Sicuro di ricordare la questione irlandese? Ripercorriamola insieme sulle note dei The Cranberries

Alla ricerca di un riscatto che l’Irlanda volle ottenere sulla sua potenza colonizzatrice.

Murales in memoria di Bobby Sands, morto a causa di uno sciopero della fame.

Un paese che per anni ha dovuto lottare per ottenere la sua indipendenza, una battaglia che le è costata molto cara. Analizziamo insieme la questione irlandese e come nel brano Zombie i The Cranberries l’abbiano raccontata tra parole e musica.

UN PROBLEMA DENTRO L’EUROPA

Lo scontro che vede da un lato l’Irlanda del Nord, un paese con le proprie ideologie, tradizioni e culture e, dall’altro, l’Inghilterra, potenza colonizzatrice, ha radici molto profonde: Enrico II conquistò parzialmente l’isola nel 1171, introducendo il sistema feudale, dando il via a numerose rivolte. Successivamente, nel momento in cui Enrico VII stabilì che le leggi proposte dal Parlamento Irlandese dovettero essere approvate dal re a differenza di quelle inglesi, il divario tra i due Pesi aumentò drasticamente. Dopo le divergenze politiche, subentrarono quelle religiose da Elisabetta I, che cercò di imporre la religione anglicana in un paese prevalentemente cattolico. A questa situazione si aggiunse una carestia che investì l’Irlanda nel 1840 e che portò non solo il decesso di milioni di irlandesi, ma anche un processo migratorio che portò molti ad emigrare verso il Canada, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Il problema in merito al mancato successo di dominio sul territorio irlandese e le continue richieste d’indipendenza vennero portate in Parlamento solo 30 anni dopo l’inizio della carestia: Charles Stewart Parnell, garante della proposta d’indipendenza irlandese, propose l’Home rule con la nascita di un Parlamento a Dublino. L’Home rule venne tuttavia respinto, non facendo altro che aumentare la resistenza irlandese. Bisognerà attendere il 1914 per la sua approvazione, la cui vera attuazione verrà sospesa a causa della Prima guerra mondiale. I tentativi dei separatisti non cessarono e nel 1916 la rivolta di Pasqua fu l’ultimo estremo tentativo di ottenere l’indipendenza. Guidati da Padraig Pearse, poeta irlandese, i membri degli Irish Volunteers occuparono i luoghi simboli di Dublino, proclamando la Repubblica Irlandese. Ciò nonostante, la rivolta fu soppressa nell’arco di tre giorni e i suoi leader processati presso la Corte Marziale e condannati a morte. Nonostante questo fallimento, le elezioni del 1918 furono vinte dai Sinn Feiners, movimento politico indipendentista irlandese, che istituirono l’IRA, un’organizzazione paramilitare, che aveva il compito di contrastare i soldati inglesi. Poco dopo le elezioni però vi fu una guerra civile e nel 1925 il governo di Dublino si vide perdere le 6 contee dell’Ulster. Quasi 10 anni dopo il partito Fianna Fail vinse le elezioni, ma subentrò subito J. A. Costello a cui gli venne dato il compito di proclamare la Repubblica d’Irlanda. Nel mentre, la crisi economica che si fece sentire particolarmente nelle regioni più povere del regno, diede il via a numerose proteste guidate da gruppi di estrema destra che vollero mantenere i contatti con la Gran Bretagna. Londonsderry divenne teatro di diverse stragi, come del Bloody Sunday. Numerosi furono gli irlandesi a morire per i propri ideali e, nel bel mezzo di questo teatro di sangue dove le vie diplomatiche erano più lontane che mai, la guerra si trasformò in musica grazie al contributo di Dolores O’Riordon, leader dei The Cranberries.

La cantante dei the cranbbaries Dolores O’Riordon, scomparsa il 15 gennaio 2018.

CANTARE I SENTIMENTI DEGLI IRLANDESI

Il brano venne composto durante il tour del 1993 a seguito del decesso di due ragazzi, Tim Parry e Johnathan Ball, uccisi a Warrington dalle truppe dell’IRA il 20 marzo 1993 a causa dell’esplosione di una bomba. La canzone riscosse un immediato successo, ma il messaggio lanciato dal brano non venne realmente recepito: il testo del brano ha come obiettivo sia quello di sottolineare la violenza inaudita dei conflitti che hanno interessato il Nord dell’Irlanda sia quello di denunciare la mancanza di umanità che in questa guerra ha ucciso soltanto tanti ragazzini a cui il videoclip, realizzato per la sponsorizzazione del brano, rende omaggio. I bambini dimenticano cosi le belle giornate soleggiate a giocare a pallone per immergersi in un video in bianco e nero, dove i soldati imbracciano il fucile e i cani giocano con delle ossa umane. In altre sequenze del video vengono invece immortalati mentre, insieme alla cantante, posare ai piedi di una croce, giocando con delle frecce che sovrappongono le armi dei soldati. Ci si focalizza in questo caso non solo sullo scenario desolato di una città che dovrebbe trovarsi in Europa nonostante l’ambientazione sembra quella di una città irachena, ma anche di come questa guerra abbia deturpato il luogo e, infine, scoraggiato anche gli Irlandesi stessi, stanchi di vedere i carri armati nelle strade come se fossero dei taxi e di guardare il loro compagno morire per uno sciopero della fame. Ci si chiede quando le atrocità di questa guerra possano continuare, ma per gli Irlandesi questa guerra sembra essere ormai una filastrocca che viene intonata dal 1916 da loro stessi e dalla loro classe politica:

 

“It’s the same old theme since nineteen-sixteen

In your head, in your head, they’re still fighting.”

 

A rendere lo scenario quasi apocalittico sono le parole della frontman del gruppo, Dolores O’Riordon, la cui voce si presta per intonare la sofferenza di un paese piegato dalla violenza dell’IRA e dalla sofferenza dei suoi cittadini:

“With their tanks, and their bombs

And their bombs, and their guns

In your head, in your head, they are dying.”

Gli Zombie descritti da Dolores sono i soldati dell’IRA, la cui violenza nei confronti dei suoi stessi cittadini aveva ormai perso il controllo.

LA GUERRA IN MUSICA

Quando il ruolo politico viene a meno e la popolazione mondiale è costretta ad assistere quotidianamente, attraverso media come il televisore o il giornale, a guerre e conflitti senza risoluzione, la musica cerca di raccontare questi fatti ancor prima che lo faccia la storia: Phil Coulter scisse la sua The Town I Loved So Well il cui testo ha ispirato il ritornello di Zombie. All’interno dell’album War i cui testi raccontano l’impegno politico e sociale degli U2, nel il singolo estratto Bloody Sunday il frontman Bono canta di quella Derry segnata dalla domenica di sangue in cui centinaia di manifestanti vennero colpiti dai proiettili dell’esercito del Regno Unito. Ma gli stessi The Cranberries nell’album No Need to Argue parlano in altre canzoni del conflitto anglo-irlandese, come in Troubles. Per una risoluzione del conflitto bisognerà invece attendere dapprima la Dowing Street Declaration, una dichiarazione che prevede dalla disponibilità da parte di Dublino a modificare la propria costituzione fino al termine della violenza dei gruppi paramilitari. Con l’incontro tra il primo ministro britannico e il leader dello Sinn Féin nascerà l’Accordo del Venerdì Santo il primo dei tanti spiragli di luce che allontaneranno l’Irlanda dal suo periodo buio in cui per tanti anni venne reclusa.

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