Se Narciso fosse vissuto al giorno d’oggi avrebbe avuto un profilo Instagram pieno di selfie

La nuova apertura di una “fabbrica di selfie” ci permette di riflettere su quanto sia importante l’immagine.

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Questa estate è nata, da un’idea di Will Bower, la prima fabbrica dei selfie a Londra. Si tratta di un negozio pop-up, ossia temporaneo, che offre, al prezzo di 10 sterline, un’ora da passare all’interno di un attrezzatissimo edificio.

La fabbrica dei selfie

Allestita a Westfield, “la fabbrica dei selfie” è composta da una grande varietà di stanze, legate comunque dalla bizzarria, capaci di soddisfare svariate fantasie. Tra gli sfondi, quelli più apprezzati sono stati: il muro di ciambelle, quello di girasoli, un plastico rappresentante un elefante rosa, un box di palline (sempre rosa) e una vasca da bagno collocata in una mini stanza con le mura a scacchi. Non passa certamente inosservato lo stile delle decorazioni, fatto apposta per stupire un pubblico giovanile e per lo più femminile. E difatti, si può facilmente intuire da articoli online, hashtags e Instagram che sono stati molti i visitatori del gentil sesso. Ma non mancano famiglie, amici e single pronti a mettersi in vetrina per trovare l’amore. Sembrerebbe un accostamento molto strano, lontano dalle dinamiche di un decennio fa. Eppure oggi funziona proprio così: devi anche saperti vendere. Will Bower pare averlo capito bene, anche se maschera la sua creazione come una semplice occasione di divertimento. Una strategia di marketing ben organizzata, che fa leva soprattutto sulla novità e sul poco tempo che si ha a disposizione per usufruirne. La speranza o la paura (decidete voi) è che a questa seguano altre iniziative che mettano al centro l’immagine, correlata ovviamente al fenomeno social (in questo caso Instagram).

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Il prezzo dell’immagine

Sebbene questa idea abbia colto perfettamente le esigenze di molti teenager e saputo stuzzicare, con spirito imprenditoriale, gli sfizi di molti, ci ha sbattuto in faccia ancora una volta la realtà dei fatti. L’immagine ha un prezzo. L’immagine è business. Non che questa sia una novità, le pubblicità, gli influencer e i social ci avevano già permesso di accorgercene. Ma una cosa è uno schermo televisivo o di un telefono, un’altra è un luogo concreto. Un giornalista inglese sfida questo nuovo pop-up chiedendosi se già Londra non sia essa stessa una “fabbrica di selfie”, se non sia in grado Lei da sola di offrire scenari da selfie mozzafiato. Ma l’Io Narciso di molti è alla ricerca di cose che non possono essere trovate facilmente, ed ecco che l’opportunità offerta dalla fugacità del pop-up store presta subito il fianco alla spasmodica voglia del distinguersi. Se è vero che Narciso si accorge troppo tardi della sua bellezza, qui ce ne si accorge troppo presto o forse la si vede anche quando non c’è, la si gonfia e distorce a proprio piacimento.

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Nuovi Narciso dell’era digitale

Narciso era un bellissimo fanciullo e dopo aver rifiutato tante donne nella sua vita, forse per orgoglio, si ritrovò a respingere la ninfa Eco, la quale non potè dichiarare il suo amore all’amato poiché costretta da una maledizione di Giunone a parlare sempre per seconda, ripetendo le ultime parole del suo interlocutore. Nemesi, per vendetta, fece sì che Narciso si specchiasse in un laghetto. Innamoratosi di sé stesso, alcune fonti narrano che si lasciò morire perché realizzò la natura impossibile del suo amore, altre che affogò nell’acqua dopo aver provato a baciare la sua immagine riflessa. I nostri profili Instagram corrispondono in una fantasiosa metafora all’immagine riflessa dallo specchio d’acqua. Ci seducono così tanto da farci immergere in questa nuova dimensione, che diventa pericolosa quando ci trascina completamente fuori dal reale. Il nostro profilo è noi e noi siamo il nostro profilo? Per molti la risposta è sì, anche se dubito se lo siano chiesti, ed ecco che si cerca in ogni modo di nutrire questa bacheca di selfie, di donare nuova linfa vitale, nuovi likes. Se una volta gli apprezzamenti si facevano tramite i complimenti, ora il tasto “mi piace” è diventato più usato anche perché sintetico ed esaustivo. Ma sicuramente meno romantico e bello. L’immagine è al centro delle nostre attenzioni come lo è nel mito di Narciso. Siamo disposti a tutto per essa, trascorriamo tantissimo tempo a curarla ed è una delle cose che conta di più quando ci si interfaccia in relazioni personali. L’archetipo della bellezza messo su carta dai Greci risulta essere ancora attuale, o forse di più, dopo migliaia di anni. Se Narciso fosse vissuto al giorno d’oggi avrebbe avuto probabilmente un profilo Instagram pieno di selfie.

Mattia Vitale

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