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The Witcher: Abelardo conduce l’etica del Lupo Bianco Geralt di Rivia

The Witcher: Abelardo conduce l’etica del Lupo Bianco Geralt di Rivia

Il famoso videogioco diventa una serie televisiva prodotta da Netflix, dove l’impassibile Geralt sembra avere un proprio codice etico

Geralt di Rivia, il Lupo Bianco

The Witcher da essere un libro nato dalla penna di Andrzej Sapkowski, uno sconosciuto scrittore polacco, a diventare fenomeno internazionale ne ha fatta di strada, e ha dovuto lottare con una forte concorrenza per essere riconosciuto nel suo genere fantasy, basta pensare a due colossi come Il Signore degli Anelli e Il Trono di Spade, ma questa nuova saga ha una arma segreta, il suo protagonista, Geralt di Rivia, uno strigo che sembra avere una propria condotta morale.

Le imprese di Geralt

La versione videoludica di Geralt

La serie comincia subito col botto mostrando Geralt che uccide una Kikimora, un mostro della palude, subito dopo riscuote la taglia nel villaggio dove il sindaco è uno stregone, Stregoborn, che gli affida un altro incarico uccidere una principessa ribelle, Renfri. Geralt rifiuta e uscendo dal villaggio di Blaviken conosce questa principessa che lo segue nella foresta facendo poi l’amore con il witcher, questa gli chiede di unirsi alla sua causa per uccidere Stregoborn, ma il protagonista declina invitando anche la principessa a farlo perché lui non vuole finire in mezzo a questioni politiche che riguardano il Continente. Tuttavia Renfri decide comunque di uccidere Stregoborn ed a questo punto il witcher, che dapprima non voleva uccidere umani su pagamento e non voleva immischiarsi in politica, mosso dall’etica decide di fermare la guerriera e salvare lo stregone. In punto di morte Renfri rivela una profezia a Geralt sussurrandogli che una ragazza sarà sempre con lui. All’inizio questo messaggio sembra ignoto e senza senso ma proseguendo nell’avventura si scoprirà che questa ragazza è Ciri, la principessa di Cintra, che è legata al witcher tramite la legge della sorpresa, una forma di pagamento per chi salva la vita di qualcuno che consiste nel reclamare ciò che il salvato non sa ancora di possedere. Questa volta Geralt che ha l’ordine di uccidere lo spasimante della principessa Bavetta si rifiuta e prova invece a salvarlo uccidendo le guardie della regina Calanthe. Riuscito nell’impresa deve sdebitarsi e per questo reclama la sorpresa che in questo caso è Ciri, presente nel grembo di Bavetta. Il witcher nella sua coscienza è mosso nello scegliere l’alternativa che rappresenta il male minore come salvare il padre di Ciri o impedire a Renfri di uccidere Stregoborn.

L’Etica dell’Intenzione

Pietro Abelardo era un monaco e filosofo francese vissuto tra il IX e il X secolo, e divenuto noto in campo filosofico grazie all’etica da lui proposta, l’Etica dell’Intenzione, basata non sugli atti fisicamente commessi e neanche sulle forze della coscienza come virtù o vizio, ma il peccato consisteva a dare il consenso, anche solamente con il pensiero, ad un’azione malvagia. E’ un’etica prima di tutto di stampo socratico, infatti verrà definito “socratismo cristiano“, perché si basa sulla conoscenza di se stessi e di conseguenza quindi anche dei propri impulsi, in quanto in ognuno si manifestano virtù e vizio, e per essere buoni bisogna allontanare i propri desideri dal vizio. In questa etica si parla anche di “male minore“, che consiste se costretti a peccare a scegliere ciò che grava meno sull’anima, come si può intuire questa etica è stata influenzata anche da Agostino. Per esempio Abelardo ci dice che i crocifissori di Cristo sono perdonabili nonostante abbiano peccato, perché hanno peccato secondo coscienza, seguendo le leggi della loro epoca, quindi per loro questa azione non era sbagliata, anche se è comunque peccato. Lo stesso è successo a Geralt nella serie dove il suo codice etico segue la sua coscienza, per esempio è successo sia a Blaviken e sia a Cintra, come nei casi sopracitati, volendo elencare un’altra impresa di Geralt c’è sicuramente quella dove salva gli elfi al posto di catturarli come gli era stato ordinato, e anche in questo caso il witcher agisce secondo la sua coscienza.

Geralt-Abelardo e Yennefer-Eloisa

La famiglia del witcher: Geralt, Yennefer e Ciri

Geralt e Abelardo hanno avuto un destino simile nelle loro vite, incontrare la donna che amavano e non poter creare una famiglia con queste a causa dei loro doveri. Infatti Abelardo si innamora di Eloisa giovane 25 anni più di lui e nipote del suo maestro Fulberto, e con questa ha dapprima una relazione segreta e poi un figlio, Astrolabio. Dopo questo scandalo Eloisa è costretta a diventare suora e Abelardo viene evirato, i due vengono separati per sempre, solo con la morte verranno sepolti insieme, nel frattempo durante la loro vita si scrissero delle lettere divenute famose in tutto il mondo facendo considerare la loro storia come un’anticipazione di Romeo e Giulietta. Geralt invece si innamora di Yennefer, una maga, ma ciò è insolito perché i witcher con il loro addestramento non dovrebbero più provare sentimenti, invece in Geralt si manifesta questo amore, i due avranno anch’essi una figlia, adottiva perché witcher e maghe sono sterili, questa bambina è Ciri.

 

 

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