Se le macchine potessero pensare: “Enigma” e la tragica storia della sua ultima vittima

L’indecifrabile macchina Enigma e quel genio di Alan Turing.

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Ritrovata nel Nord-Ovest Italiano un esemplare della macchina criptica usata dai nazisti nella seconda guerra mondiale. Ripercorriamo insieme la sua storia!

Pensiero meccanico

Alan Turing una volta disse “Propongo di considerare questa domanda: “Le macchine sono in grado di pensare?””. Questo è sicuramente uno di quei quesiti la quale risposta varia con il variare delle menti che lavorano al funzionamento delle macchine stesse. È uno di quei quesiti dalla risposta non fissa. Uno di quei quesiti che lascia spazio alla curiosità tanto quanto alla meraviglia. Forse oggi diremmo che le macchine non sono ancora in grado di pensare, ma anche che tra non molto la cosa potrebbe non sembrarci neanche così assurda. Ad ogni modo, sarebbe interessante capire cosa passa tra i fili, i tasti e i touchpad di queste nostre creazioni malvage. Creazioni che sono alla base della nostra vita quotidiana, ma anche delle nostre segrete rivoluzioni e vittoriose battaglie. Ed è proprio di queste ultime che si parla in quest’articolo, rispolverando la storia più complesse di sempre: Enigma.

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Evoluzioni

Nata dall’idea dell’imprenditore tedesco Arthur Scherbius, Enigma si presentò a inizio XX secolo come una macchina estremamente criptica, oltre che eccessivamente pesante, destinata alle comunicazioni tra uomini d’affari. Enigma, però, fece ben presto la sua comparsa nel mondo della politica e della strategia militare quando nel 1926 venne acquistata dalla Marina militare e dall’Esercito tedesco, dopo la modifica di alcuni circuiti di scambiatori: necessaria per differenziarla dagli altri esemplari sparsi in giro per il vecchio continente. Furono molti ad interessarsi al suo funzionamento con schemi e ragionamenti aggrovigliati che molto spesso non portarono a nessuna conclusione. Fu, però, nel 1939 che il progetto di decifrazione di Enigma passò dai Polacchi agli Inglesi e, in particolar modo alla squadra capitanata da un matematico, il quale nome resterà per sempre nei libri di storia, oltre che in pellicole dal fascino magnetico come “The Imitation Game”: Alan Turing. Assunto alla segretissima Stazione X di Bletchley Park come crittografo dell’esercito inglese, Turing sviluppò “Bombe”: una macchina altrettanto complessa in grado di eliminare eventuali contraddizioni nei messaggi e far emergere la combinazione esatta.

L’ultima vittima

Osannato da Churchill e da tutto il mondo accademico dell’epoca, Turing visse pochi veri istanti di gloria, prima di essere ucciso dai pregiudizi di una società non ancora pronta ad accettare un orientamento sessuale non conforme alla norma. Quello che era il matematico più acclamato del momento fu così sottoposto a una terapia di castrazione chimica, per poi essere ritrovato senza vita accanto a una mela ricoperta di cianuro, alla quale Turing avrebbe presumibilmente tirato un morso. Cosa penserebbe Enigma di questa storia? Forse che il suo Paladino, colui che l’ha liberata dai sinistri segreti dei gerarchi nazisti, colui che non l’ha resa responsabile di altre migliaia di morti, sia stato in realtà l’ultima sua vittima. Condannato dalla fame legata alla sua sconfitta. La sconfitta di quella macchina che oggi, se potesse, avrebbe davvero tanto da raccontare.

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