Storia del calcio pre e post Covid: la resilienza come risposta a questo periodo di stress

Il mondo del calcio ha subìto una battuta d’ arresto a seguito dell’emergenza COVID-19 ma le nostre certezze non vacillano grazie ad una qualità psicologica; la Resilienza.

Parlare di psicologia nel calcio può sembrare tanto strano quanto assurdo; la verità è che essere in campo è molto diverso che trovarsi sulle tribune come banale spettatore. Da fuori è possibile soltanto vedere le dinamiche del gioco, ma una volta a contatto coi calciatori la situazione cambia; gli arbitri hanno l’arduo ma amabile compito di manipolare il gioco affinchè i piatti della bilancia siano perfettamente equilibrati.

La Resilienza come resistenza fisica e psicologica

Non troppo autoritario nè troppo indulgente, tuttavia imparziale, l’arbitro è una delle figure più criticate nel calcio, ma pochi sanno cosa significhi essere arbitro e quanti sacrifici si facciano per diventarlo. Per avere a che fare con uno sport fatto di uomini e pertanto in continuo cambiamento, è necessaria una certa versatilità oltre che una discreta sanità mentale poichè il carico di pressione a cui vengono sottoposti costantemente questi signori, ma anche signore, con il fischietto, è notevole. La gestione dello stress può dare seri problemi anche in contesti più banali di una partita di calcio; basti pensare, ad esempio, a dei camerieri che si trovino a gestire un significativo numero di ordini in poco tempo oppure a degli studenti che debbano affrontare un compito in classe con serenità senza lasciarsi andare ad errori idioti, dettati proprio dalla pressione attorno alla situazione. Mantenere i nervi saldi si può rivelare ostico; alcuni studi riportano che il quantitativo di stress cui siamo sottoposti oggigiorno corrisponde a quello di pazienti internati nei manicomi per gravi crisi di panico e ansia negli anni ’50. Ciò che fa la differenza maggiore quando si devono affrontare delle difficoltà, è la capacità di rialzarsi in seguito alle sconfitte; detta a parole sembra facile, ma quante volte capita che ci si sofferma a rimuginare su un errore e questo punto di vista focalizzato porta solo ad alimentare una serie di pensieri negativi che, di fatto, riescono solo a bloccarci? Ecco che arriva in nostro soccorso la Resilienza, un concetto psicologico che indica la facoltà di ripartire dopo ogni fallimento, per continuare il proprio percorso, più forti di prima.

Le 5 componenti della Resilienza

  1. Ottimismo: vedere il bicchiere mezzo pieno sintetizza quella disposizione d’animo a cogliere le sfumature di positività che caratterizzano gli eventi e la vita;
  2. Autostima: avere una alta considerazione di sè, ascoltare le critiche pur prendendosi la libertà di accantonarle, qualora sentiamo che queste sono nocive per il nostro benessere;
  3. Robustezza Psicologica (Hardiness): si declina in capacità di controllare l’ambiente circostante, razionalizzarlo e usarlo a nostro vantaggio, impegno e chiarezza negli obiettivi che vogliamo raggiungere e la visione delle sfide come opportunità di miglioramento ;
  4. Emozioni Positive:ovvero pensare che ciò che abbiamo è nettamente superiore a ciò che ci manca;
  5. Supporto Sociale : imparare a valorizzare le relazioni con l’altro per trarne benefici personali, radicati nella reciprocità e nella condivisione di emozioni, gioie ma anche dolori; riuscire a fidarsi per offrire e richiedere appoggio nei momenti di bisogno;

La regola 18: il Buon Senso

Nietzche sosteneva fermamente che ciò che non uccide riesce a renderci più forti; riuscire a percepire razionalmente ciascun errore come una sfida con se stessi per mgliorare ogni giorno è il punto di vista vincente e la chiave del successo individuale. Le Regole del Giuoco del Calcio sono 17 e gli arbitri sono tenuti a saperle a menadito per riuscire ad avere un migliore visione di gioco; vi è tuttavia una diciottesima regola non scritta, il Buon Senso. Ciò significa avere la capacità di calarsi nella situazione in cui ci si trova, modificando i propri comportamenti in funzione del contesto e decidendo in tempo zero quale sia la migliore decisione attuabile, sebbene sovente sia la più difficile. Avere una personalità stabile è la chiave per farsi accettare dentro e fuori dal campo; il calcio, se vissuto come fonte di arricchimento è una vera e propria scuola di vita che insegna a rispettare se stessi, gli altri, ma soprattutto insegna a farsi rispettare. Il tesoro più grande è trovare in sè, nelle relazioni e nelle esperienze che si affrontano la forza per superare le avversità insieme a quelle qualità come autostima e amor proprio che, se non abusate, sono la base per la serenità e la formazione del proprio carattere.

La ripartenza post COVID-19

L’emergenza sanitaria ha sicuramente modificato le dinamiche calcistiche e la ripartenza sarà sicuramente segnata dalla necessità di definire quegli obiettivi che sono stati momentaneamente ghiacciati nel periodo del lockdown. Il calcio in quanto sport di contatto si è dovuto piegare al virus e dopo un periodo di ferma ha potuto riprendere il suo andamento in maniera, per così dire, relativamente normale; di sicuro lo stop degli allenamenti non ha favorito le prestazioni nè dei giocatori nè degli arbitri, questi ultimi in particolare prossimamente dovranno affrontare test atletici e quiz tecnici per verificare in che condizioni avverrà la ripresa completa delle attività sportive. Autoefficacia, fiducia e motivazione; queste le parole chiave con cui la FIGC incoraggia di ricominciare a calcare i campi. E’ utile considerare le esperienze vissute con successo in un determinato settore come auto-motivanti ai fini delle successive prestazioni aggiunta ad una analisi tecnica di quanto fanno altre persone come forma di confronto e critica costruttiva. Inoltre prestare più attenzione ai propri stati inserni, sia emotivi che fisiologici, aiuta ad alimentare i pensieri positivi e la convinzione di possedere le doti per affrontare una determinata sfida. L’importanza di canalizzare la nostra attenzione verso quelli che sono i nostri obiettivi, ci consente di dirigere le energie ai fini della realizzazione dei nostri obiettivi, ragionamento valido non solo nel calcio ma anche e soprattutto nella vita.

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