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The Circle, un nuovo reality che abbraccia il mondo della metamorfosi kafkiana?

The Circle, un nuovo reality che abbraccia il mondo della metamorfosi kafkiana?

Il reality social in onda su Netflix si sviluppa seguendo gli stessi principi della Metamorfosi di Kafka, cioè il diventare qualcun altro e l’alienazione verso il mondo esterno.

The Circle è un nuovo reality visibile sulla piattaforma streaming a pagamento che tutti conosciamo come Netflix. Si sviluppa seguendo un principio ben preciso: non far interagire fisicamente i concorrenti. Ciascuno di loro, infatti, può comunicare esclusivamente via messaggio. Non solo, visto che nessuno degli altri concorrenti lo può vedere, può anche fingere di essere qualcun altro, addirittura cambiando età, sesso, provenienza, etc. Il format gioca con la socialità personale, l’alienazione da ogni legame vero e dalla propria persona, mettendo i concorrenti, inoltre, in balia di sotterfugi e falsità per riuscire a vincere il premio in denaro. Sono tutti temi affrontati da Franz Kafka nel celebre racconto “La Metamorfosi”, dove il protagonista si trova intrappolato in una forma che non è la sua e schiacciato dalla sua stessa trasformazione, senza poterci fare nulla.

The Circle: che cos’è

In realtà è un gioco, o un social experiment come viene spiegato nel trailer, con regole piuttosto semplici: i concorrenti vivono separati in appartamenti diversi dello stesso edificio e devono interagire tra di loro attraverso The Circle, una piattaforma che è a tutti gli effetti un social network. Hanno tutti una pagina personale  su cui devono caricare la loro foto profilo e aggiornare i loro status in base agli eventi della giornata. Le due persone che alla fine della giornata risulteranno essere le più popolari (tramite un sondaggio) avranno la possibilità di scegliere chi mandare a casa. In palio, 100.000 dollari. Fin qui, nulla di complicato. Quello che nel trailer viene chiamato “drama” (un modo di dire inglese per sintetizzare il concetto di “tragedia, cambiamento inaspettato, caos” che conosce bene chi è avvezzo a questo tipo di programmi e conosce bene la lingua) deriva da quanto dicono i concorrenti mentre interagiscono gli uni con gli altri. Questo gioco si basa sulla comunicazione, chi comunica meglio, chi posta i migliori contenuti, chi riesce a sembrare più vero (un paradosso considerando la situazione) avrà il titolo di influencer e potrà decidere se far continuare o no il gioco agli altri. Da una tua foto troppo perfetta o da un hashtag sbagliato, insomma, dipendono migliaia di dollari.

La Metamorfosi, il famosissimo racconto di Kafka

La metamorfosi è un racconto lungo il cui tema principale è la trasformazione del protagonista, Gregor Samsa, in scarafaggio. E’ un’opera famosissima, sono in molti che sanno che un qualcuno ha scritto una storia di un uomo che diventa un insetto. Sono magari meno, tuttavia, coloro che sanno che non è un semplice racconto, che non vuole avere solo lo scopo di far provare ribrezzo al lettore, come in una sorta di racconto horror di inizio Novecento. Quando viene pubblicato, nel 1915, Kafka ha ben altro scopo in testa e non a caso del volumetto ne parlano anche in qualche libro di filosofia, oltre che di letteratura. La storia è più complessa di quella che sembra, nonostante la trama sia semplice e tutto sommato breve, ciò che è raccontato è di grande intensità. Ma andiamo con ordine.

La trama: cosa succede a Gregor?

Come affermato in precedenza, la storia è semplice e lineare: una mattina Gregor si sveglia trasformato in insetto. Così, subito, senza spiegazioni, anzi è proprio l’incipit dell’opera: “Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto”. Il protagonista non sa perché gli sia capitato, ma non riesce più nemmeno a comunicare con i suoi familiari per capirne il motivo. Gli scarafaggi, infatti, non parlano. A causa della metamorfosi l’uomo perde il lavoro, obbligando i genitori e la sorellina di 16 anni a lavorare. La sorella inizialmente prova pietà per lui, lo accudisce, gli dà dei rifiuti da mangiare, gli sposta i mobili della stanza per farlo muovere, e in cambio Gregor non si fa vedere, né con lei né con la madre, svenuta per il disgusto dopo averlo guardato la mattina della trasformazione. Tutto fila liscio finché Gregor, un giorno, cerca di impedire alla sorella di spostare il quadro di una donna a cui teneva e nel farlo si mostra, sia a lei che alla madre. Le due, traumatizzate, lo chiudono in uno sgabuzzino. La vita sembra migliorare per la famiglia, sono riusciti a trovare degli affittuari e riescono a permettere di nuovo alla sorella di frequentare lezioni di violino. Sarà per via del suo talento che, una sera, volendola ascoltare da vicino, Gregor esce dal suo nascondiglio. Gli affittuari, terrorizzati, scappano, lasciando la famiglia nell’inedia. A questo punto, dopo aver sentito gli insulti dei suoi familiari a riguardo e dopo esser stato ferito gravemente dal padre alla corazza, non riuscendo più a deambulare, si lascia morire di fame.

Gregor a The Circle

L’opera vuole mettere in mostra i meccanismi che regolano la società contemporanea, denunciando in primo luogo l’oppressione che le regole sociali impongono a un individuo, schiacciandolo completamente e, secondariamente, facendo capire come anche un luogo familiare può diventare opprimente se manca la comunicazione. Per quanto riguarda le regole sociali il parallelo con la vita dell’autore è evidente. Nelle sue altre opere (Il processo e la lettera al padre) Kafka si dichiara intollerante alle regole sociali e afferma come queste possano schiacciare un individuo, riducendolo a strisciare e a nascondere la sua vera personalità pur di assecondarle. Diventiamo tutti scarafaggi, insomma, per piacere agli altri. Ora, non è che la situazione a The Circle sia così tragica e nessuno alla fine si fa, per fortuna, morire di fame. I concetti di Kafka però ci sono, espressi in maniera diversa, i concorrenti stessi ne parlano. Più volte uno di loro ha crisi di nervi, fa fatica a mantenere le proprie bugie, afferma che è tutto finto e, alla fine, quasi ogni concorrente eliminato afferma che se fosse stato se stesso, magari avrebbe potuto passare la selezione. Gregor non avrebbe avuto problemi in questo reality, mascherando con una foto di un’altra persona la sua condizione di scarafaggio, per poi scoprire però che in realtà scarafaggi lo sono anche gli altri. Con questo non si vuole dire che il programma sia sbagliato e che nessuno debba guardarlo, anzi, è divertente, colorato, accattivante, però mette in scena un lato della società a cui dobbiamo guardare con attenzione proprio per aiutarci a non dimenticare chi siamo e, al tempo stesso, chi siano gli altri, perché non è sempre piacevole uscire dal proprio nascondiglio e finire schiacciati da una ciabatta, come uno qualunque dei tanti scarafaggi presenti sulla terra.

 

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