Scrivere per vendere: scopriamo cosa si nasconde dietro le parole del copywriter

La pubblicità non è più nei cartelloni stradali, ma sullo schermo del tuo telefono.

Molti ritengono che il campo pubblicitario sfrutti la manipolazione col solo scopo di vendere un prodotto. Ma pochi sanno che questo stesso campo è ormai cambiato del tutto nell’epoca dei multischermi e del digital.

Cos’è il copywriting

All’interno di un reparto marketing di una qualsiasi azienda, vi sono varie figure professionali che si occupano di un singolo aspetto riguardo la promozione del proprio prodotto o servizio. Il copywriting tratta la stesura di testi pubblicitari col fine di catturare l’attenzione del cliente e portarlo a compiere un’azione che, molto spesso, si traduce nell’acquisto effettivo di un prodotto. Ma il copywriting non è solo questo!

Un dialogo

La vendita di un prodotto non è scandita da quante volte si è torturati da pubblicità provenienti da ogni parte dell’internet, piuttosto risulta efficace quando si istaura un semplice e puro dialogo.

Il copywriter, la figura professionale che si occupa della stesura dei testi, effettua un lungo e dettagliato studio sul prodotto assieme all’intero reparto marketing ed empatizza con un ipotetico cliente che potrebbe avere la necessità di quel determinato prodotto. Questa è la parte del lavoro che richiede più tempo rispetto alla stesura del testo effettivo.

Un’idea

Con l’avvento dei digital, la pubblicità è cambiata radicalmente. Se prima ci si focalizzava solo sulla vendita di un prodotto, adesso si punta sempre di più all’esperienza utente. L’intero processo di creazione, produzione e promozione di un prodotto ruota attorno al concetto di economia affettiva: sfruttare la componente emozionale di un dialogo tra emittente e ricevente in modo da far vivere all’utente un’esperienza significativa con il proprio prodotto.

Questo si traduce nel copywriting nella trasmissione di un’idea densa di significato, attraverso leve psicologiche e parole semplici. Difatti, importante è il tone of voice che il copywriter dovrà utilizzare e, molto spesso, studiare affinché i testi pubblicitari siano efficaci e proficui.

Nella pratica

Per fare dei buoni copy non basta saper scrivere. Molto spesso si pensa che bisogna effettuare degli studi accademici o chissà quale ricerca per saper fare questo mestiere. La verità è che non esite nemmeno un corso universitario per questo settore del marketing, ma è pur vero che si tratta di un aspetto che non bisogna sottovalutare. In estremo contatto con il social media manager, il copywriter deve modellare la sua scrittura in base a quanto spazio ha a disposizione nell’interfaccia. Si occupa di redigere testi pubblicitari che possono essere destinati sia a delle semplici Facebook Ads o descrizioni di post per Instagram, che intere sequenze e-mail o newsletter; o ancora pagine di presentazione dell’azienda, descrizione di prodotti, brochure, cartoline, dossier, banner. Sino ad arrivare a testi più lunghi in riferimento a podcast, spot televisivi e radiofonici, discorsi aziendali.

Dunque, il copywriting va molto oltre la vendita del prodotto, è un campo che si sta sviluppando professionalmente ed è in continuo cambiamento come le tecnologie su cui lavora.

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