Stanco di leggere alla vecchia maniera? La multimodalità potrebbe fare al caso tuo

Che cosa i testi multimodali? E gli ipertesti? Cosa significa “multimedialità” e che vuol dire “multimodalità”? Scopriamo come, anche con l’avvento delle nuove tecnologie, sono cambiati il procedimento di lettura e, di conseguenza, il ruolo del lettore.

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Oggi si parla tanto di una nuova letteratura, di “testi” costituiti da combinazioni di parole, immagini e suoni, caratterizzati dalla compresenza di diversi media e di molteplici modi di interazione che restituiscono un’esperienza di lettura immersiva. La nascita di prodotti letterari compositi ha favorito lo sviluppo di un approccio innovativo ai testi, un approccio che vede il lettore diventare attore, con un ruolo attivo e determinante per il testo stesso.

1. Media e multimedialità

Il termine medium -traducibile come mezzo- indica, in particolare, un qualsiasi mezzo di comunicazione. Il termine “multimediale” si riferisce all’utilizzo simultaneo di molti (multi) media, di diversi canali. Quindi, un dispositivo multimediale si avvale di molteplici tipi di media, rimanendo però un prodotto unitario; ancora, un sistema multimediale usa diversi strumenti per veicolare, ad esempio, una serie di informazioni.

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2. Modalità e multimodalità

Il termine “modo” indica un insieme di risorse semiotiche ben definite usate per la costruzione di un significato. La semiotica è, infatti, la disciplina che studia i segni e i significati che essi assumono, intendendo come segno un qualcosa che rimanda a qualcos’altro.

L’aggettivo “multimodale” fa riferimento alla coesistenza di molte risorse semiotiche all’interno di un unico prodotto. E per esperire pienamente un sistema multimodale occorre utilizzare più modalità sensoriali.

Le quotidiane conversazioni “faccia a faccia” sono un valido esempio di interazione multimodale: non si comunica soltanto con le parole, ma anche con i gesti e le espressioni facciali; sono, quindi, coinvolti più canali sensoriali.

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3. L’inizio di una nuova letteratura

Un testo multimodale -che può essere a sua volta cartaceo o digitale- si basa sul ricorso a diverse risorse, in primis visuali e sonore, talvolta tattili e olfattive.

Esso presenta diverse caratteristiche, tra cui: un’impaginazione insolita, una variegata tipografia, coesistenza di più generi letterari, presenza di note piè di pagina e domande retoriche, un concreto story-telling, presenza di immagini o disegni che non interrompono la narrazione, bensì fanno parte di essa, integrano il testo e costituiscono una parte fondamentale della dimensione narrativa.

La fruizione di un testo multimodale è connessa al coinvolgimento di più sensi e alla necessità di una partecipazione attiva da parte del lettore, il quale è tenuto a interagire fisicamente (sensorialmente) con il testo.Jean-Pierre Jeunet presenta Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet al Festival del Cinema di Roma - SentieriSelvaggi

4. Un caso di romanzo multimodale

Le nuove tecnologie di stampa hanno drasticamente ridotto i costi di pubblicazione di libri e ciò ha portato a un incremento della loro produzione.

Se volessimo fare un esempio di testo multimodale, potremmo prendere in considerazione The Selected Works of T.S. Spivet scritto da Reif Larsen e pubblicato nel 2009, da cui è stato tratto anche un film diretto da Jean-Pierre Jeunet. L’opera racconta la storia di un ragazzino prodigio, TS Spivet, le sue straordinarie avventure e il lungo viaggio attraverso il Paese, dal Montana a Washington D.C.

Dal punto di vista strutturale, l’opera presenta tutta una serie di caratteristiche che lo rendono a tutti gli effetti un testo multimodale: partendo dall’evidente compresenza di più generi letterari, a metà tra un trattato di cartografia e un romanzo di formazione; fino ad arrivare al particolarissimo layout: ci sono figure geometriche, cartine geografiche, grafici, disegni e fotografie che rispecchiano gli interessi e i pensieri del protagonista. La storia è intermezzata con elementi che, a volte, possono rendere arduo il processo di lettura, ma che comunque sono indispensabili per capire e interpretare completamente il testo.

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5. Ipertesti e iper-link

Se già all’interno di un testo multimodale cartaceo come quello scritto da Larsen erano presenti alcuni elementi che interrompevano il normale percorso di lettura, per i testi in formato digitale la dinamicità e l’assenza di linearità sono ancora più evidenti.

Gli ipertesti sono formati da documenti interconnessi attraverso hyperlink che contengono informazioni come testi, immagini e suoni. Non c’è un ordine sequenziale, né uno sviluppo lineare, né un percorso obbligato da seguire: è il lettore a scegliere se cliccare -e aprire- o meno un determinato collegamento.

Gli hyperlink portano il lettore da un’altra parte, lo allontanano dalla trama, lo distraggono, ma -al contempo- offrono un’approfondita visione di insieme e permettono di vivere la storia in maniera molto più interattiva e personalizzata.

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