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Scopriamo insieme il mistero del Santo Graal tra storia e leggenda

Scopriamo insieme il mistero del Santo Graal tra storia e leggenda

Il Santo Graal è la leggendaria coppa con cui Cristo celebrò l’Ultima Cena e in cui Giuseppe d’Arimatea raccolse il suo sangue dopo la crocifissione.

Perceval o il racconto del Graal - Wikipedia

La sua tradizione ha attraversato secoli e continenti, ma il misterioso Graal esiste davvero? Cerchiamo di risalire alle radici del mito del Graal, radici che affondano nel Medioevo e che si ramificano fino all’età contemporanea.

Cos’è il Graal?

Il termine francese “graal” viene dal latino “gradalis, -e” che, in italiano, può essere reso come “calice”. Ma, in realtà, come vedremo molte sono le forme che il Santo Graal ha assunto nel corso dei secoli. Innanzitutto, il Santo Graal è la coppa o il piatto che Gesù utilizzò durante l’Ultima Cena e recherebbe anche il suo sangue, raccolto da Giuseppe d’Arimatea durante il martirio.

Pare, poi, che Giuseppe abbia deciso di proteggere il Graal portandolo lontano dalla Terra Santa e nascondendolo, forse, in Inghilterra, precisamente a Glastonbury.

Il Graal è, in assoluto, la reliquia più famosa e la leggenda narra che chi tra i mortali (puri di cuore) riuscirà a trovare la coppa, conquisterà la felicità terrena e celeste, acquisendo conoscenza illimitata e, addirittura, secondo i più ottimisti, l’immortalità.

Il mito del Graal con Perceval

Il primo testo scritto che menziona il Graal è il quinto e ultimo, tra l’altro incompiuto, romanzo di Chrètien de Troyes, uno dei più grandi scrittori medievali, secondo solo a Dante. De Troyes opera presso la corte di Enrico II Plantageneta e scrive cinque romanzi incentrati sul ciclo arturiano: Erec e Enide, Cligès, Ivano, Lancillotto del lago e Perceval.

Il “Perceval” o “il racconto del Graal” è stato scritto tra il 1175 e il 1190 e il suo committente fu Filippo I d’Alsazia, conte di Fiandra; per un totale di 9000 versi, narra la storia di Perceval, giovane cavaliere della Tavola rotonda, inesperto e rozzo, che viene istruito dal maestro Gornemant. In seguito al percorso educativo, Perceval affronta varie prove, tra le quali la più importante: recarsi al castello del re Pescatore e risolvere il suo mistero. Il re è, infatti, zoppo e la sua condizione rende sterile la terra; Perceval, all’interno del maniero, assiste a un rito mistico che prevede l’utilizzo di una spada che sanguina ininterrottamente (presumibilmente la spada di Longino, il centurione romano che ferì il costato di Cristo sulla croce) e un gradale, “una sante choces” non meglio identificata, lustrata in oro e piena di gemme preziose. Forse ha la forma di un calice, la cui ostia mantiene in vita il re Pescatore. Perceval è sconvolto dal rituale e non pone le giuste domande, anzi non ne pone affatto. Quando torna a corte viene rimproverato per non aver osato, per non aver domandato, forse perché pietrificato dalla misteriosa celebrazione. Ancora scosso, parte alla ricerca del Graal e della spada, deciso a svelarne il mistero.

Affronterà un vero e proprio percorso di maturazione spirituale, un pellegrinaggio che terminerà con l’incontro di un eremita, fratello del Re Pescatore, che lo inizia ai culti misterici della religiose cristiana. Perceval scoprirà, così, di appartenere alla Famiglia del Graal e verrà a conoscenza della parentela diretta con il Re Pescatore “quel Re Santo che si nutre solo delle ostie che gli vengono portate”.

Qui il racconto di De Troyes si interrompe.

 

Il Graal nella modernità: Dan Brown sulle tracce del Graal

Che si trovi in Inghilterra, in Spagna, in Italia, in Turchia o che non abbia mai lasciato la Terra Santa, il mistero del Graal affascina tutt’oggi migliaia di persone, tra religiosi e laici, studiosi ed esperti, o semplici curiosi. Non sappiamo se si tratti della celebre coppa dell’ultima cena: qualcuno l’ha identificato con un libro scritto direttamente da Gesù, altri con una pietra caduta dal cielo, altri ancora con lo Spirito Santo…
Non mancano ulteriori interpretazioni straordinarie presenti in romanzi e pellicole moderne.

Ad esempio, Dan Brown nel suo bestseller “Il Codice da Vinci” racconta di un’elettrizzante caccia al Graal e sostiene un’interessante ed enigmatica teoria: il Santo Graal  sarebbe il sang real, ossia il “sangue reale” della discendenza di Gesù. Gesù, infatti, unitosi con Maria Maddalena avrebbe avuto diversi figli. Il Graal, dunque, non è una cosa, un oggetto, un contenitore, ma una persona, una donna, la Maddalena, che ha “contenuto” il sangue di Cristo, portando in grembo i suoi figli. Dunque, il vero Graal è rappresentato dalla tomba della Maddalena.

La vera identità del Graal sarebbe stata nascosta per secoli per cercare di celare la discendenza di Gesù, a cui alcuni Vangeli (considerati apocrifi) fanno riferimento.

Il Codice Da Vinci: spiegazione del film di Ron Howard - Cinematographe.it

Che fine ha fatto il Graal?

Il Graal (in quanto coppa da cui Gesù ha bevuto) è realmente esistito (molto probabilmente), ma non è detto che esista tutt’ora, se fosse stato realizzato in un materiale diverso dal metallo, potrebbe essersi decomposto, oppure potrebbe trovarsi sepolto da qualche parte, forse in un luogo inimmaginabile, potrebbe essere in fondo al mare, oppure potrebbe trovarsi in una teca, esposto in un museo o sullo scaffale di un’antica biblioteca, oppure potrebbe essere andato distrutto per sempre (ci auguriamo che non sia così). Probabilmente la verità non verrà mai fuori.

A ogni modo, ci piace pensare che il Graal sia ancora lì fuori e che, ancora oggi, cavalieri templari o spie antichiste siano sulle sue tracce.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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