Quando guardare diventa partecipare.

Una persona che si eccita vedendo il partner con altri: il cuckolding sfida tutto quello che pensiamo di sapere sull’amore e la gelosia. Da pratica marginale è diventato argomento da cena fuori. E le motivazioni? Sono più diverse di quanto si possa immaginare.
Quando l’amore condivide il palcoscenico
L’altra sera, sorseggiando un gin tonic in un nuovo locale dove servono sushi fusion – perché apparentemente nel 2025 tutto deve essere fusion –, mi sono ritrovata in una conversazione che avrebbe mandato mia nonna direttamente in chiesa a recitare tre Ave Maria. Il tema? Come la nostra generazione sta ridefinendo i confini dell’intimità. E no, non sto parlando di condividere le password di Netflix.
Tutto è iniziato quando Paolo ha fatto una battuta su quanto a dei nostri amici piacesse sperimentare, tanto da essere in un periodo di apertura della coppia, e la conversazione è scivolata verso le fantasie sessuali più insolite fino ad arrivare al cuckolding – quella pratica in cui si prova eccitazione nel vedere il proprio partner con qualcun altro. Vittoria – che generalmente apprezza solo il sesso vanilla – ha lasciato cadere questa bomba tra un boccone di salmone e l’altro: «Io lo farei, ma solo nel senso che lui sta con un’altra e io guardo, non viceversa, perché per me un uomo solo è più che sufficiente. Però dovrebbe essere una bella ragazza, che piace anche a me. Di base io non sono gelosa fisicamente, con Bruno ne abbiamo parlato un sacco di volte. Se volesse andare a letto con un’altra per me non sarebbe un problema, lo sarebbe invece se lui si innamorasse».
Ecco il plot twist degno di cui avevamo bisogno: per Vittoria, condividere il partner fisicamente con un’altra donna sarebbe accettabile, purché lei mantenga il controllo emotivo della situazione. «Siccome a me le donne non dispiacciono affatto, mi piacerebbe condividere questa esperienza con lui. Guardando e partecipando a modo mio. Però non all’inverso – lui che guarda me con un altro uomo – perché quando sono innamorata di un uomo non riesco nemmeno a guardarli altri». Vittoria e la sua inguaribile monogamia, ci sarà mica il rischio che mi contagi? Mentre riflettevo su come proteggermi da questo nuovo virus, Paolo ha quasi sputato il suo sake: «L’unico uomo nudo in una stanza con la mia ragazza devo essere io. Sarebbe come se mi dicessero: “Guarda sfigato, mi scopo la tua ragazza davanti ai tuoi occhi”». Fine della discussione, almeno dal suo punto di vista.
Qualche giorno dopo, incuriosita dalla conversazione, ho chiamato Oriana per sapere cosa ne pensasse. Mi ha confessato:«Sai, io credo che lo farei per un senso di sottomissione maschile. L’idea dell’impossibilità, della mancanza di controllo del mio partner… c’è qualcosa di eccitante nel vederlo cedere completamente in quel modo; pensa se lui fosse addirittura legato».
Ripensando a quella sera e alla telefonata con Oriana, ho dovuto fare i conti con le mie contraddizioni. «Per quanto mi riguarda» avevo ammesso al tavolo «l’idea di sesso ha molto a che fare col possesso. Non vorrei mai che il mio uomo pensasse di volermi condividere con un altro, mi smonterebbe l’eccitazione». Ma poi, mentre riflettevo sui racconti di Oriana sulla sottomissione maschile e sul controllo femminile, in effetti non avevo valutato questa prospettiva.
Ma è davvero così semplice tracciare linee nella sabbia dell’intimità moderna quando anche le nostre stesse preferenze sembrano contraddirsi?
Novità e consenso
Il cuckolding è passato dalle chat anonime ai tavoli del sushi in tempo record. Adesso ne parliamo con la stessa naturalezza con cui ordiniamo un cappuccino decaffeinato freddo con latte di soia.
La cosa più interessante non è la pratica in sé, ma come persone diverse possano avere motivazioni completamente opposte per la stessa esperienza. Vittoria vuole controllo attraverso la condivisione – ma solo a senso unico, grazie. Oriana cerca l’eccitazione nella sottomissione maschile. Paolo difende il suo territorio come un cane da guardia. E io? Scopro che il mio romanticismo possessivo – ci sto lavorando, dannata Venere in scorpione – convive benissimo con un pacifico “fate come vi pare” che non sapevo mi appartenesse.
Non potevo fare a meno di chiedermi. e se il vero scandalo non fosse più cosa facciamo a letto, ma quanto siamo contraddittori nel volerlo?
Vittoria aveva descritto i suoi confini con la precisione di un GPS: alcune strade a doppio senso, altre rigorosamente a senso unico. Paolo pensa ancora che l’amore sia proprietà privata. Oriana ha scoperto che il potere può essere eccitante anche quando lo cedi.
E alla fine, ripensando a quella serata, mi sono ricordata delle parole del mio amico più saggio: «Si può fare tutto, basta che tutti siano d’accordo e non si faccia del male a terzi».
Nel grande caos dell’amore moderno, forse l’unica regola che funziona davvero è il consenso. Il resto? È solo questione di decidere se preferisci essere protagonista o spettatore nel tuo film dell’amore.