Più che scherzosa la situazione si sta facendo sempre più seria. I dati emessi dall’Agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione riferiscono che i morti dall’inizio de giugnol 2018 ad oggi sono 972. Inclusi uomini, donne e bambini. Di questi 972 ben 653 sono deceduti mentre navigavano sulla rotta centrale del Mediterraneo, percorrendo la tratta Africa del Nord – Italia. I dati più significativi sono quelli delle ultime 2 settimane, in quanto sono stati calcolati 220 morti in poco meno di 14 giorni. Dall’inizio dell’anno non si erano ancora registrati così tanti decessi in così poco tempo. L’ultimo episodio si è verificato il 29 giugno, quando un gommone è affondato in mare distante solo sei chilometri dalle coste libiche. La causa del naufragio è stata un guasto al motore. A bordo c’erano 120 migranti, tra cui 20 donne e 10 bambini. In totale le vittime sono circa un centinaio, un numero significativo. Una notizia notevole, ma se ne sentono talmente tante che ormai si è fatta quasi l’abitudine. Quando, però, tra le vittime ci sono anche bambini, l’abitudine non è mai troppa. In questo caso sono tre, due marocchini e uno egiziano, che in Italia sono diventati, tristemente, oggetto di una terribile campagna mediatica.

Il complotto: bambini o bambolotti?

Durante tutta la giornata del 1 giugno, oggi un po’ meno, ha girato freneticamente nei Social un’immagine raccapricciante. La tempesta si è scatenata contro le foto che raffigurano i più innocenti, contro quelle vittime che più fanno rattristire. I protagonisti del complotto questa volta sono, infatti, i bambini. Uno in particolare, quello che oltre ad essere stato una vittima del mare è diventato anche l’oggetto della fake news. Partendo da uno scatto fatto da un fotografo di un’agenzia stampa francese (Afp) si è costruita una bufala sulla morte dei tre piccoli migranti. Alla foto vera è stata affiancata quella falsa, con l’intendo di dimostrare che in realtà l’operazione di salvataggio non c’è mai stata. Purtroppo invece è tutto vero. Purtroppo quel bambino nell’immagine diffusa dal reporter francese non è un bambolotto, come vogliono far credere i complottisti. Sarebbe piaciuto a tutti credere di più alle opinioni che ai fatti. Quello che è successo vicino alle coste libiche è tutto vero, e bisogna affrontarlo senza nascondersi dietro l’ombra dei “poteri forti”.

https://www.tpi.it/2018/07/02/bufala-bambini-migranti-morti/ (A sinistra immagine vera a destra fotomontaggio diffuso sui social)

Le opinioni non contano

Perché diffondere notizie false? Perché strumentalizzare la vita di un bambino? Quando accadono fatti come quello del 29 giugno il pensiero politico non ha più importanza. La realtà è uguale sia agli occhi di uno che vota a destra sia a quelli di chi vota a sinistra. E’ imprescindibile, e deve essere affrontata senza manipolazioni. Con le vite umane non si scherza, distorcere un evento così drammatico è inaccettabile.