Sappiamo davvero come funziona la chirurgia estetica? La chimica del botulino

Ritocchi al naso, agli zigomi, al seno. Chirurgia estetica e plastica sono ormai diventate pratiche comuni e accettate. Ma siamo davvero sicuri di sapere tutto a riguardo?

 

 

Accade molto spesso che si assumano farmaci o ci si sottoponga a delle cure senza essere veramente informati e consapevoli di ciò a cui possiamo andare incontro. Il campo della chirurgia estetica è sicuramente uno di quelli in cui i rischi sono i più bassi, soprattutto contando la poca incidenza sui processi biochimici del nostro organismo. I trattamenti e le sostanze impiegate, se ci si affida a dei professionisti, sono sicure. Lo scopo di questo articolo pertanto, non è assolutamente quello di creare allarmismi, ma semplicemente di informare sulle proprietà chimiche di una sostanza con cui possiamo essere venuti in contatto in maniera inconsapevole.

 

Botulino (Clostridium botulinum) al microscopio

Batteri cattivi

Alla base di tutti i trattamenti per rendere più gonfie e meno grinzose le diverse parti del viso vi è una sostanza, chiamata botox, o semplicemente botulino. Questa sostanza viene definita come farmaco, in quanto è impiegata anche in ambito medico, ma concretamente è un batterio. Non è questo a renderla pericolosa o strana: spesso si usa la parola batterio senza cognizione di causa, identificandola con qualcosa di nocivo, quando in realtà abbiamo all’interno del nostro intestino migliaia di batteri diversi che svolgono funzioni fondamentali per la nostra vita. Il botulino fa però parte di quei batteri “cattivi”, anzi “cattivissimi”, in quanto secerne una tossina. Come ricorda paracelso “Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit” (Tutto è veleno e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto), ed è proprio la dose a rendere pericoloso il botulino. Per uccidere un uomo di corporatura media sono sufficienti 75 ng: per intenderci mezzo bicchiere di tossina botulinica basterebbe per eliminare la popolazione mondiale.

 

 

Tossina botulinica nel sangue

 

Botulino

Si tratta infatti del veleno più letale conosciuto dall’uomo. Come la maggior parte delle tossine più letali agisce sul sistema nervoso, andando ad interferire con i recettori di acetilcolina, sostanza che permette ai muscoli di eseguire i comandi provenienti dai neuroni. In assenza di questo prezioso neurotrasmettitore i muscoli diventano flaccidi, e quelli volontari subiscono una paralisi, portando alla morte in un tempo abbastanza breve, a meno che non si intervenga tempestivamente e con sostanze molto mirate. Infatti i normali rimedi (come l’atropina) agli agenti nervini che provocano questi effetti finirebbero solo per rafforzare gli effetti della tossina. Queste capacità sono state sfruttate abilmente dalla chirurgia estetica. Una piccolissima quantità di questa sostanza, iniettata nei muscoli facciali permetterà di paralizzarli, eliminando ogni tipo di ruga e irregolarità, senza incorrere nei terribili sintomi.

 

 

Botulismo alimentare

Sorge spontanea una domanda: perché, vista la sua alta tossicità non sentiamo spesso parlare di questa sostanza come veleno? Semplice, perché il botulino è un batterio a dir poco inefficiente. Le spore di botulino si trovano dovunque: in aria, nel sottosuolo, nel polline. Tuttavia si trovano in uno stato vegetativo fino a che non trovano le condizioni ideali per proliferare e spargere la tossina. Queste condizioni, bassa acidità, temperature medie e soprattutto assenza di ossigeno corrispondono alla descrizione nostro intestino. Tuttavia il botulino non riesce ad affermarsi in questo contesto in quanto vi sono svariate altre specie di microrganismi che sono di gran lunga più efficaci nell’ottenere il nutrimento. Come unico rischio di avere dei problemi da questa sostanza rimane quello del botulismo alimentare, ingerire cioè cibi in cui il batterio ha già avuto modo di proliferare. Ne sono un esempio le diverse conserve o infusioni a base di olio, per cui nei ristoranti vi sono strette norme sulla preparazione e conservazione. Anche le salsicce in origine erano un ambiente favorevole per la proliferazione. La parola botulino deriva proprio dal latino “botulus” (salsiccia), e infatti al giorno d’oggi nella produzione di insaccati vengono aggiunti nitrati per scongiurare la proliferazione del batterio. Insomma, possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno, in quanto se da un lato questa sostanza è molto pericolosa, dall’altro è ben nota e poco efficiente. L’importante è che il bicchiere non sia mezzo pieno di tossina botulinica.

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