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Scopriamo le origini della fiaba di Cenerentola con l’opera “Lo cunto de li cunti”

Scopriamo le origini della fiaba di Cenerentola con l’opera “Lo cunto de li cunti”

Nell’opera dialettale di Basile è presente una delle prime redazioni scritte della fiaba di Cenerentola. 

La storia di Cenerentola è nota in tutto il mondo e ha conosciuto un grande successo di pubblico da quando è stata portato sugli schermi cinematografici dalla Walt Disney Productions, nel 1950. Le fonti storiche e letterarie di questa fiaba sono molteplici e tra le versioni vi sono delle differenze sia nella caratterizzazione dei personaggi, sia – soprattutto – nello sviluppo del finale della fiaba. Tre le fonti originarie della storia vi è una raccolta di fiabe del Seicento, intitolata “Lo cunto de li Cunti”.

 

La storia di Cenerentola secondo la Disney

Il primo film sulla storia di Cenerentola prodotto da Disney è uscito nel 1950. La storia è quella che tutti conosciamo: dopo la morte del padre, Cenerentola resta insieme alla matrigna (seconda moglie del padre defunto) e le sue due figlie Anastasia e Genoveffa. A causa dell’invidia e della cattiveria delle tre donne, Cenerentola è costretta a svolgere da sola tutti i lavori domestici e a vivere nella soffitta della casa, che divide con due topini. Il nucleo della storia è rappresentato dal ballo organizzato dal sovrano del regno, che vuole trovare una moglie al proprio figlio, il principe. Nonostante la matrigna ostacoli i piani di Cenerentola, la giovane riesce ad andare al ballo grazie all’aiuto dei topini e della fata madrina, che concede a Cenerentola un bellissimo abito e una carrozza. C’è un unico problema: deve tornare a casa entro la mezzanotte, dopo di che l’incantesimo sparirà. La storia vuole che, al ballo, Cenerentola incontri il bel principe e che i due si innamorino l’uno dell’altra ma lei è costretta a tornare a casa allo scoccare della mezzanotte, perdendo sulle scale del Palazzo una delle due scarpette di cristallo che indossava. Grazie a questa scarpetta il principe riuscirà a ritrovare Cenerentola e potranno vivere per sempre insieme.

Lo cunto de li cunti e la fiaba di Zezolla

Giovan Battista Basile è uno degli autori più importanti della letteratura del Seicento, dedicatosi sia alla scrittura dialettale sia alla scrittura in lingua tradizionale. La sua principale opera in napoletano resta “Lo cunto de li cunti”, una raccolta di 50 fiabe, pubblicata postuma negli anni ’30 del Seicento. Seguendo il modello del Decameron, queste 50 fiabe sono divise in cinque giornate e raccontate da dieci vecchie. Tra queste troviamo la storia di Zezolla, raccontata nella fiaba “La Gatta Cennerentola” (1° giornata, 6° novella). Zezolla, figlia di un principe vedovo, convince il padre a prendere la propria istitutrice come moglie. La nuova moglie del padre, dopo le iniziali carinerie rivolte a Zezolla, cambia atteggiamento: la trascura, si dedica solo alle sue sei figlie e lascia Zezolla a vivere in cucina, chiamandola Gatta Cennerentola.

Frontespizio dell’opera “Lo cunto de li cunti”

Il dono delle fate, la scarpetta e il lieto fine

Durante i festeggiamenti delle nozze del padre, Zezolla aveva conosciuto una farfalla, che l’aveva invitata a chiedere alla farfalla delle fate di Sardegna qualsiasi desiderio: la giovane ne approfitta proprio in occasione di un viaggio in Sardegna del padre, al quale chiede di farsi mandare qualcosa attraverso le fate. Riceve un seme di dattero, che avrebbe dovuto piantare, e alcuni strumenti per poterlo coltivare e far crescere. Grazie a questo dono, Zezolla, ogni volta che vorrà, potrà trasformarsi in una bellissima fanciulla, con stupendi abiti e una carrozza. Durante una festa, il re nota Zezolla, bella più che mai grazie all’incantesimo, e di lei si innamora. Comanda il proprio servitore di trovare a tutti i costi la ragazza; egli però fallisce più volte. Alla fine, proprio mentre Zezolla sta fuggendo via dalle grinfie del servo, perde una scarpetta e grazie a questa il re riuscirà a ritrovarla, facendo di Zezolla la sua regina.

Le altre versioni della fiaba

La versione di Basile rappresenta la prima redazione scritta della storia di Cenerentola, e molti aspetti sono diversi rispetto alla versione del cartone animato Disney. In realtà, la fiaba narrata da Basile non è l’unica versione esistente, infatti ve ne sono altre molto conosciute, come quella dei Fratelli Grimm, che raccontano della fiaba di Cenerentola all’interno della loro raccolta “Fiabe del focolare” (1812); infine, vi è la versione di Perrault, che a sua volta scrive una raccolta di fiabe nella seconda metà del Seicento.

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