Sognare è ciò che rende vivi: lo insegnano Alice in Wonderland e Shakespeare

Quante volte ci siamo sentiti sperduti e richiamati da una meta sconosciuta? Proprio come Ermia, Elena, Lisandro, Demetrio e… Alice.

Oggi più che mai ci sentiamo sperduti. Spaesati, alla ricerca costante di una strada, di uno scopo, dell’amore, della felicità. Sperduti, avventati, come Alice che rincorre il Bianconiglio, senza sapere in quali guai sta per cacciarsi, per raggiungere un qualcosa che neanche conosce, ma desidera. Spaesati come Ermia, prede dell’incantesimo della Vita, che ci dà amori e desideri, li mischia, li sparpaglia, li nasconde. E noi lì a cercarli, confusi nel bosco delle nostre giornate, tra i rami del lavoro, della scuola, dell’Università e della famiglia, in un labirinto da cui è difficile uscire. Ad un tratto, poi, capita che ci abituiamo, che ci adattiamo al nostro sogno intricato, finché qualcuno non ci riporta alla realtà, come Puck o come la vita reale che fa risvegliare Alice dal suo sogno, per dire di quei bizzarri personaggi con le sembianze di carte da gioco: “Non siete altro che un mazzo di carte”.

Sogno di una notte di mezza estate: Shakespeare ci porta in un bosco ricco di intrecci, non poi così dissimili dalla vita reale.

Nella nostra vita, giorno dopo giorno, non facciamo altro che prendere decisioni, per lo più volte a soddisfare i nostri desideri o a raggiungere gli scopi che ognuno di noi si prefigge. In realtà, poi, queste azioni hanno un loro svolgimento, come il sasso lanciato in acqua, che poi da sé crea i suoi cerchi che noi non possiamo controllare. Ed è così, per questa relazione causa – effetto, che grandi storie iniziano, hanno un seguito e finiscono in un modo piuttosto che un altro, senza che qualcuno riesca mai a capire se a realizzare le varie scene sia effettivamente l’individuo, il Fato, Dio o il caso. La stessa cosa, sotto il filtro dell’incanto fiabesco e magico, ci racconta Shakespeare, nella sua opera teatrale: “Sogno di una notte di mezza estate”, nella quale due innamorati, Ermia e Lisandro, che non sono destinati a stare insieme, fuggono nel bosco per sposarsi e danno il via ad una serie di accadimenti intrecciati e complessi, resi ancora più intricati dalla presenza di altri due individui, Demetrio ed Elena, i quali sono innamorati, ma non l’uno dell’altra. Infatti Demetrio è invaghito di Ermia, mentre Elena di Demetrio. Avviene che Elena rivela a Demetrio la fuga segreta di Ermia e Lisandro, sperando nella sua riconoscenza. Ma con questa azione, che doveva portare al soddisfacimento del suo desiderio, Elena non fa che complicare la matassa, poiché Demetrio correrà nel bosco a cercarli, Elena lo seguirà e saranno tutti preda di un incantesimo, ad opera di tre creature magiche con una loro storia, Oberon, Titania e Puck. Ognuno di questi personaggi, nessuno escluso, conduce delle azioni volte solo ed esclusivamente al raggiungimento di uno scopo personale, così come ognuno di noi fa ogni giorno. Tuttavia, per loro come per noi, le azioni compiute non sempre riportano ai risultati attesi. Ed è così che in questa intricata storia si svolge la magia, in mezzo a desideri, confusione e gioco. Fino a che la storia non si conclude, ed è proprio Puck a riportarci nel mondo reale:

Se l’ombre nostre offeso v’hanno
Pensate, per rimediare al danno,
che qui vi abbia colto il sonno
durante la visione del racconto
e questa vana e sciocca trama
non sia nulla più di un sogno
Signori, non ci rimproverate,
Rimedieremo, se ci perdonate.

E, come è vero che son sincero,
Se solo avremo la fortuna di sfuggire ai vostri insulti,
a fare ammenda riusciremo.
O chiamatemi bugiardo se vi va!
Quindi buonanotte a tutti voi
Regalatemi un applauso, amici miei
E Puck a tutti i danni rimedierà.

Alice ci insegna che la curiosità ed il sogno sono i veri motori della nostra vita

La famosa caccia al coniglio di Alice, che la porterà in un mondo assurdo, fatto di paradossi, ribaltamenti e follie, ci ricorda qualcosa. Forse, ci ricorda la nostra caccia, la nostra folle caccia alla felicità, alla soddisfazione. Folle, poiché la vita è imprevedibile e ci mette inevitabilmente di fronte a sfide complicate, malinconie, dolori, difficoltà. E noi, come Alice, spaesati ed imperterriti, corriamo dietro il nostro personale Bianconiglio, incappando in tutti i tipi di guai, o di gioie. Il bello, forse, è questo: tra i guai a cui la caccia ci conduce, collezioniamo certe gioie e certi momenti indimenticabili, che valgono tutto il viaggio. E tutti i personaggi che hanno segnato Alice, nel bene e nel male, dal Cappellaio Matto alla Regina di Cuori, ci ricordano che tutti gli incontri della nostra vita hanno uno scopo, un preciso sviluppo e ragion d’essere. Cosicché, alla fine, cresciamo. E delle nostre avventure non rimane che una pallida ombra, un ricordo intorpidito, forse, tra le pieghe di un cuscino.

E noi? Come si fa a raggiungere i sogni?

Siamo anche noi creature sognanti in un mondo così vario, in cui è facile smarrirsi. Quante volte ci capita di sentire la mente troppo affollata di pensieri, come Alice precipitando nel suo tunnel ricco di oggetti senza un senso logico, così noi nelle nostre giornate frenetiche. Questo è il secolo della velocità; le giornate, gli anni, scorrono veloci, correndo dietro a mete da raggiungere, sogni da realizzare, doveri da svolgere. Siamo la generazione del sogno, della frenesia, della confusione. Troppe strade da prendere per due piedi soltanto, se non si conducono bene i passi, non si sa dove si può venire spazzati via, quando bisogna scegliere un indirizzo scolastico, un percorso universitario, un lavoro, un amore da rispettare, una passione da coltivare. Siamo la generazione del tutto e subito, vogliamo troppe cose e poi ce ne dimentichiamo in breve tempo. Non siamo più abituati ad apprezzare le piccole gioie. E corriamo, corriamo, corriamo. Come Ermia corre dietro Lisandro e poi Demetrio, egli corre dietro Ermia o Elena e così via. E come Alice, alla fine della corsa, quando si raggiunge l’età adulta e tutte le mosse sono state giocate, non ci rimane che guardare i nostri sogni con gli occhi della realtà e dire loro “Non siete altro che un mazzo di carte”. Speriamo soltanto, nella frenetica corsa, d’aver acchiappato un pezzetto di magia, da portare nel cuore per sempre.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: