Siamo davvero liberi? La filosofia di Kant e la canzone di Gaber rispondono

Che cos’è la libertà? Cosa vuol dire essere liberi? Scopriamolo dando uno sguardo alla “filosofia delle scelte”.

Il Libero Arbitrio È Una Cosa Seria

Il libero arbitrio è definibile come la facoltà di scegliere e di agire liberamente, senza vincoli e costrizioni. La domanda è: siamo davvero liberi? Per cercare di dare una (parziale) risposta, analizzeremo il pensiero di Epicuro, Kant e Searle.

Libertà e filosofia: un po’ di teoria

La libertà pone le sue basi su due postulati fondamentali:

  1. Principio delle possibilità alternative: all’agente devono essere prospettate diversi corsi d’azione.
  2. Autodeterminazione: l’agente deve essere causa e principio razionale di una determinata azione.

Il concetto della libertà rimanda alla dimensione causale del mondo. Dunque, viene da chiedersi, il mondo è deterministico o indeterministico?

Se fosse deterministico, allora tutte le azioni sarebbero causate da un’azione precedente e sarebbero causa di un’azione successiva, in maniera necessaria. Il percorso è “obbligato” e lineare, non ci sono altre possibili soluzioni; è così e basta, ed è ovvio che sia così, è necessario che sia così.

Se, al contrario, il mondo fosse indeterministico, allora le azioni o sarebbero incausate e quindi casuali (connesse al caos più assoluto) oppure sarebbero causate in maniera probabilistica. Insomma, è solo probabile che accada una determinata cosa, a un’azione passata corrispondono due o più azioni possibili nel futuro.

Bene, ecco un’altra domanda: e la libertà in tutto questo? Come si inserisce nella prospettiva deterministica o in quella indeterministica?

A questo punto, si può parlare di compatibilismo e incompatilismo. I compatibilisti credono che la libertà possa esistere in un mondo deterministico (es. Locke, Leibnitz, Mill); gli incompatibilisti credono, invece, che la libertà sia compatibile soltanto con l’indeterminismo causale e non con il determinismo (es. Epicuro, Kant e Searle).

E, poi, c’è chi crede che la nostra libertà non sia compatibile né con il determinismo, né con l’indeterminismo: o perché è un’illusione o perché condizionata da fattori esterni (sociali) o interni (caratteriali).

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Gli incompatibilisti più famosi

Coloro che assumono posizioni incompatibiliste appartengono alla corrente del libertarismo: essi rifiutano la concezione deterministica e credono fermamente che la libertà di scelta possa aderire solo all’indeterminismo causale.

Ad esempio, gli epicurei credono che il fatalismo non esista e che sia nato soltanto dalla paura dell’uomo di sottostare alle leggi divine. Per Epicuro, l’uomo è libero di scegliere perché è formato da atomi, quindi se gli scontri fra gli atomi avvengono in modo casuale e dipendono dal clinamen (definibile come una tendenza spontanea), anche le scelte dell’uomo non sono condizionate da fattori esterni o divini.

Per Kant la libertà è connessa alla morale, al “tu devi”, alla dimensione socio-politica ed è un postulato pratico. Siamo agenti causali non determinati, diamo avvio a catene di eventi in maniera “libera”, produciamo effetti senza essere indotti da cause ulteriori.

Per John Searle la libertà è legata a cause neurobiologiche e la ragione della sua esistenza dipende dai neurotrasmettitori e dalle sinapsi presenti nel nostro cervello. Inoltre, Searle parla di libertà legata all’intenzionalità, quindi al voler agire in un certo modo.

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La libertà per Gaber

Una delle canzoni più note di Giorgio Gaber (1939-2003) -cantautore, commediografo e regista teatrale italiano-  è “La libertà”. Qui, Gaber dà la propria definizione di libertà in senso socio-politico, con forti rimandi alla filosofia kantiana. La libertà è una caratteristica umana e rimanda all’ascolto, alla disponibilità, all’altro, al bene comune. Essere liberi vuol dire partecipare, essere parte di un qualcosa, vivere con gli altri, formare una società. Gaber riprende quello che è il concetto di responsabilità kantiana: essere liberi vuol dire poter agire liberamente, senza vincoli né costrizioni, ma in maniera responsabile; essere liberi vuol dire avere dei diritti ma anche dei doveri. La migliore forma di libertà auspicabile è una libertà responsabile. Ogni tua azione ha delle conseguenze di cui sei responsabile, afferma Kant, per questo le tue scelte devono inserirsi in una dimensione partecipativa altruistica e non possono prescindere dall’altro.

 

Per quanto, secondo alcuni, le discussioni filosofiche sul libero arbitrio siano “inutili” e fallaci perché inconcludenti, occorre continuare a ragionare e a “investire parole” su certi temi ostici e complessi perché questi hanno una rilevanza primaria e implicazioni che non possono essere sottovalutate, nonostante l’assenza di una soluzione definitiva.

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