The Greatest Showman: come Zac Efron e Zendaya sono diventati protagonisti del romanzo greco

Che fiorisca in un musical o in un’opera antica, l’amore è sempre in grado di vincere il destino

Philip Carlyle (Zac Efron) e Anne Wheeler (Zendaya) in una scena del film

The Greatest Showman è un film musical del 2017 incentrato sulla figura di Phineas Taylor Barnum, fondatore del primo circo d’America. Attorno a questo tema chiave ruotano poi altre storie, più o meno importanti per lo svolgimento del film. Quella che ci interessa è una storia di un amore puro, in grado di vincere i pregiudizi razziali e il fuoco di un incendio: quello tra il socio di Barnum, Philip Carlyle, e una trapezista mulatta, Anne Wheeler.

Che cos’è il romanzo greco?

Prima di scoprire cosa hanno in comune Zac Efron e Zendaya con i protagonisti di questo genere letterario, dobbiamo capire almeno in generale cosa si intenda per romanzo greco. La questione, però, non è così semplice.

Già il nome presenta qualche difficoltà: siamo in età imperiale, e alcuni autori iniziano a scrivere opere in prosa destinate a catturare il pubblico, ma criticate per il loro carattere popolare dagli intellettuali del tempo. Gli stessi autori chiamavano le proprie opere “avventure amorose”, o più semplicemente storia, racconto, composizione. Romanzo è un termine anacronistico, ma di certo è quello che si adatta meglio.

Senza addentrarci nella spinosa questione di cosa abbia generato questi romanzi, possiamo dire che in quelli pervenutici (Le avventure di Cherea e Calliroe; Racconti Efesii; Leucippe e Clitofonte; Le avventure pastorali di Dafni e Cloe; Le Etiopiche) riconosciamo uno schema narrativo costante. Due giovani bellissimi e puri si innamorano dopo un incontro spesso casuale; il loro amore è però messo in difficoltà dalle più varie peripezie, che li costringono a separarsi, ma che non sono così drammatiche da impedire il lieto fine.

Eliodoro di Emesa, le Etiopiche

Composti tra il III e il IV sec d.C, i 10 libri delle Etiopiche costituiscono il più recente dei romanzi pervenutici. L’autore si presenta come “un Fenicio di Emesa, della stirpe di Helios, figlio di Teodosio”, e secondo uno storico successivo avrebbe composto quest’opera prima di convertirsi al cristianesimo.

Nella vicenda, in effetti, è la religione pagana a rivestire un ruolo chiave: la protagonista Cariclea, figlia del re d’Etiopia ma nata con la pelle bianca, viene affidata al sacerdote di Apollo Caricle, che la porta con sé a Delfi. Ignara della sua origine regale, si dedica piamente al servizio di Artemide, finchè un giorno si innamora del tessalo Teagene, giunto a Delfi in occasione delle feste pitiche. Aiutati dal sacerdote egiziano Calasiris, che conosce l’identità di Cariclea, progettano di fuggire verso l’Etiopia. Ma i due giovani non hanno fatto i conti con la tyche, il destino, che scombina i piani dei mortali. Anzi, tutte le vicissitudini sono opera della sorte:

Ora la tyche, arbitra delle loro prove, dopo aver concesso loro una tregua di poche ore e una gioia momentanea, subito innescava nuove sofferenze.

Tra esse rientrano un naufragio, varie prigionie, separazioni e una guerra, che culmina con la loro cattura da parte degli Etiopi. Cariclea riesce quindi a farsi riconoscere dai genitori, ottenendo di poter sposare Teagene e diventando con lui sacerdotessa di Helios e Selene.

Insomma, tutto si conclude con un lieto fine: Cariclea e Teagene sono consapevoli della forza del loro amore, che per loro è in grado di vincere tutti i trucchetti della sorte. Tutte le difficoltà passano in secondo piano, perché i due giovani sono consapevoli della resistenza di ciò che provano:

Un amore di cui il destino ha ingarbugliato i fili fin dall’inizio, è inevitabile che non possa avere il suo scioglimento se non dopo numerose peripezie.

Teatro romano di Palmira, situata a circa 150 km da Emesa

Zac Efron e Zendaya come Teagene e Cariclea

Anche nel musical la storia d’amore incontra delle difficoltà: nessun naufragio o pirata, ma il disprezzo di una società che non poteva accettare una relazione tra un borghese bianco e una semplice mulatta. Da questa situazione d’empasse si esce solo insieme, a patto di essere consapevoli dei propri sentimenti.

Appena prima di intonare Rewrite the Stars, Philip e Anne si incontrano nel circo, vuoto.

You know I want you
It’s not a secret I try to hide
You know you want me
So don’t keep saying our hands are tied

I due si vogliono e lo sanno: So who can stop me if I decide it’s on my destiny? What if we rewrite the stars? Per amore si può riscrivere il corso delle stelle, vincere tutto. Anne è più scettica, ha paura delle montagne da scalare e cerca di convincere Philip che il loro amore sia stata una breve illusione, un sogno condiviso da entrambi. “Sembrava La Storia infinita, ma forse era solo la felicità” commenterebbero i Pinguini Tattici Nucleari.

Eppure Philip non si arrende: è vero che il suo amore per Anne diventerà pubblico solo verso la fine del film, quando si getta tra le fiamme per cercare di salvarla, ma già in questo momento le sta dimostrando la forza del suo sentimento: All I want is to fly with you, all I want is to fall with you. E quando un amore è così puro e vero, non c’è nessun destino in grado di opporsi. Se la tyche si mette in mezzo, semplicemente basta riscriverla. Dopotutto, basta rewrite the stars.

 

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