Il Superuovo

Siamo la nostra memoria? Ce lo dicono Vico ed “Eternal sunshine of the Spotless mind”

Siamo la nostra memoria? Ce lo dicono Vico ed “Eternal sunshine of the Spotless mind”

Secondo vico la nostra memoria è la nostra essenza, “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” ci dice di non cancellarla.

Che cosa ci rende quello che siamo? Secondo Giambattista Vico, filosofo italiano del 700’, la nostra natura è determinata dal momento della nostra nascita. Questo significa che per scoprire la nostra essenza dobbiamo guardare alla nostra storia. Le tracce della nostra storia sono rintracciabili secondo Vico nelle modificazioni della mente umana. Insomma la nostra essenza è impressa nella mente. Questo ci fa pensare al film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (2004) dove la cancellazione della memoria è realtà. Può mettere in pericolo la nostra identità? 

“Eternal Sunshine of the Spotless Mind” e nuove tecnologie

Joel (Jim Carrey), il protagonista, si trova ad avere a che fare con una nuova inquietante tecnologia che permette di cancellare momenti specifici della vita, magari negativi, dalla propria memoria. Questo è quello che in particolare decide, a sua insaputa, di fare la sua ex-fidanzata Clementine (Kate Winslet). Dopo un litigio più violento del solito, arrabbiata, decide di chiudere con lui una volta per tutte. Si rivolge a questa clinica che, grazie a uno speciale macchinario, è in grado di penetrare la mente del soggetto e cancellare specifiche sezioni della sua memoria. Decide di farsi cancellare completamente ogni traccia di Joel. 

 

Tu mi cancelli? Io ti cancello

Cosa significa questo? Se Vico ha ragione, eliminare la propria memoria significa cancellare anche parte della propria essenza, di ciò che ci rende quello che siamo. E questo è quello che, proseguendo, ci insegna il film. Joel, che non sapeva della decisione presa dalla sua ex-fidanzata, un giorno la incontra. Rimane sconvolto dal fatto che lei non lo riconosce nemmeno, anzi ai suoi occhi è come un perfetto estraneo. Non poteva essere altrimenti, dato che ormai ogni sua traccia nella mente di Clementine era cancellata. La rabbia e lo sconforto colpiscono Joel, il quale è spinto a prendere la stessa decisione: si reca nella medesima clinica e ordina a sua volta di farsi cancellare ogni ricordo di lei, di Clementine.

Forse è meglio non dimenticare

Il processo, che avviene di notte mentre Joel dorme, ha inizio. Ad un certo punto si sveglia e scopre di essere cosciente, ma si tratta di un sogno: si trova nella propria mente e sta vedendo il processo di cancellazione da dentro. Per effetto della macchina tutti i vecchi ricordi di lui e Clementine iniziano a scorrergli davanti, come in un film. Ogni evento che passa è contemporaneamente cancellato dal macchinario. Ritorna a vivere i momenti iniziali del loro rapporto, i più felici. Si rende conto di una cosa: quei sentimenti erano veri e quella felicità era vera. Magari le cose erano peggiorate alla fine, ma si trattava comunque di felicità, un sentimento che Joel non aveva mai provato nella sua vita se non al fianco di Clementine. Si rende conto che abbandonarla del tutto è un errore e decide ti tornare indietro. Vuole tenersi il ricordo di lei, vuole risvegliarsi e cercare nella vita vera di tornare insieme, di ripartire da capo. Nel frattempo però i ricordi continuano a scorrergli davanti e a cancellarsi.

Salvo la memoria: salvo un pezzo di me

Deve lottare contro la sua stessa mente e contro quella macchina che gli sta risucchiando i momenti più belli. Lo sforzo è enorme ma alla fine ci riesce: si risveglia. La maggior parte dei ricordi sono ormai andati ma un barlume è rimasto. I due si rincontreranno e una nuovo rapporto inizierà. Joel si è reso conto, nel momento in cui stava per perdere la sua memoria, che stava perdendo una parte di sé stesso. Questo è anche quello che, probabilmenteci, vuole dirci Vico. Certo il suo sguardo è più grande: quella a cui guarda lui è la storia di tutta l’umanità.

La nostra storia come storia universale

Dobbiamo guardare alle origini della nostra civiltà, ai primi uomini (dominati secondo lui dalla fantasia e non dalla ragione), per scoprire la nostra natura. Questa si mantiene inalterata nel corso dei millenni ed è visibile nelle modificazioni della nostra mente. Ma quei primi uomini, dominati dal senso e dall’immaginazione, sono chiamati anche fanciulli. Insomma, l’intera storia dell’umanità è rappresentata dal nostro processo di crescita da bambini fino ad adulti, contenuto nella nostra mente. La nostra storia individuale è anche la storia di tutta l’umanità: teniamoci stretti la nostra memoria!

 

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