Il Superuovo

Scopriamo il mondo del lavoro competitivo attraverso il film “Il diavolo veste Prada”

Scopriamo il mondo del lavoro competitivo attraverso il film “Il diavolo veste Prada”

Un film cult che ci ha fatto sognare e ci ha insegnato l’importanza di non perdere sé stessi. Scopriamo i costrutti psicologici presenti tra richieste assurde e accanita competizione.

La psicologia del lavoro cerca di rispondere a due domande fondamentali: cosa spinge i lavoratori ad accettare determinate condizioni? Come è possibile far carriera all’interno di un ambiente ostile? Proviamo a rispondere con Il diavolo veste Prada.

Un film che ci ha fatto sognare

Oh, non essere ridicola, Andrea! Tutti vogliono questa vita. Tutti vogliono essere noi. – Miranda Priestley

Tanti di noi si sono lasciati affascinare da questa iconica frase e dalla vita d’alta moda. Borse firmate, armadi pieni di vestiti tra cui scegliere, eventi, feste, moda, ma non è tutto idilliaco come sembra.

Andrea Sachs (Anne Hathaway) entra in questo mondo con l’obiettivo di intraprendere una carriera giornalistica e diventa la nuova assistente di Miranda Priestley (Meryl Streep), influente e temuta direttrice di una rivista di moda. Andrea non ha alcuna inclinazione per questo ambito, ma cattura l’attenzione e la vediamo passare dai maglioncini in acrilico trovati in una cesta ai grandi magazzini all’alta moda: Valentino, Chanel, Prada, Hermes. Non senza grandi sacrifici ottiene la fiducia di Miranda: le viene offerto l’ambito compito di accompagnarla nella trasferta annuale a Parigi, prendendo il posto della prima assistente. Cosa succederà? Scopriamolo!

Quando l’unica soluzione è l’egoismo

L’ambiente lavorativo che vediamo all’interno della redazione della rivista Runway non è dei migliori. Soprattutto all’inizio Andrea si trova di fronte a colleghi ostili, che la giudicano e criticano per il suo abbigliamento e la sua poca conoscenza della moda. Anche se poi troverà i suoi alleati, si respira, per la maggior parte del film, un clima di competizione. La prima assistente di Miranda aiuta la nostra protagonista nel portare a termine i suoi compiti, ma non mancano critiche, prese in giro, parole alle spalle. Alla fine sarà proprio Andrea a “rubare” il posto a Parigi, inizialmente assegnato alla collega, e a pentirsene dopo, non volendo diventare come la sua capa.

Quando non c’è la possibilità di un avanzamento collettivo all’intero di un’organizzazione, l’unica possibilità è la mobilità individuale. I lavoratori si dissociano dagli altri e cercano di migliorare solo i propri esiti personali. E’ quello che cercano di fare le assistenti. Non potendo migliorare la loro posizione come gruppo, cercano di farlo solo per sé stesse.

Un compromesso che a volte funziona, a volte no

Un altro degli aspetti che saltano all’occhio sono le richieste assurde che vengono fatte da Miranda alle sue assistenti. Oltre a compiti che riguardano più nello specifico la moda, come organizzare i book fotografici, gli incontri, le riunioni, vengono avanzate delle richieste anche impossibili, come trovare un aereo nel bel mezzo di una tempesta, fino a dover trovare il manoscritto di Harry Potter prima della sua pubblicazione. Perché un lavoratore accetta queste condizioni?

La psicologia del lavoro ha trovato una risposta a questa domanda nel principio dello scambio sociale. Secondo questo costrutto i lavoratori, quando entrano all’interno di un’organizzazione, cedono volontariamente alcuni poteri ai superiori, ad esempio la possibilità di fare come vogliono, in alcuni casi addirittura comportarsi in modo irrispettoso. In cambio, ottengono delle ricompense come lo stipendio, la sicurezza, la formazione, possibilità di far carriera. Si crea così una sorta di dipendenza, ma i costi possono diventare troppo alti per il lavoratore. In questo caso può cercare di cambiare la relazione con il datore di lavoro oppure licenziarsi. E’ questo quello che alla fine fa Andrea. Temendo di diventare come la sua capa, capisce che è tutto diventato troppo e lei non è più sé stessa. Lo scambio sociale non è più equo e la spinge a lasciare quella vita che tanti sognano.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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