The Family: Una prospettiva di significato descritta da Moreland e Levine, le sette

Moreland e Levine hanno descritto il meccanismo con cui le sette si formano e si mantengono. “The Family”, serie originale Netflix racconta come questo meccanismo si leghi alla religione e alla politica.

È da poco uscito su Netflix un documentario diviso in cinque puntate circa le dinamiche di potere e di lobbying negli USA. The Family (La Famiglia) è la protagonista di questa serie, un’organizzazione fondata nel nome di Gesù che aveva l’obbiettivo di accumulare potere e influenza politica e niente più. Tratta dal libro di Jeff Sharlet intitolato The Family: The Secret Fundamentalism at the Heart of American Power (titolo lunghissimo tipico degli autori anglofoni, si pensi solo a Some Considerations on the consequences of the Lowering of Interest and the Raising of the Value of Money di John Locke), la serie illustra le tappe fondamentali dello sviluppo e del declino di una struttura gerarchica e invisibile che aveva una grandissima influenza sui governi di tutto il mondo. Possiamo parlare dell’influenza che ha avuto ad esempio nell’introduzione della pena di morte per gli omosessuali in Uganda (Uganda Anti-Homosexual Bill) nonché interrogarci sulle ragioni che hanno spinto questa organizzazione a promuovere un così barbaro decreto. La fondazione era a tutti gli effetti un’organizzazione gerarchica come ogni altra setta studiate dal punto di vista psicosociale per tutto il XX secolo, racchiude in sé i principi di formazione, socializzazione e dissoluzione perfettamente descritti nel modello costruito da Moreland e Levine proprio su questo tema.

Gerarchizzazione

La gerarchizzazione era uno delle fondamentali componenti di The Family: in cima alla piramide Doug Coe, il leader, descritto dai componenti della fondazione come il migliore degli uomini, il più vicino a Gesù, colui a cui è esaudita ogni preghiera. Egli aveva costruito e consolidato negli anni una salda leadership attorno alla religione, Gesù era il suo punto di riferimento, Gesù sceglieva i componenti della fondazione ed era compito di Doug e dei suoi subordinati formare i nuovi adepti alla leadership degli Stati Uniti d’America. “Jeasus plus nothing” era il motto di Dug, no istituzioni religiose, no ministri della fede in quanto avrebbero allontanato i “fratelli” (nome dei componenti de La Famiglia) da Cristo. Anche dal punto di vista della politica La Famiglia dialogava con ogni parte politica, democratici e repubblicani, la sua influenza era apartitica e pervasiva, guidava le decisioni del congresso ed entrava in contatto diretto con la presidenza.

Esplorazione, socializzazione e mantenimento

Jeff Sharlet ha potuto raccontare questa storia entrando in diretto contatto con la fondazione, entrando inconsapevolmente a far parte della più grande macchina di lobbying della storia americana. Moreland e Levine hanno descritto l’esplorazione come la fase della formazione di un gruppo in cui componenti che appartengono al gruppo stesso cercano nuovi componenti e nella storia di Sharlet questo ruolo l’ha ricoperto un suo amico d’infanzia Luke, un ragazzo promettente che aveva visto compatibilità tra i suoi valori e quelli dell’organizzazione, nonché un luogo in cui potesse dare senso alla propria vita. È per questo motivo che i ragazzi, di cui racconta la prima puntata della serie, entrarono a far parte della congregazione, per dare significato alla propria vita, sotto al vessillo della religione e alla consapevolezza che Gesù li aveva scelti, aveva scelto loro, non qualcun altro. La seconda fase è quella della socializzazione, la decisione dei ruoli che i vari componenti devono ricoprire nonché il consuetudinario rito di iniziazione tipico delle sette. Una prova di forza d’animo, la dimostrazione di essere all’altezza della scelta compiuta da Cristo, definito dai fratelli come un uomo forte, un uomo che sapeva condurre le persone che lo seguivano. La terza fase è quella del mantenimento è la fase in cui vengono perseguiti gli obiettivi del gruppo, la fase in cui i vari membri seguono le regole e consolidano il rapporto tra di loro. Spesso nelle sette la regola fondamentale è l’abbandono della propria famiglia delle proprie relazioni, quest’organizzazione non è molto diversa ma sposta il piano di dipendenza. Se nelle sette ciò a cui ci si doveva assoggettare era il leader e la causa che esse perseguivano, quindi un individuo umano come ogni altro, per quanto riguarda La Famiglia, i fratelli dovevano accantonare ogni loro affetto nel nome di Gesù, una figura carica di significato, il trascendente a cui non ci si può ribellare, che tutto sa e tutto vede. La costruzione di una riconquista della religiosità cristiana (reinterpretata) a livello planetario era questo l’obiettivo di Doug, e da qui si comprende l’interesse di appoggiare l’Uganda Anti-Homosexual Bill.

Divergenza e allontanamento

Per Moreland e Levine la fase di mantenimento può sfociare in due differenti strade: il conflitto o il mantenimento dei ruoli. Sharlet nella sua esperienza è entrato in contatto con il conflitto, l’amico che lo aveva iniziato alla fondazione si trova in una fase di importante decisione. Quando la ragazza viene stuprata sessualmente, la serie non racconta il contesto dell’accaduto, Luke deve decidere se continuare a porre Gesù e La Famiglia al di sopra della sua propria famiglia. Egli sceglie la seconda andandosene da Cedars, quartiere generale dell’organizzazione, per poi non tornare mai più. Le conseguenze sono immaginabili, lasciata la casa verrà dipinto dai fratelli come un alto traditore, che ha preferito il diavolo (la ragazza atea) al Cristo, unica guida e unico giudice, colui che ha possibilità di scelta sulla nostra propria vita, per cui abbandonare la retta via da lui segnata e disconoscere la scelta incommensurabile sarebbe un atto di tradimento e di perdizione.

Il giusto significato

Questa serie non solo racconta gli orrori della strumentalizzazione e della sua rielaborazione dell’insegnamento cristiano per il raggiungimento di scopi tutt’altro che conformi all’ortodossia, ma narra anche della facilità con cui in giovane età sia possibile compiere scelte errate seguendo chi offre una via facile per raggiungere il successo, una fase della vita in cui le ambizioni la fanno da padrone. La sensazione di essere stati scelti dal trascendente, dall’ineluttabile che ha scelto, noi, proprio noi, soltanto noi e nessun altro è una delle più rassicuranti e profonde sensazioni che la vita umana può far esperire ad un ragazzo. La sensazione di poter dare significato alla propria vita in modi a cui molti altri non hanno accesso, l’esclusività che va di pari passo con questa. D’altro canto è però fondamentale comprendere se tutto questo sia il risultato di un percorso dettato dalla vera religione o da interpretazioni alternative, da una scelta individuale o da un contesto che sta influenzando profondamente e imprigionando con delle catene.

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