Il Superuovo

Snicket vs Marx: alienazione e produzione capitalistica raccontata dai fratelli Baudelaire

Snicket vs Marx: alienazione e produzione capitalistica raccontata dai fratelli Baudelaire

Violet, Klaus e Sunny, dopo essere sfuggiti alle grinfie del Conte Olaf sulle sponde di Lago Lacrimoso, si trovano davanti a un edifico con  aspetto familiare, i tre fratelli non sanno cosa li spetta una volta varcato l’ingresso della sinistra segheria. 

 

Nel corso degli sfortunati eventi durante il soggiorno in fabbrica, i fratelli Baudelaire vengono messi a lavorare duramente. Sembra quasi un mondo parallelo, un mondo dove si va a dormire presto per svegliarsi la mattina e lavorare tutto il giorno, senza ricompense ne gratificazioni.

Plusvalore inteso letteralmente o in senso figurato?

Karl Marx, nel capitolo VI Inedito, specifica che la funzione primaria del capitale è la produzione di plusvalore.

Plusvalore significa: appropriazione di lavoro non pagato all’interno del processo di produzione reale; pluslavoro che si esprime, si materializza, in plusvalore.

Il processo lavorativo, è attività finalistica per la produzione di valori d’uso; appropriazione degli elementi naturali pei bisogni umani; condizione generale del ricambio organico tra uomo e natura; condizione naturale eterna della vita umana; quindi è indipendente da ogni forma di tale vita, è anzi comune egualmente a tutte le forme di società della vita umana.          -Karl Marx, VI Inedito.

La tipologia di produzione capitalistica, considera innanzitutto il valore d’uso. I valori d’uso che entrano nel processo lavorativo, sul piano concettuale si differenziano in due elementi: da un lato i mezzi di produzione materiale, ovvero le condizioni oggettive della produzione. Dall’altro lato invece troviamo le condizioni soggettive della produzione (capacità lavorativa in atto).

La merce che nasce dal processo di produzione prende il nome di prodotto. Una parte del valore d’uso , è la stessa forza-lavoro viva.

Al loro arrivo i Baudelaire tentando di trovare le risposte alle domande sui loro genitori in un clima confusionale, vengono  accolti da un dipendente della fabbrica. Non sappiamo se Klaus avesse mai letto dei libri su Marx, ma sicuramente ciò che questi tre fratelli ci stanno per raccontare ci indirizza verso qualcosa che può provocare un certo grado di turbamento, espressione che utilizziamo per descrivere una situazione nella quale non ci vorremmo mai essere trovati, in una data epoca o in un dato luogo.

La sinistra segheria è probabilmente quello che racconta le vicende più infelici degli orfani Baudelaire. Violet, Klaus e Sunny sono spediti a lavorare in una segheria a Meschinopoli, dove incontrano sciagure e disgrazie dietro ogni tronco d’albero. Sono spiacente di informarvi che le pagine di questo libro contengono cose assai sgradevoli, come ad esempio una gigantesca sega circolare, una pentola assordante, un uomo con una nuvola di fumo al posto della testa, un ipnotizzatore, un terribile incidente con feriti, e tanti buoni sconto. Io ho giurato di scrivere l’intera storia di questi tre poveri ragazzi. ma voi non siete obbligati a leggerla, e se preferite storie più piacevoli, sentitevi liberi di sceglierne un’altra.                    -Lemony Snicket.

Una prospettiva alienante per una produzione smisurata

Considerato nella sua forma più reale, il denaro (la parte di capitale che il capitalista spende nell’acquisto di forza-lavoro) non è altro che i mezzi di sussistenza presenti sul mercato, che entrano nel consumo individuale dell’operaio. Il denaro quindi, non è altro che la forma modificata dei mezzi di sussistenza; l’operaio una volta ricevuto il denaro lo riconverte in mezzi di sussistenza. Per la conservazione di tale valore,  si richiede che esso venga consumato solo produttivamente parlando senza farne spreco, in quanto altrimenti , a prodotto terminato sarebbe contenuta una parte di lavoro materializzato superiore a quello socialmente necessario.

E’ esattamente da questo momento che iniziano sorveglianza e controllo da parte del capitalista, il quale raggiunge lo scopo applicando restrizioni e trattenute sul salario; il lavoro deve essere svolto in maniera razionale secondo la disciplina imposta da quest’ultimo.

Nella città di Meschinopoli  i dipendenti della segheria non si lamentano mai della mole di lavoro giornaliera a loro imposta, un’unica pausa pranzo di 5 minuti con una gomma da masticare da dividere tra tutti i dipendenti enfatizza ironicamente questo concetto.

“Sarebbe meglio che masticassi la tua gomma”, disse Phil ai ragazzi. “Non sazia un granchè, ma è l’unica cosa che ci permettono di mangiare fino all’orario di cena”.

Un altro punto a favore in questa tesi lo si nota quando Klaus,Violet e Sunny vanno a dormire dopo una giornata lavorativa. E’ innanzitutto da specificare che l’orario in cui si spengono le luci avviene quando ancora il sole non è tramontato, altro tratto che evidenzia come sotto regime capitalista non è importante ciò che accade al di fuori della fabbrica, in quanto gli operai scandivano la loro intera vita all’interno di essa, troncando qualsiasi tipo di rete e relazione sociale. Sul muro di fianco al letto vi è una finestra disegnata dentro la cornice di un quadro; gli operai si alienano nel loro lavoro senza sapere più distinguere la realtà.

L’alienazione nel lavoro si verifica quando l’operaio, ricoprendo una posizione sottomessa a quella del capitalista, si accomoda a una situazione di sfruttamento che genera soddisfazione e sicurezza. Non avendo altro a cui fare riferimento, l’operaio accetta le condizioni imposte dal capitalista e non è più soggetto dotato di libero arbitrio.

Gli operai della segheria sembrano soddisfatti del regime di vita e lavorativo, l’alienazione ha distorto la loro visione della realtà, questo concetto è rappresentato dal personaggio di “Georgina Orwell”, che estremizza esplicitamente l’alienazione traducendola in ipnosi. Con l’aiuto di una parola specifica “SMISURATO” , gli operai vengono ipnotizzati all’inizio del turno lavorativo per poi interrompere l’effetto a fine giornata.

 

 

 

 

 

 

 

(Klaus Baudelaire sotto ipnosi; citazione a ” 2+2=5″ da “1984”)

Capo e “partner”: sottomissione del lavoro al capitale

In quanto la forza lavoro è capace di sprigionare più lavoro di quanto ne contenga; riconosciamo due tipologie di sottomissione al capitale: sottomissione formale e sottomissione reale. La prima, come intesa da Marx, non è altro che il lavoro inserito in un processo produttivo, il cui fine è sempre la produzione di plusvalore. In questo modo sono i mezzi di produzione ad “utilizzare” l’operaio.

Nel secondo caso invece, si parla di sottomissione formale quando il processo lavorativo , viene trasformato dal capitale rendendolo omogeno al rapporto formale già esistente tra lavoro e capitale.

Il lavoro è sottoposto allo strumento. Il capitale, ha sottomesso a sè il lavoro in quanto determinazione materiale. Nella segheria il “capo” è rappresentato da un ricco uomo che osserva gli operai in ogni momento della loro giornata, stabilendo per loro regole dettate attraverso un’altoparlante e orari predefiniti  scanditi da compiti di produzione.

Phil: “Dove sono i vostri genitori?”

Klaus Baudelaire: “Siamo orfani”.

Phil: “Che fortuna! Una vita senza supervisione. Nessuna regola, niente coprifuoco”.

Per forza lavoro intendiamo letteralmente (e non in senso figurato) l’insieme delle attitudini fisiche e intellettuali presenti nell’essere umano, che egli mette in moto ogni volta che produce valori d’uso di qualsiasi genere. Il personaggio di Phil, colonna portante per i Baudelaire durante la permanenza in fabbrica, mostra devozione e pieno rispetto delle regole. I  mezzi di produzione si presentano come mezzi per la realizzazione del lavoro ma anche come mezzi di sfruttamento del lavoro altrui. 

Il capitalista quindi, ha cura che il lavoro possieda grado normale di qualità e intensità , e prolunga quanto più possibile il processo lavorativo, così che il plusvalore prodotto da esso aumenta.

Ciò per cui si distingue il lavoro formalmente sottomesso al capitale, è la scala su cui esso è eseguito. Da un lato, troviamo il volume dei mezzi di produzione anticipati; dall’altro il numero degli operai sottoposti al comando di un solo imprenditore.

Capo: “Mi chiami capo, lo fanno tutti perchè glie lo dico io. Io sono il padrone! Devono fare quello che dico io, anche il mio partner qui.”

Klaus Baudelaire: “Partner” significa “uguale”?

Lemony Snicket: “Beh, in effetti “partner” può significare diverse cose. Può ad esempio significare “due persone che insieme possiedono una segheria o una pasticceria”.  Ora, con l’avvento di costumi culturali più progressisti, per non parlare di alcune sentenze dell’Alta Corte, potrebbe anche significare …”

Capo: “Io svolgo tutto il lavoro, lui stira i miei vestiti”.

Charles: “Cucino anche le tue omlette”

Lemony Snicket: “Le due definizioni non si escludono a vicenda”.

 

 

 

 

 

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