Terribile esplosione nella Città dei Cedri. Il Partito di Dio si dichiara innocente. E Israele?

04 agosto 2020 Beirut è piegata da un’esplosione sfigurante. 06 agosto 2020 il Giappone commemora i 75 anni dal bombardamento atomico di Hiroshima. Coincidenze? Il Libano intanto cerca il responsabile e la causa della catastrofe. 

154 morti, 60 dispersi e 5000 feriti, le cifre provvisorie riportate da Il Sole 24 ore dopo l’esplosione avvenuta nel quartiere portuale di Beirut, capitale del Libano. Solo ombre sulla causa e sul responsabile, tranne che si sa di un magazzino contenente 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, uno dei fertilizzanti maggiormente utilizzati in agricoltura, ma anche una sostanza impiegata per la costruzione di ordigni esplosivi, inclusi quelli terroristici. Molti hanno puntato il dito su Hezbollah, organizzazione paramilitare libanese in seguito diventata il maggior partito politico sciita del paese. Il leader, Hassan Nasrallah, smentisce con enfasi. E se fosse il suo nemico Israele?

Il Partito di Dio colpevole o innocente

“Sono tutte bugie e menzogne”

Alle accuse, rivolte da più parti a Hezbollah, di esser responsabile del disastro che ha ucciso più di 150 persone e che ne sta facendo soffrire migliaia, il leader degli Hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah, risponde così. Continua dichiarando che l’organizzazione non aveva alcun deposito di armi al porto di Beirut. Poco prima il leader aveva espresso sentimenti di cordoglio per i martiri dell’esplosione e poco dopo chiede che sia l’esercito nazionale a prende in mano l’inchiesta in quanto è l’istituzione libanese più trasparente e degna di fiducia. Anche se non vi è alcuna prova al momento molti gridano ad Hezbollah e sono pochi coloro che credono nella sua innocenza, perché nel giorno dell’esplosione era attesa un’importante sentenza per quattro membri dell’organizzazione sciita libanese, accusati di aver commesso l’omicidio dell’ex premier libanese Rafiq Hariri nel 2005.

Israele VS Hezbollah

All’inizio era Israele contro la Palestina, poi il conflitto si è dilatato a tutto il mondo arabo, senza tener conto se sunnita o sciita, così nel 2006 era Israele contro Hezbollah. Il 12 luglio di 14 anni fa il Partito di Dio cattura due soldati provocando l’immediata replica israeliana che si spinse fino al cuore del Libano, a Beirut. Troppo ambizioso e arrogante Israele intende distruggere una volta per tutte la formazione politico-militare, Hezbollah d’altro canto mira a mettere a nudo la vulnerabilità dello Stato ebraico dopo decenni di primati, contando su Iran e Siria come alleati. Nella fase uno Israele si preparava a neutralizzare i missili a medio e lungo raggio che Hezbollah indirizzava verso il territorio israeliano; sbarrava cielo e terra per evitare convogli finalizzati a favorire il nemico. Nella seconda fase si sgomberava la zona per facilitare le operazioni militari e preservare l’incolumità dei civili cui venivano assicurati nello stesso tempo aiuti umanitari. Hezbollah infatti lanciava dai 100 ai 200 missili al giorno. La terza fase aveva l’obiettivo di annientare le postazioni di lancio dei missili, impossibili da geolocalizzare perché ubicate in fondo al terreno e alle abitazioni. All’ambizione si unirono gli errori tecnici di un’intelligence tarda. Quella che è stata definita la seconda guerra del Libano non è stato un conflitto convenzionale neanche nel suo epilogo: nessun vincitore e nessun vinto. E se a 14 anni di distanza Israele avesse voluto pareggiare i conti?

Israele, il grande assente

Tra le innumerevoli tesi della teoria del complotto fa capolino Israele. Alcune fonti dei servizi di sicurezza occidentali sostengono che l’esplosione sia stata un’attacco di Israele per colpire un deposito di armi di Hezbollah, accusata di sostenere militarmente l’Iran e la Siria, ma ignara del fatto che in quel luogo ci fosse il nitrato di ammonio che poi ha causato l’esplosione. Il presidente libanese Michel Aoun avvalora la tesi che non si può escludere che, l’incendio prima e l’esplosione che somigliava ad una mini bomba atomica poi, possano essere state il risultato di “un’aggressione esterna, con l’ausilio di un missile, di una bomba o di un altro mezzo”. Almeno un paio di video fake girati nel posto giusto e al momento giusto individuano qualcosa che somiglia ad un missile, o simile, ma che poi si scopre essere soltanto un uccello. Solo le immagini satellitari richieste dei momenti delle esplosioni riusciranno forse a fugare questo dubbio insidioso.

 

 

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