In Messico il Senato ha approvato un disegno di legge federale che vieta di testare sugli animali per i cosmetici.

Con la nuova legge si vietano i test sugli animali sia dei singoli ingredienti che dei prodotti cosmetici finiti. Il futuro è cruelty free ed è bene che tutti i Paesi si adeguino a queste severe ma giustissime norme.
CONFRONTO MESSICO-EUROPA
I senatori hanno votato all’unanimità il disegno di legge promosso dal senatore Ricardo Monreal. Gruppi animalisti, come Humane Society International / Mexico e Te Protejo, hanno sostenuto questa decisione che Monreal definisce “storica”. Ciò rende il Messico il primo Paese del Nord America e il 41° Paese al mondo a vietare questa pratica crudele. In Europa invece è dal 2009 che questi test sono banditi sull’articolo ultimato ed anche sulle materie prime che compongono il prodotto cosmetico. Nel 2013 per escludere alcune eccezioni si è deciso che anche i test per più complessi effetti sulla salute umana non possono essere effettuati sugli animali. Quanto detto è presente nel Regolamento Europeo 1223/2009 che ha regolamentato sotto tutti gli aspetti la produzione e la distribuzione di questi prodotti nella comunità europea. Nei cosmetici rientrano praticamente tutti i prodotti presenti in un bagno o un beauty case, dal bagnoschiuma al dentifricio al rossetto ecc., e l’Europa è il più grande mercato al mondo nel campo della bellezza. Il Parlamento europeo sta lavorando ad un divieto mondiale, ma Stati Uniti, Canada, Brasile e altre importanti economie sono ancora in ritardo rispetto alle ormai 41 nazioni che hanno già preso una posizione.

COME TESTANO SUGLI ANIMALI?
Nei laboratori ogni anno vengono sacrificati 300-400 milioni di animali di ogni specie. Solo il 30% dei test riguarda la medicina, il restante 70% è usato per testare cosmetici, prodotti bellici e chimici. L’esecuzione della sperimentazione consiste nel far ingoiare colle, vernici, disinfettanti, spalmare sulla pelle e applicare sugli occhi diverse sostanze per verificare il livello di irritazione e corrosione delle mucose. Sorprenderà sapere che i test su animali sono paradossalmente inaffidabili, quello che può risultare innocuo per un animale potrebbe rivelarsi tossico per l’uomo, ciò è già successo in passato e continua a succedere. Non sono del tutto attendibili anche perché test di tossicità condotti su diverse specie hanno portato ad esiti differenti e non c’è uno standard da seguire. Sono pratiche crudeli che solo nel 15% dei casi sono eseguite in anestesia o analgesia e si ricorre spesso alla recisione delle corte vocali per non consentire all’animale di poter urlare dal dolore. Le cavie oltre ai danni fisici soffrono anche a livello psicologico a causa di paura, stress e solitudine. Metodi alternativi per valutare la tollerabilità dei cosmetici sono possibili anche grazie alla definizione stessa di questi prodotti. Essi infatti sono formulati per agire solo sulle superfici esterne del corpo senza avere alcun effetto sistemico sull’organismo, come invece fanno i farmaci.

TEST ALTERNATIVI
La legge non è uguale in tutto il mondo e un altro caso eclatante è rappresentato dalla Cina. Il mercato cosmetico lì supera i 32 miliardi e, per quanto possa sembrare appetibile, per le aziende ci sono dei limiti considerevoli. Per la CFDA (China Food and Drug Administration) tutti i prodotti beauty importati da altri Paesi devono essere stati testati sugli animali. Quindi anche brand cruelty-free possono essere ritirati dagli scaffali per essere necessariamente testati dal governo cinese. La ricerca di metodi alternativi alla sperimentazione animale si può far risalire agli anni ’80. Questi metodi dovevano garantire la sicurezza delle sostanze utilizzate in quattro aree specifiche e rilevanti per la loro applicazione: corrosione cutanea, fototossicità, assorbimento cutaneo e irritazione. Test di ultima generazione utilizzano riproduzioni della pelle umana con esattamente lo stesso spessore e caratteristiche. Un esempio è Episkin, un test in vitro per valutare il potenziale corrosivo a livello cutaneo di prodotti cosmetici e farmaceutici. È un modello tridimensionale della pelle umana formato da una matrice di fibre collagene I e II, al di sopra uno strato di collagene IV e più in superficie uno strato di epitelio differenziato da cheratinociti di origine umana. Purtroppo test su animali sono ammessi nell’80% dei Paesi del mondo, il potere passa quindi in mano al consumatore che scegliendo prodotti e aziende cruelty-free può spingere ad un’inversione di marcia.
