La parola è un elemento imprescindibile della nostra esistenza, necessaria al comunicare. Essa non rappresenta solo uno sterile mezzo pratico e funzionale, ma anche un vero e proprio universo da scoprire.

È della stessa opinione Stefano Massini che ha inaugurato da poco una rubrica dedicata alle parole e ai modi di dire, al loro significato e alle loro infinite e misteriose sfumature.
Questo focus sulla parola rinvia inevitabilmente alla teoria semiotica di Peirce, che allo stesso modo la studiò, analizzandone con precisione quasi maniacale tanti aspetti.
Riscopriamo dunque la potenza e la ricchezza delle parole attraverso Stefano Massini e Peirce.
Parole in corso
Lo scrittore Stefano Massini, figura carismatica ed eclettica dirige una nuova rubrica dal lunedì al venerdì chiamata Parole in corso nella quale riscopre ed esamina espressioni, parole e modi di dire della nostra quotidianità.
In una puntata, ad esempio, svela attraverso simpatici ed inaspettati aneddoti il perché del detto “la carota ed il bastone”.
Si tratta sicuramente di un progetto originale, capace di rivalorizzare le parole e consapevolizzare sulle loro mille sfumature incolte ed inaspettate.
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Peirce e la semiotica
L’attenzione riservata alle parole non può che far pensare al filosofo Charles Sanders Peirce che elaborò nel secolo scorso una teoria semiotica su qualsiasi processo di significazione.
La parola diventa un complesso ed elaborato meccanismo di associazioni che raramente lascia spazio alla banalità.
Peirce enuncia così una minuziosa distinzione tra segno, simbolo, icona e indice.
Tali distinzioni si definiscono dal rapporto preesistente tra due elementi determinanti della parola: il significante ed il significato.
Il rapporto tra significante e significato è spesso convenzionale nel linguaggio quotidiano nel quale ad esempio il termine tavolo non ha nessun reale rapporto con l’oggetto tavolo.
Parlando ad esempio di indice, il rapporto tra significante e significato non sarà di convenzione, come nel caso del tavolo.
Si tratta qui di un associazione che nulla ha a che vedere né con la convenzione né con la somiglianza (che farebbe pensare piuttosto all’icona).
Un esempio di indice è il fumo, che l’osservatore tenderà ad associare al fuoco, pur non vedendo direttamente le fiamme.
L’universo delle parole
Massini e Peirce con i loro propositi apparentemente diversi sembrano raggiungere il fine comune di riscoperta della parola: un’impresa nobile che deve ricordarci la bellezza del linguaggio, delle parole e soprattutto la loro potenza.