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Storie di amori che hanno sconfitto la morte, dalla mitologia antica, a Shakespeare, fino ad arrivare al Cinema

Se l’amore può durare fino alla morte perché non oltre?

La famosa clausola, sentita e risentita, citata a tutti i matrimoni, ‘promettete di amarvi… finché morte non vi separi?’, ci fa sperare che esista un amore che duri davvero, che sconfigga l’inevitabile crudeltà della morte. Se scavassimo a fondo sulle origini di questa frase troveremmo radici recondite, così antiche da arrivare fino ai tempi dell’antica Grecia.

Piramo e Tisbe storia di un amore proibito

Il mito, che vede Piramo e Tisbe protagonisti, non è in realtà molto celebre, stupirà quindi ora analizzarne la trama e le caratteristiche salienti e scoprire quanto in realtà questa storia sconosciuta abbia influenzato storie e racconti più recenti.

Questo mito ci giunge grazie agli scritti dell’autore latino Ovidio, che lo inserisce all’interno delle Metamorfosi, una tra le sue opere più famose. Ci troviamo di fronte alla storia di un grande amore, ambientato nelle terre della Babilonia. I due giovani, già citati, sono vicini di casa, ma le famiglie nemiche non permettono alcun tipo di contatto tra i vari membri familiari. Piramo e Tisbe sono però innamorati l’uno dell’altra e per molte sere rischiano la sorte, infatti la sottile crepa che si era creata nel muro che divideva le due case avverse, permetteva loro di parlarsi di nascosto nel mezzo della notte, quando nessuno avrebbe potuto sentirli.

Si sa che l’amore giovanile porta ad osare, a sfidare il fato con quella spregiudicatezza tipica di due adolescenti innamorati, travolti dalla passione di un cuore che batte come mai prima.

Un giorno, stanchi di questa distanza, decidono di darsi appuntamento per la notte successiva e di ritrovarsi vicino ad un gelso poco lontano da casa. La prima ad arrivare è Tisbe che si ritrova sfortunatamente alla presenza di una grande tigre, disperata scappa, ma perde il velo che cade sul terreno scuro e viene masticato e strappato dalle fauci feline della belva, ancora insanguinate dal precedente pasto.

All’arrivo del povero Piramo l’accaduto risulta lampante, riconosce il velo insanguinato dell’amata e preso dalla disperazione e dai sensi di colpa per averla esposta ad una tale morte prematura, si toglie la vita gettandosi sulla propria spada.  Tisbe ritornata al luogo dell’appuntamento trova il giovinetto morto e capisce cosa lo aveva spinto a tanto. Con il cuore in lacrime decide di ricongiungersi a lui gettandosi nella stessa spada.

Solo la morte riuscì a far sbocciare finalmente quell’amore, per lungo  tempo separato dall’odio sconsiderato tra le due famiglie.

Romeo e Giulietta, la storia si ripete

Un grande mito moderno, una malinconica storia d’amore passata dalla bocca di tutti, quella di Romeo e Giulietta. Una tragedia scritta, per quanto ne sappiamo, dal misterioso William Shakespeare, tra la metà e la fine del Cinquecento. Che quest’ultimo sia esistito o meno lasceremo stabilire ad altri, sta di fatto che questa egregia opera, tra le più lette, rappresentate e rivisitate, non era in realtà tutta farina del sacco di Shakespeare. Anzi scopriamo di seguito come rispecchi molto fedelmente il mito antico sopracitato.

La trama si snoda attorno ad un giovane e avido amore, nato nella cittadina di Verona. Uno dei due protagonisti principali è appunto Romeo, nato dalla famiglia nobiliare dei Montecchi, l’altra è Giulietta appartenente alla famiglia rivale, i Capuleti. Il richiamo chiaro all’odio tra le due fazioni familiari preannuncia già come proseguiranno gli sfortunati eventi.

I due giovani si innamorano durante un ballo in maschera e nei giorni seguenti si frequentano di nascosto, è un amore ricco di pathos e passione, questo ‘forte sentire’ quasi settecentesco, che unisce la felicità dell’innamoramento al timore della morte è il filo conduttore di tutta l’opera. Romeo e Giulietta si vogliono così arditamente da sposarsi in segreto nella cappella del paese all’insaputa di tutti.

Pochi giorni dopo Giulietta però viene promessa in sposa ad un altro giovane, Paride. Romeo era stato allontanato dal paese dopo aver ucciso un membro della famiglia Capuleti in un duello. La giovinetta presa dall’angoscia organizza un piano per poter sfuggire a tale destino, grazie all’aiuto del Frate finge di essere morta, dice al Paggio di far avvisare Romeo dell’arguto ingegno, così da poter scappare con lui una volta che  egli fosse arrivato a prenderla.

Le cose però non vanno secondo i piani, il messaggio infatti non arriva per intero a Romeo, il quale crede che la sua bella amata sia davvero morta. Tornato a Verona arriva alla cripta, dove era stato riposto il corpo esanime della giovinetta, dopo un ultimo bacio ingurgita il veleno e si dà la morte per poter ritornare tra le braccia dell’amata.

Ella si sveglia dalla falsa morte poco dopo, quando Romeo già aveva compiuto l’atto estremo e in lacrime per l’insuccesso del suo piano di avere una vita lunga e felice con il suo sposo, si trafigge con il pugnale del giovane.

La morte ancora una volta arriva lieta a coprire l’odio che portò alla dipartita di due ragazzi innocenti, la cui unica colpa era stata amarsi incondizionatamente.

Edward e Bella un amore che sfida la morte

Come si sa la letteratura e l’arte è un continuo rifacimento di materiale preesistente. Non importa di quale epoca stiamo parlando, di quale autore ecc. fino al nostro quotidiano sentire questa continua emulazione non ci abbandona. Pensiamo quindi cosa ci ricordano queste due narrazioni sopracitate…

Sfogliando le conoscenze delle creazioni letterarie più recenti una saga in particolare ha attinto a piene mani da queste antiche tragedie: la saga di Twilight, ideata dalla scrittrice statunitense Stephenie Meyer.

La trama delle vicende narra la storia di un grande amore proibito, tra una giovane ragazza, timida e solitaria, Bella Swan e un giovane vampiro, Edward Cullen.  Vi sono delle piccole controversie per le quali inizialmente la loro frequentazione non era ben vista né dal padre della ragazza né dalla famiglia di vampiri. Dopo diverse vicissitudini l’amore tra i due continua, si sposano e vivono insieme, correndo tutti i rischi e pericoli a cui sono costantemente sottoposti.

A differenza delle precedenti la narrazione non si conclude con un finale tragico, o almeno non è quello che la scrittrice ci vuole far intendere. Ma  la morte torna a fare da protagonista ancora una volta. Bella infatti non potrà vivere in eterno, è ben consapevole di star invecchiando ad ogni anno che passa, a differenza del giovane e bello Edward che gode di un eterna giovinezza data dal suo essere vampiro. è a questo punto che Bella decide di sacrificare la propria vita mortale e rassegnarsi ad una vita dannata, pur di non perdere il suo incommensurabile amore per il suo sposo. Viene trasformata da Edward in una vampira, riuscendo così a ricongiungersi per sempre in questo stato di morte-vivente con la sua dolce metà.

Sono storie strazianti, tragedie d’amore che ci fanno ricredere su quella fatidica promessa, finché morte non vi separi, davvero la morte può mettere fine ad una volontà così profonda?

 

 

 

 

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