L’universo interiore di Ernaux, di Tanning e delle donne nel corso del tempo

Ernaux e Tanning si pongono come emblema di donna che riflette su sé, sulla sessualità e sui fantasmi del tempo. 

Quadro “Compleanno” di Dorothea Tanning; fonte: www.artribune.com

 

Annie Ernaux con “Gli anni” vinse il premio Strega europeo nel 2016. L’autrice francese ha dato vita ad un’ “autobiografia impersonale” in cui l’esistenza del singolo si fonde con il movimento della sua generazione, facendo coincidere se stessa con la ricerca di un Io fuori dalla Storia. Ernaux cita in più punti “Compleanno”, opera surrealista di Dorothea Tanning in cui l’artista pone in primo piano il suo autoritratto col seno scoperto.

Fotografia di A.Ernaux; fonte: Vanityfair.it

 

Le donne nel tempo

La condizione della donna muta nel corso della narrazione del romanzo di Ernaux. Negli anni Sessanta la donna era sottoposta ad una stretta sorveglianza e repressione. Fino al matrimonio ogni storia d’amore era costantemente posta sotto lo sguardo giudicante degli altri. Nei rapporti sessuali si mettevano in atto pratiche tabù mentre si sognava la pillola contraccettiva. Il tempo era sancito dalle mestruazioni e dai ritardi, dalla “disgrazia di avere un utero”. Annie si è a lungo battuta in prima persona affinché fosse concesso alle donne di abortire legalmente: infatti, in caso di gravidanze indesiderate le più ricche andavano ad abortire in Svizzera mentre le altre ricorrevano a metodi rudimentali e pericolosi. Le ragazze erano sospese tra la voglia di sentirsi libere come Brigitte Bardot, simbolo di emancipazione femminile, e i dogmi di una società in cui l’influenza della Chiesa ricopriva un ruolo centrale. Divenuta madre quando era molto giovane, giunti nell’ “età dei consumi” inizia a chiedersi come possa essere la sua vita al di fuori della coppia e della famiglia e pensa alla sua voglia di scrivere un romanzo sulla propria vita. Nella stesura dell’opera la donna è scissa tra il ricorso ad una prima persona singolare che assicura continuità ma risulta soffocante e restrittiva ed un “lei” fin troppo distante ma capace di estendere la propria esperienza agli altri. Il fine ultimo del libro e delle fotografie che vengono periodicamente descritte al suo interno è quello di “salvare qualcosa del tempo in cui non saremo più” , di sensazioni e avvenimenti irrimediabilmente destinati all’oblio.

Dettaglio sulla copertina de “Gli anni”

L’analisi della modernità

La scrittrice francese parla di come negli anni 90, in piena età moderna, la paura dell’AIDS e il limitato uso del preservativo percepito come insulto al partner spinge al paradosso di vivere in un’epoca in cui il fine ultimo è godere ma la libertà sessuale ritorna ad essere impraticabile. Il futuro “informe” è in mano a giovani “fragili” , protagonisti di anni in cui l’entusiasmo si alterna all’apatia  e il patriottismo e l’onore cadono in disuso. Gli individui sono suddivisi in categorie sociali in cui ciò che si è assume maggiore importanza delle proprie azioni, in cui si è rassicurati dalla possibilità di confondersi nelle vite altrui e di addossare il conto sui genitori. I coetanei della scrittrice fungono da perno di un quadro familiare all’interno del quale, però, si trovano esclusi dalle conversazioni a tavola in cui si tace sul passato: quando Annie era adolescente il dominio oratorio era dei genitori che narravano della guerra, mentre adesso il testimone è passato ai suoi figli trentenni, esperti di tecnologia e diffusori di neologismi. La generazione dell’Ernaux funge da mediatrice in un collegamento infragenerazionale, come la “matrona indulgente e senza età di una tribù uniformemente adolescente” che conserva riti che stanno progressivamente scomparendo. Gli anni Novanta sono gli anni del disincanto, gli anni che precedono il pensionamento dell’autrice e che suscitano la necessità di mettere ordine nella propria vita maturando la consapevolezza di vivere il presente come se fosse la replica del passato in una ritruvata gioventù in cui si ladvia assuefare dal fascino della novità. Il giovane amante della donna finisce persino per annioarla rendendo concreto in lei il desiderio di un continuo mutamento: l’uomo l’ha condotta in un tempo in cui passato e presente si sovrappongono pur rimanendo ben distinti, un tempo sconosciuto che si impadronisce di corpo e coscienza. Il suo amante è “l’angelo” che l’ha strappata dalla propria generazione ma che non l’ha resa capace di entrare a far parte della sua, lasciandola sospesa in un “imperfetto continuo ed assoluto”. Annie narra la Storia fino alla dittatura del consumismo, fino al momento in cui all’interno della prima definizione di individuo rientra il concetto di un consumatore da educare. Si vive in una società dominata dalla tendenza a mercificare tutto: le barriere impediscono il passaggio di uomini da un Paese ad un altro mentre la globalizzazione e il libero commercio autorizzano il traffico internazionale di prodotti.

Fotografia di D. Tanning e suo marito Max Ernst

Una porta sul mondo interiore

Dorothea Tanning è stata un’artista statunitense che ha prodotto opere per sette decenni. Il quadro che l’ha resa nota e che le ha permesso di conoscere il suo futuro coniuge è “Compleanno”. Il dipinto rappresenta una donna in primo piano dal seno nudo: autoritratto della pittrice. In basso è raffigurato un essere dalle sembianze mostruose, probabile allusione alla realtà onirica e ai fantasmi del tempo che fugge via. Mostrando il seno, invece, mette in evidenza l’elemento sensuale ponendosi come un incubo erotico. Lo sguardo è inquieto e profondo mentre solleva il lembo della gonna adornata da radici sradicate, allusione al desiderio di tagliare i legami con il passato e con la vecchia sé. I verdi filamenti danno vita, nei loro movimenti sinuosi, a minuscoli corpi femminili nudi. La giovane è ritratta nell’atto di aprire una porta: quello che appare un gesto semplice cela in realtà una serie di significati concatenati. La donna desidera aprirsi e mostrare se stessa ma nel momento in cui ci si illude di conoscerla completamente, si aprono infinite “stanze”, infiniti meandri di una mente affascinante e complessa.

 

 

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