Siamo tutti un po’ cornuti: il tradimento in musica e letteratura

Amori spezzati e cuori infranti, essere traditi è indubbiamente una delle sensazioni peggiori che si possa provare. Eppure, in un modo o nell’altro, consapevoli o non, siamo tutti un po’ ”cornuti”.

Esistono innumerevoli tipi di tradimento, ognuno doloroso a modo suo. A tradirci può essere qualsiasi persona in cui abbiamo riposto fiducia e che, in qualche modo, riesce a deluderci: un amico, un familiare, il nostro ragazzo o la nostra ragazza, chiunque riesca prima a conquistare anche solo un pezzetto del nostro cuore, per poi buttarlo alle ortiche, è artefice di un tradimento. In questo articolo voglio però concentrami sul tradimento di coppia, forse il più comune e scontato, ma allo stesso tempo devastante.

Un gesto che fatico definire in altro modo se non codardo e insensato, è palese l’illogicità che sta alla base del tradimento: perché ferire chi si ama? Perchè tradire la fiducia di chi ci apre il proprio cuore? Nel corso della mia vita mi sono state presentate diverse spiegazioni: la noia, la monotonia di un rapporto stabile, oppure semplicemente ”una sbandata del momento”. Non so se queste motivazioni possano giustificare un tradimento, non sta a me dirlo e ogni relazione è diversa, ma di una cosa sono sicura: ognuno di noi, almeno una volta nella vita, consapevole o non, si è dovuto caricare dell’appellativo di ”cornuto”.

Ma da dove deriva quest’epiteto infame?

Il primo cornuto della storia

L’origine di questa denominazione affonda le sue radici nella mitologia greca, in particolare fa riferimento alla nascita del famoso Minotauro.

Il mito racconta che Minosse, sovrano di Creta e figlio di Zeus ed Europa, costruì un altare dedicato a Poseidone, con lo scopo di immolare un toro bianco inviatogli come dono dal dio stesso. Meravigliato ed entusiasmato dalla bellezza e magnificenza dell’animale, Minosse decise di non sacrificarlo e preservarlo per le sue mandrie, immolando un altro esemplare al posto del toro bianco.

Ovviamente Poseidone un non fu contento dell’inganno e, offeso dal torto arrecatogli da Minosse, decise di punirlo come solo come solo gli dei sanno fare. Il Dio degli dei fece si che la moglie di Minosse, Pasifae, si innamorare dello splendido bovino e che, nascosta in una giovenca di legno, copulasse con quest’ultimo. Da quest’improbabile amplesso verrà poi alla luce il Minotauro, un mostro metà uomo e metà toro.

I Cretesi, ovviamente a conoscenza dell’adulterio, cominciarono a schermire il re mostrandogli le corna del Minotauro, proclamandolo in questo modo, a tutti gli effetti, il primo cornuto della storia.

Il tradimento in letteratura

Innumerevoli sono i letterati che, nel corso del tempo, hanno trattato il tema del tradimento e dell’adulterio. Storie di cuori spezzati che ci appassionano, e che, in qualche modo, accumunano un pò tutti noi.

Impossibile non parlare, trattando quest’argomento, del nostro amatissimo Catullo, folle d’amore per la sua Lesbia, ma costantemente ferito e tradito da quest’ultima. Se da una parte, infatti, l’amore e la passione professata da Catullo per la sua amata appare inequivocabile, dal canto suo Lesbia non si fa nessun problema a continuare con le sue ”scappatelle”.

Un amore ingrato quello di Catullo, al quale il poeta risponde così:

“Meglio essere tollerante. Non sopportò Giunone i tradimenti di Giove?”

Una visione molto particolare riguardo il tradimento è invece quella di Ovidio, espressa all’interno della sua opera ”Ars Amatoria”. Per Ovidio, infatti, l’arte di amare non contempla la sfera matrimoniale, quindi la monogamia: il poeta latino infatti vede le relazioni come il matrimonio soltanto come una fonte di problemi e turbamenti futuri. Sul tradimento, infatti, la visione di Ovidio risulta estremamente ottimale e positiva per la crescita e la maturazione del rapporto. Il poeta analizza due casistiche riguardo l’argomento: da una parte ci parla del tradimento reale, quindi consumato, quello in cui è necessario non farsi scoprire, in secondo luogo Ovidio ci parla invece di un tradimento fittizio, simulato, mirato solamente ad alimentare una sana gelosia nel proprio partner.

Tanti sono quindi i pensieri riguardo il tradimento, due le facce della medaglia da analizzare. Se nella maggior parte dei casi si parla della parte tradita, poche volte viene trattata la figura del traditore, cosa che farò adesso.

”Dritto al cuore” dei Fast Animals And Slow Kids

”Una volta si può sbagliare”

A dirlo sono i Fast Animals And Slow kids all’interno del brano ”Dritto al cuore”, contenuto nell’album ”Animali Notturni”.

Come ci si sente dopo aver tradito? Cosa si prova nel sapere di aver ferito la persona che amiamo? Se da una parte il dolore del tradimento da parte di chi lo riceve ci è familiare, più difficile risulta invece individuare le sensazioni di chi, pentito o non, compie il tradimento.  I Fast Animals And Slow Kids cercano di darci un assaggio di quest’aspetto molto spesso ignorato e trascurato.

”Dritto al cuore” è un brano che parla, urla, implora un cuore tradito, una canzone di scuse e speranza, la confessione di chi, sapendo di aver sbagliato, chiede di essere riaccolto, consapevole della fiducia persa dell’altra persona.

‘Ti chiedo solo di restare a sentire
Darmi un minuto per capire che ho sbagliato ad andare”

Un brano che ci pone di fronte alla grande domanda, quella che tutti noi ci siamo posti almeno una volta nella vita: si può perdonare un tradimento? E’ possibile concedere una seconda possibilità a chi ci ha fatto soffrire? Non esiste una risposta giusta a queste domande, i Fast Animals And Slow Kids ci rispondono così:

”Tornare indietro non significa sempre fallire”

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