Juan Carlos e la sua ascesa al potere: personalità e storia della monarchia spagnola

Juan Carlos ha lasciato la Spagna persfuggire alle inchieste giudiziare a suo carico, portando con sè simboli  e passioni di una Spagna ormai passata.

Numerosi gli scandali, ma altrettanto numerose le motivazioni per ricordare il sovrano spagnolo come garante delle democrazia ed icona spagnola in Europa e nel Mondo.

Quella volta in cui salvò il Parlamento spagnolo

La Spagna ha sicuramente una lunga tradizione di colpi di stato militari. In più di 100 anni di storia sono stati ben 50. In spagnolo sono definiti con il termine ” pronunciamento”. Si tratta di ciò che accade quando i militari escono dalle caserme per modificare la situazione politica corrente, intervenendo con la forza. I militari agiscono per l’onore del Paese e con l’intento di rovesciare un governo non all’altezza. Juan Carlos viene incoronato re di Spagna il 22 novembre, due giorni dopo la morte del generale Franco che aveva governato il Paese dalla fine della guerra civile spagnola del 1936-39. La continua influenza dell’esercito nella politica spagnola, sfocia nel 1981 con un tentativo di colpo di stato, realizzato il 23 febbraio. Juan Carlos ha però un ruolo cruciale nel preservare la democrazia. A sei anni dalla morte di Franco, sembra che tutti i sacrifici di democrazia siano stati vani, che le libertà si stiano sgretolando e che ci sia una nuova dittatutura militare alle porte. I militari della Guardia Civil fecero irruzione nel  Parlamento spagnolo, con colpi di mitraglietta, guidati dal colonnello Antonio Tejero. Si tratta certamente di un tentativo di golpe. I parlamentari furono tenuti in ostaggio per 18 ore. Il merito del re è stato proprio quello di ”disinnescare” questa bomba, denunciando tutto alla RTE radio televiciòn espanola, per via radiofonica e in diretta televisiva. Il suo messaggio viene trasmesso dalla Zarzuela , residenza che il re preferì al palazzo reale, troppo grande e caotico. Proprio dalla sua residenza, che gli attentatori scordarono di isolare telefonicamente, egli riuscì a sventare il golpe, riuscendo a preservare la dmeocrazia. Riuscì a chiamare legioni di militari e a contattare i comandanti, in qualità di Capo supremo dell’esercito, dando ordine di non allinearsi con i rivoltosi. Senza un chiaro segno di forza del Re, i rivoltosi avrebbero avuto la meglio, facendo sprofondare la Spagna in un’ulteriore crisi interna. I meriti di Juan Carlos sono quelli di aver fatto si che dal franchismo nascesse una democrazia moderna molto vivace.

Luci e ombre di Juan

La monarchia torna a Madrid dopo 44 anni. Si tratta del  22 novembre  1975. Juan Carlos entra in Parlamento e presta giuramento. Fu nominato dal dittatore Francisco Franco nel 1969, che al futuro re chiese sul letto di morte di preservare L’Unità della Spagna, Alle urne del 77′, dopo 41 anni gli spagnoli possono votare e la Spagna  diventa una monarchia costituzionale con un parlamento bicamerale.

Re Juan Carlos ha anche presieduto la Corrida de la Beneficencia, una delle più importanti della stagione a Madrid. Egli stesso ha definito la corrida come un bene per la Spagna, che bisogna assolutamente appoggiare. La Corrida negli ultimi anni ha diviso profondamente la Spagna e gli spagnoli, ma soprattuto la politica. In alcune Regioni non si pratica più per legge, ma re Juan carlosha sempre mostrato pubblicamente la sua passione e del suo sostegno a quello che ha sempre definito una tradizione storica e culturale del Paese, nonostante gli accesi interventi di animalisti ed associazioni.

Altra passione del Re è il futbòl, non ha mai nascosto il suo amore per il Real Madrid, festeggiando insieme al capitano Sergio Ramos la vittoria della Champions League, scendendo negli spogliatoi e celebrando i successi sportivi.

Storia e futuro della monarchia spagnola

La monarchia ha rappresentato un elemento di continuità nella lunga storia spagnola, si tratta infatti della monarchia più longeva d’Europa, che per più di dodici secoli, i, ha regnato sulla penisola iberica: dalla formazione di una moltiplicità di regni dispersi, alla costituzione di un impero, fino all’attuale monarchia parlamentare, è possibile cioè affermare che la storia politico-istituzionale spagnola si sia evoluta per la maggior parte attraverso il regime politico monarchico.

La familia reale di Spagna infatti, trova origine nel 788 con Vermundo I de Cantabria, Re delle Asturie nel 788. Da Vermundo I ad oggi si sono succeduti tutta una lunga serie di re che hanno strutturato e configurato il regime monarchico nel corso dei secoli. Si tratta cioè di dinastie differenti tutte però appartenenti allo stesso ceppo familiare. Ciò è stato possibile grazie ad peculiarità unica delle norme di successione reale, che a differenza di molti altri paesi europei, prevedono che anche le donne possano ereditare il titolo reale.

L’attuale Costituzione Spagnola stabilisce che i poteri del Re siano principalmente di natura cerimoniale e simbolica. Il suo ruolo politico si può cioè riassumere come: Capo dello Stato, simbolo d’unità e permanenza e rappresentante in sede internazionale. Si tratta di ruoli a cui è venuto meno proprio Juan, che ha scatenato polemiche e pareri cobtrastanti, sia a livello politico che nelle singole coscienze dei cittadini spagnoli

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