SOS alieno? Rilevati con stupore otto misteriosi lampi radio veloci dallo spazio profondo

Questi segnali sono tra i fenomeni astrofisici più misteriosi dell’universo e ne sono stati intercettati ben otto pochissimi giorni fa da un team di ricercatori canadesi. Per loro è stato sorprendente!

Una rappresentazione artistica di un lampo radio veloce

È la prima volta che sono stati intercettati otto rari segnali di lampi radio veloci che si ripetono nel tempo. Infatti, finora si conoscevano solo altri due segnali che hanno questo carattere ripetitivo: ‘FRB 180814’ e ‘FRB 180924’. Potete anche capire facilmente quando sono stati rilevati perché i numeri nei nomi indicano la data della scoperta nel formato AAMMGG (anno, mese, giorno). A individuarli è stato il gruppo internazionale guidato da Bridget Andersen, dell’Università di McGill di Montreal, con l’aiuto del radiotelescopio CHIME, o Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment. Per gli astronomi questa è un’occasione unica e rara per poter studiare questi fenomeni sostanzialmente sconosciuti, per cercare di capire le loro origini e per svelarne i misteri. Che siano dei fenomeni ripetitivi è molto importante: questa loro caratteristica potrebbe aiutare nell’individuare da che tipo di galassia provengono e di risalire alla sorgente ad alta energia che li ha prodotti. Oppure capire se è stata una civiltà aliena a mandare i segnali…

CHIME, il radiotelescopio canadese che ha individuato gli otto segnali

Fast Radio Burst, o FRB

Il lampo radio veloce, o fast radio burst in inglese, è un impulso radio transitorio con una durata di soli pochi millisecondi. Si tratta di lampi molto luminosi nella banda radio, a banda larga (cioè contiene diverse frequenze radio), non risolti (i sorgenti sembrano puntiformi) e provenienti da regioni del cielo esterne alla Via Lattea. Tecnicamente la scoperta del primo lampo è avvenuto nel 2001, ma solo nel 2007 il fenomeno è stato catalogato come tale quando un team di ricercatori hanno elaborato i dati in archivio di quell’anno. L’intensità del lampo è sufficientemente potente per essere rilevato e non mascherato dal rumore di fondo. Spesso appare come un’improvvisa impennata di energia senza nessuna perdita d’intensità nel tempo in cui viene intercettato. Molte delle frequenze rilevate hanno un valore di circa 1400 MHz, anche se sono state rilevate alcune molte basse, per esempio sui 400-800 MHz. La loro origine è ancora avvolta nel mistero, e questo è da attribuire anche alla scarsa quantità di rilevamenti fatti negli ultimi anni: solo una decina di segnali sono stati intercettati dal 2007. Esistono attualmente decine di modelli teorici per spiegarne la formazione e quasi tutti fanno riferimento a contesti fisici estremi: quasar, stelle di neutroni e buchi neri, ossia oggetti cosmici parecchio densi. Nel passato sono state persino chiamate in causa civiltà aliene per spigarne l’origine. Nonostante le perplessità del mondo scientifico e del pubblico, è assolutamente sbagliato escludere a priori questi tipi di ipotesi. È una possibilità che vale la pena considerare e verificare.

Lo spettro elettromagnetico. La banda delle frequenze radio è quella a sinistra, quella con la lunghezza d’onda più larga

 

Ma dove sono questi alieni?

No, non sono nell’Area 51. O almeno penso. Lo scopriremo il 20 settembre. Per adesso ci concentriamo a guardare il cielo e domandarci: “l’Universo è così grande. È quasi impossibile che siamo soli. Eppure, dove sono gli altri?”. Moltissimi scienziati illustri si sono chiesti la stessa cosa e ce ne uno in particolare a cui è stato attribuito il nome di un paradosso: il Paradosso di Fermi. È attribuito al fisico italiano Enrico Fermi e sorge nel contesto di una valutazione della probabilità di entrare in contatto con forme di vita intelligente extraterrestre: “Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutte quante?”. Esiste anche un’equazione, detta equazione di Drake, utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri in grado di comunicare nella nostra galassia. Si basa su diversi parametri ed è un modello molto semplice: stime storiche danno un numero pari a 10 civiltà che sarebbero capaci di comunicare con noi, mentre stime attuali danno invece circa 23,1 civiltà capaci di mandare un messaggio. Ovviamente ci sono molti oppositori di questo modello matematico, anche perché molte parti della formula sono completamente congetturali.

Equazione di Drake. I parametri che vedete sono semplicemente moltiplicati fra di loro

Questo campo scientifico è molto più sviluppato di quanto possiate immaginare. Esiste l’esobiologia, o astrobiologia, che è un campo prevalentemente speculativo della biologia che considera la possibilità della vita extraterrestre e la sua possibile natura. Esistono inoltre un programma e un istituto dedicati alla ricerca della vita intelligente extraterrestre: lo SETI e SETI Institute. SETI è un acronimo per Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre). Il programma, attivo dal 1960, si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di captarli (SETI attivo). Il SETI Institute è un’organizzazione scientifica privata, senza scopi di lucro e la sua sede centrale è a Mountain View, in California. Potete inoltre partecipare attivamente alla ricerca di vita extraterrestre. Esiste infatti un software, chiamato SETI@home, che distribuisce il carico di lavoro in moltissimi computer che lo hanno scaricato. È un semplice salvaschermo per analizzare i segnali radio dal cielo in tempo reale. Come idea è bellissima: si risparmia potenza e costo di calcolo perché, in fondo, ciascuno dei partecipanti spera che il primo segnale compaia proprio sul suo schermo. Attualmente ci sono più di 5 milioni che attivamente partecipano a questo programma.

Una schermata del software SETI@home

È ancora presto per poter dare una risposta definitiva alla domanda se esistano davvero gli alieni oppure no. Ma l’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che, qualunque sia la risposta giusta, rimarremmo spaventati. Come dice Arthur Charles Clarke

Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti.

Kerby Dimayuga

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