspetti, soprattutto quando viene utilizzata come fonte di propaganda. Sempre più spesso negli anni, politici, associazioni, giornali e anche imprenditori trovano nei social network come Facebook, Instagram e Twitter dei potentissimi strumenti di propaganda. Quello che si verifica è una comunicazione su vasta, vastissima scala a portata di tutti. Uno dei maggiori vantaggi sta nel fatto di sentirsi protetti e tutelati contro qualsiasi conseguenza che, diversamente, sarebbe molto più difficile da evitare. affermazione e personeEssere seduti dietro uno schermo è decisamente diverso rispetto a parlare e ad esprimersi di fronte ad un pubblico. Per questo motivo, molto spesso i toni che vengono utilizzati sui social finiscono per essere infinitamente più duri rispetto quelli che si utilizzerebbero nella vita reale e, molto spesso, si finisce per fomentare animi già irrequieti alla ricerca di consenso, che viene trovato spesso travisando quelle stesse parole. Si genera un fenomeno che si estende a macchia d’olio, che colpisce più di quanto ci si possa aspettare e che genera conseguenze che, progressivamente, sfociano nella violenza.

Nuove nemesi

opinioni divergentiQuando ci si sente autorizzati a comportarsi in un determinato modo, le conseguenze possono essere gravi se non devastanti. Si è registrato un aumento vertiginoso di reazioni sempre più violente da parte di sostenitori politici nei confronti dei loro oppositori. Senza andare lontano, ne è un esempio lo scontro che si è verificato durante il corteo antirazzista “Mai con Salvini”. Bisogna chiedersi: come mai ci si sente autorizzati ad alzare le mani contro i propri oppositori politici? Davvero non si può fare nulla contro dei comportamenti incivili che sono diventati quasi ingestibili? Determinati atteggiamenti diventano difficili da debellare nel momento in cui questi sono legittimati da coloro che detengono il potere dall’alto. Ci stiamo abituando a vedere colui che non condivide i nostri ideali come un nemico che deve essere eliminato, a dover estirpare quest’idea considerata sbagliata utilizzando anche la forza, che essa sia fisica o solo verbale. L’intolleranza sta diventando palese, tuttavia viene strumentalizzata e ne viene fatto un punto di forza. 

Alice Tomaselli