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The Terror: disperso tra i ghiacci l’uomo torna allo stato di natura

Un gruppo di marinai disperso tra i ghiacci, l’unica guida il loro capitano. Paura e conflitti costanti, l’uomo si ritrova nello stato di natura come immaginato da Hobbes.

Le navi Terror ed Erebus dalla serie Tv ‘The Terror’ mondofox.it

The Terror è una serie tv di genere horror distriuita a partire dal 2018. L’aspetto originale è che, oltre ai consueti elementi del genere, offre l’opportunità di riflettere sulla natura umana ricollegandosi al pensiero dei filosofico dell’età moderna.

 

Nave Erebus dala serie tv ‘The Terror’ cinemetus

 

Tra i ghiacci, ritono allo stato di natura

Anno 1845, la corona inglese organizza una spedizione navale con lo scopo di trovare il passaggio a Nord-Ovest, una rotta navale che collegherebbe l’Atlantico al Pacifico passando tra i ghiacci a nord del Canada. Vengono inviate due navi, la Erebus e la Terror, ma ben presto rimangano bloccate a causa dello spesso strato di ghiaccio. Dato che le estati seguenti risultano così fredde da non permettere al ghiaccio di sciogliersi, gli equipaggi sono costretti a tentare il tutto per tutto, carichi di provviste, cominciano una lunga marcia di 900 miglia verso sud per poter raggiungere il porto più vicino. Questa già difficile situazione viene resa drammatica da una belva misteriosa che da loro la caccia e dalla scoperta che le razioni alimentari sono contaminate da piombo. Gli uomini si trovano in una situazione surreale, dispersi in un’immensa pianura ghiacciata con la paura di essere sbranati e la consapevolezza che uno per uno moriranno di malattia a causa del cibo avvelenato. L’ultimo ufficiale di alto grado sopravvissuto, il comandante Crozier, è l’unica figura di riferimento, ma anche quest’uomo verrà presto messo in discussione e la situazione è sempre sull’orlo di precipitare. Qui non c’è più uno stato, non ci sono più leggi, l’uomo è tornato allo stato di natura

 

Thomas Hobbes in un ritratto di John Michael Wright Wikipedia

Thomas Hobbes, il pessimismo riguardo la natura umana

Thomas Hobbes (1588-1679) immagina che lo stato di natura degli esseri umani, prima che si associassero e dessero inizio al processo che poi porterà alla formazione dello Stato, sia molto simile a quello degli equipaggi dell’Erebus e della Terror. L’uomo, nella natura, senza nessuna guida, convive nella costante paura della morte e nella continua ricerca delle risorse per soddisfare i propri bisogni primari. L’assenza di un’autorità coincide con un’assenza di leggi e i rapporti tra gli uomini, non essendo regolati, non possono che sfociare nella violenza, in quella che Hobbes chiama la ‘bellum omnium contra omnes’ (la guerra di tutti contro tutti). Ogni individuo rinvendica il diritto di possesso su tutto ciò che desidera, questo lo mette in costante competizione con i suoi simili e la menzogna ed il furto sono considerati moralmente legittimi. Questa visione estremamente pessimista della natura umana il  filosofo inglese la fa derivare anche dalla propria concezione della fisica, infatti tutto ciò che esiste sono i corpuscoli della materia e la libertà è semplicemente l’assenza di ostacoli al movimento dei corpi. Allo stesso modo la libertà umana consiste nel non avere ostacoli al soddisfacimento dei propri desideri.

Dal frontespizio dell’edizione del Leviathan del 1651 wikipedia

Il Leviatano

Gli uomini, stremati fisicamente e mentalmente, si rendono conto che l’unico modo per poter uscire dallo stato di natura è quello di avere una guida che dia loro leggi comuni ed inviolabili, che garantisca ordine e sicurezza. Decidono allora di associarsi, fanno tra di loro un patto ed eleggono un sovrano, questo è il primo atto della formazione dello Stato. Il sovrano può essere un singolo uomo o una ristretta cerchia di individui, i singoli delegano tutti i loro diritti, eccetto quello alla vita, e si promettono di considerare il sovrano come rappresentate della loro volontà. Di qua in avanti gli uomini non possono recedere da questo accordo originario e ne saranno vincolati anche i loro discendenti. Il Leviatano, così Hobbes chiama questo sovrano assoluto prendendo il nome da un mostro marino presente nel libro biblico di Giobbe, è di per sè escluso dal patto, poichè la sovranità non accetta limitazioni. Il Leviatano detiene tutti i poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), poichè la sovranità è indivisibile, e non può essere contraddetto. L’unico suo obbligo è quello di garantire la sicurezza e la vita dei sudditi, in modo da rendere vantaggioso il suo dominio in confronto allo stato di natura. La libertà umana è però possibile in tutti quegli aspetti che non sono regolati dalle leggi ed ognuno non può mai perdere il diritto di difendere la propria vita. La concezione di Hobbes sarà sì criticata, e giustamente, ma presenta un snodo cruciale in quel percorso di pensiero che arriva fino ai nostri giorni intorno ai concetti di ‘sovranità’, ‘natura umana’, ‘stato’ e ‘libertà’.

 

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