I batteri sculettano? Anche più di Re Julian con “I like to move it”

Come la maggior parte degli organismi anche i batteri, per quanto piccoli, hanno la capacità di muoversi nello spazio.

“I like to move it” è una canzone diventata estremamente celebre grazie al film “Madagascar”, in particolare grazie all’iconico personaggio di Re Julian. Grazie a questa canzone, scopriremo quali sono le strutture che consentono il movimento dei batteri, ma capiremo anche quali strutture, invece, consentono l’adesione.

I FLAGELLI

Le strutture dei batteri che vengono utilizzate per il movimento e l’adesione ai diversi substrati derivano tutte dalla parete cellulare del batterio stesso. Per quanto riguarda i flagelli, sono strutture a forma di filamento costituiti principalmente da proteine, la cui lunghezza e diametro può essere variabile a seconda del microrganismo considerato. I batteri possono presentare flagelli singoli oppure multipli, la cui posizione sulla cellula risulta essere specifica per ogni specie , tant’è che vengono anche utilizzati come carattere per eseguire l’identificazione del batterio. Si distinguono innanzitutto i monotrichi, cioè batteri che presentano un solo flagello localizzato un uno dei poli della cellula batterica, si hanno poi i lofotrici che presentano invece flagelli multipli che sono localizzati ad un solo estremo, sono inoltre presenti gli anfitrichi che si distinguono in quanto possono presentare singoli filamenti o ammassi di filamenti in un polo o l’altro e, infine, si distinguono i peritrichi i cui flagelli sono localizzati su tutta la cellula batterica. Il movimento delle cellule batteriche, a questo punto, si realizza proprio attraverso questi flagelli e, data la rigidità di queste strutture, lo spostamento si ha per la produzione di un movimento rotatorio del flagello stesso. La direzione del movimento dipende invece da fenomeni di tipo chimico: ci sono infatti sostanze come ad esempio zuccheri, che attraggono i batteri, mentre altre sostanze non risultano di interesse o addirittura possono essere repellenti per il microrganismo. Questo fenomeno è possibile in quanto una volta che il segnale chimico raggiunge il disco proteico di ancoraggio dei flagelli, viene generata una riposta che consente ai flagelli di muoversi in senso orario o antiorario per allontanarsi o avvicinarsi.

FILAMENTI ASSIALI

Alcuni microrganismi che risultano essere dotati di una parete più flessibile e che, pertanto, possono presentare anche una forma elicoidale, sono dotati di filamenti assiali. Queste strutture che consentono il movimento sono costituiti da fibre che si sovrappongono nella porzione centrale della cellula. Dal punto di vista sia chimico che strutturale, i filamenti assiali hanno moltissime similitudini con i flagelli, tuttavia, la differenza principale risulta essere la presenza di uno strato esterno di materia che deriva direttamente dalla parete cellulare dell’organismo stesso. In questo caso, il movimento risulta essere di rotazione (attorno ad un asse) e di flessione.

I PILI

I pili sono delle appendici che non hanno, in questo caso, un ruolo nella motilità. Queste strutture che emergono dalla cellula sono corte e molto sottili, tant’è che è possibile osservarle solamente con il supporto di un microscopio elettronico. Anche in questo caso, la componente principale è di natura proteica e possono inoltre essere distinti in pili sessuali e comuni. Nel primo caso, i pili sono coinvolti nel trasferimento di informazioni genetiche a partire da un batterio all’altro, ovvero nei fenomeni di coniugazione. Nel secondo caso, si parla invece di pili che sono estremamente numerosi e che conferiscono la capacità di attaccarsi all’ospite o alle superfici grazie alla presenza delle adesine. I pili, pertanto, possono essere anche coinvolti nell’insediarsi dell’infezione: consentono infatti un ancoraggio molto stabile in zone in cui, senza pili, l’adesione non risulterebbe possibile.

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