Il Superuovo

SCOPRIAMO L’INVENZIONE DEGLI OCCHIALI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA

SCOPRIAMO L’INVENZIONE DEGLI OCCHIALI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA

Tondi, ottagonali, bifocali, ne esistono un’infinità. Ma come erano gli occhiali mille anni fa?

Fra i cinque sensi la vista è decisamente quello più importante e quello più usato. Troppo spesso, però, si sottovalutano i problemi visivi, sottoponendo gli occhi a continuo stress. Ancora più di frequente si dimentica l’importanza degli occhiali, che, nella loro semplicità, aiutano molte persone ogni giorno da secoli. Ma non è stato sempre così.

IL 14 OTTOBRE 2021 È LA GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA

Ogni anno, il secondo giovedì di ottobre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la lotta alle malattie oculari. Lo scopo è sollecitare una diagnosi precoce prima del sopraggiungere della cecità. Secondo l’OMS nel mondo gli ipovedenti sono oltre 200 milioni e le persone non vedenti più di 30 milioni. Durante l’infanzia (nei Paesi in via di sviluppo) la carenza di vitamina A (quindi la scarsa alimentazione) è una delle principali cause di problemi visivi che, se non curati, sfociano in patologie più gravi. Pericoloso è anche il cosiddetto ‘occhio pigro’ che causa danni ad un occhio senza che se ne abbia la possibilità di accorgersene. Il punto su cui l’OMS vuole insistere è il fatto che l’80% di queste patologie, previa diagnosi e trattamento, possono essere curate. Anche nel 2020, nonostante la pandemia Covid-19, in occasione di questa ricorrenza IAPB Italia (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità) ha voluto partecipare. Non potendo fare le solite visite gratuite in piazza, l’Agenzia ha organizzato una conferenza stampa e una maratona streaming per parlare di questo evento. Ma i temi sono tanti e ogni anno IAPB si mette in gioco in maniera differente, al fine di sensibilizzare la popolazione sulla cura costante dell’occhio.

I RIMEDI PER LA VISTA NELL’ANTICHITÀ

L’esistenza di lenti è attestato ancora prima che i romani ne sviluppassero meglio l’uso. Ne furono ritrovate alcune a Cnosso risalenti addirittura all’età del bronzo. Nell’antica Grecia gli occhiali erano ben lontani dall’essere utilizzati. Problemi come la miopia erano visti semplicemente come difetti visivi che andavano curati in qualche modo. Tra gli innumerevoli luminari di medicina (per l’epoca) spicca in questo campo Erofilo di Calcedonia, medico vissuto tra IV e III secolo a.C. Erofilo consigliava una vera e propria ricetta: “Applicare due volte al giorno una pomata oftalmica contenente gomma arabica, sterco di coccodrillo terrestre, polvere di rame e bile di iena diluita nel miele”. Oltre l’evidente l’inventiva non c’è molto altro, ed è alquanto improbabile che questo rimedio funzionasse. A Roma invece la storia era diversa. I Romani, infatti, usavano piccoli cristalli convessi levigati per ingrandire le immagini e molti di questi vennero ritrovati a Pompei. È anche vero che per i cittadini più illustri, leggere era un problema minore, in quanto erano gli schiavi a farlo per loro. Per Cicerone rappresentava un fastidio enorme e si lamentava spesso della scomodità di questa pratica. Un altro metodo è descritto da Plinio il Vecchio nelle Naturalis Historiae parlando di Nerone (37 d.C. – 63 d.C.). Pare che l’imperatore avesse qualche problema visivo e fosse solito utilizzare una lastra di vetro verde per schermare i combattimenti, anche se non è chiaro se fosse per vedere meglio o solo per riposare la vista dopo ore di giochi.

L’INVENZIONE E LO SVILUPPO DEGLI OCCHIALI

Oltre alla stampa, la carta e le mutande furono anche gli occhiali una delle invenzioni più importanti e innovative del Medioevo. Nel XIII secolo i monaci utilizzavano ancora le lenti, poggiate sui manoscritti per ingrandire le parole. Nel 1300 il centro di questa innovazione fu la Repubblica di Venezia, dove spopolavano i mastri vetrai. Il nome dell’inventore degli occhiali è sconosciuto, ma la realizzazione di questi oggetti si è tramandata per anni, e la produzione era un segreto, a dimostrazione dell’esclusività di questa pratica. I primi modelli prevedevano solo le lenti, unite insieme da una molla, composte da una montatura di legno spessa e pesante (a volte anche di pelle), che doveva essere tenuta sul naso con le mani. Anche Petrarca ne cita l’uso nelle lettere ‘Ai Posteri’, affermando di non amarli per niente. Le stanghette sono di molto successive, risalendo addirittura all’inizio del XVIII secolo. Sempre in questi anni iniziarono anche a venir prodotte le lenti bifocali, per vedere anche da lontano, e i primi occhiali ‘a forbice’, facili da riporre in tasca. Ma fu soltanto con la Rivoluzione Industriale di metà Settecento che gli occhiali divennero più economici e alla portata di tutti.

 

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