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Sapevi che negli anime è spesso presente il complesso di Edipo? L’esempio in Neon Genesis Evangelion

Sapevi che negli anime è spesso presente il complesso di Edipo? L’esempio in Neon Genesis Evangelion

La complessa emotività dei protagonisti di Neon Genesis Evangelion messa in luce attraverso un’analisi freudiana delle ripercussioni attuali dei loro traumi infantili. 

Hideaki Anno
(fonte: wikipedia)

Neon Genesis Evangelion è un anime ideato e sceneggiato nel 1995 da Hideaki Anno. In breve tempo la serie verrà annoverata tra le più influenti e meglio riuscite di sempre, al punto da spingere Anno a trarne due film per approfondire la trama negli snodi più controversi. La narrazione pullula di riferimenti cabalistici, letterari e filosofici, dai quali si possono estrapolare i due nuclei tematici portanti di tutta l’opera, compenetrati l’uno nell’altro. Il primo, di tipo metafisico-religioso, indaga la vera essenza dell’uomo rispetto alla dimensione, qui più immanente che trascendente, del divino; il secondo, più di tipo psicologico-esistenziale, riguarda invece la possibilità del singolo di comunicare con le altre persone, malgrado le difficoltà nel rompere il guscio dell’io per aprirsi al diverso. Nell’articolo mi focalizzerò in particolare sulla seconda di queste due tematiche, aiutandomi con la riflessione freudiana sull’inconscio umano.

I personaggi di Neon Genesis Evangelion

Nel 2000 l’Antartide è distrutto da un’esplosione gigantesca, il Second Impact, dovuta apparentemente all’impatto di un meteorite. La catastrofe ha conseguenze disastrose per l’intero genere umano, quasi dimezzato e in lotta per accaparrarsi le ultime risorse rimaste sul pianeta. Purtroppo quindici anni dopo la sopravvivenza della civiltà è di nuovo in pericolo, stavolta a causa dell’attacco di misteriose creature aliene (Angeli), apparentemente indistruttibili con armamenti militari. Il compito di salvare l’umanità ricade nelle mani della Nerv, un’agenzia paramilitare che produce robot umanoidi (Eva) pilotati da adolescenti selezionati. Adesso che si è delineato il contesto in cui avrà luogo l’intera storia non resta che focalizzarsi sui personaggi principali, tutti accomunati dal legame che hanno con la Nerv e il progetto Eva. Il protagonista assoluto dell’anime è Shinji Ikari, un ragazzo con seri problemi di autostima che da piccolo, dopo aver perso la madre Yui, è abbandonato dal padre Gendo, il comandante della Nerv. Dopo più di dieci anni il ragazzo è costretto a ricongiungersi con lui, in quanto risulta essere l’unico in grado di sincronizzarsi con la ‘mente’ dell’Eva 01 e dunque di pilotarlo per sconfiggere gli Angeli. Improvvisamente catapultato in una nuova vita, il protagonista dovrà imparare ad affrontare i propri problemi di insicurezza e interazione sociale, in particolare dopo aver appreso che il padre lo aveva ricontattato soltanto al fine di assumerlo nell’agenzia e sfruttare le sue abilità. Fortunatamente alla Nerv Shinji conoscerà persone disposte ad aiutarlo, come la sua nuova tutrice legale Misato Katsuragi, una giovane gioviale ed esuberante che rivestirà sia il ruolo di amica che quello di madre. Inoltre un legame molto peculiare si viene ad instaurare tra Shinji e un altro dei piloti degli Eva, Rei Ayanami, una ragazza assente e completamente asociale, alla quale sembra mancare la capacità di provare qualsiasi emozione.

Freud e la nuova concezione di sessualità

Tradizionalmente Sigmund Freud è riconosciuto come uno dei cosiddetti “Maestri del Sospetto“, un gruppo di filosofi che hanno rivoluzionato il concetto di Soggettointeso in senso moderno (da Cartesio in poi) come fondamento della conoscenza del mondo. Il comune denominatore delle loro riflessioni sta in un tipo d’indagine che li porta a sacrificare anche le certezze più incontestabili sull’uomo e sulla società, sebbene gli esiti delle loro riflessioni siano diversi. Nel caso di Freud, che di professione fa il neurologo prima che il filosofo, ad essere rivoluzionata per sempre è l’idea di psychè come pura coscienza, cioè come facoltà pienamente sotto controllo. Dopo anni di psicoterapia e di esperienza diretta con pazienti nevrotici, il pensatore austriaco giunge infatti alla conclusione che le isterie non sono altro che la manifestazione esteriore di patologie psichiche di cui l’io non è consapevole. Esse si originano in una zona della mente che giace nell’oscurità, ‘al di sotto’ dall’io cosciente, e che funge da deposito di ricordi legati ad esperienze traumatiche della nostra infanzia. Ma perché l’infanzia è così importante?

Sigmund Freud
(fonte: flickr)

La sessualità prima della psicoanalisi escludeva a priori tutte quelle pulsioni carnali che non avessero a che fare con il coito. Tuttavia l’esistenza dimostrata di tendenze sessuali infantili spinge Freud a supporre che l’erotismo abbia origine molto prima della pubertà. Fin dalla nascita ognuno di noi è animato da un impulso sessuale travolgente, la libido, che si localizza su diverse parti del corpo, dette zone erogene, e si indirizza verso gli oggetti più disparati. Il bambino è dunque “un essere perverso e polimorfo“: perverso perché ha istinti sessuali non finalizzati alla riproduzione in sé; polimorfo perché il piacere è collegato a zone erogene diverse. Nei primi mesi di vita si ha la fase orale, a cui seguono la fase anale e quella genitale, che si compie in modo definitivo con la pubertà e la maturazione fisica dell’individuo. Durante l’ultima delle tre fasi della sessualità infantile hanno luogo i celebri complessi di Edipo o di Elettra, che in caso di mancato superamento possono essere sorgenti di problemi psichici inconsci.

Il percorso di Shinji: la perdita di sé

Nel corso della serie le battaglie con gli Angeli si fanno sempre più estenuanti e violente, a causa della loro capacità di evolversi in base alle abilità degli Eva. La maggiore criticità per la Nerv si presenta quando i mostri cominciano a sviluppare contro i giovani piloti delle tecniche di tortura psicologica, che permettono loro di avere accesso alla psiche umana acuendone i conflitti interni. Uno ad uno i ragazzi cadono in una depressione catatonica, inermi di fronte allo scontro tra le istanze idiosincratiche della loro personalità. Il più colpito è sicuramente Shinji, che, immerso in un profondo abisso di dolore e insignificanza, avrà modo di riflettere sul rapporto con se stesso e con le altre persone. Negli ultimi due episodi il protagonista inizia perciò a ripercorrere le tappe segnanti della propria crescita, riportando a galla i ricordi d’infanzia che ristagnavano sul fondale del suo Rimosso – come se fosse sul lettino dello psicoanalista. Nell’eziologia dei suoi traumi osserveremo l’importanza del complesso di Edipo, strutturato a più livelli comunicanti.

(fonte: pixabay)

Il primo vero trauma del ragazzo è senza dubbio l’abbandono del padre, che mina alla base lo sviluppo della sua autostima. L’odio di Shinji per Gendo si va ad intrecciare con la loro rivalità edipica, in cui, nella prospettiva del figlio, la madre rappresenta la serenità ormai perduta per sempre. Il trauma dell’abbandono influenza radicalmente anche la vita della signorina Misato, una ragazza che dietro l’apparente spigliatezza nasconde una grande difficoltà a creare legami intimi con le persone a lei care. Da piccola anche lei è stata lasciata dal padre, che ammirava, senza avere più modo di vederlo perché morirà a causa del Second Impact. Il contatto con Shinji non riuscirà dunque a trasformarsi in un legame saldo proprio per le reciproche difficoltà ad accettare se stessi, che per altro impediscono alla ragazza di assolvere alla mancanza di una figura materna per il protagonista. L’unico personaggio con cui il protagonista riuscirà a legare significativamente è Rei Ayanami, che scopriremo essere un clone genetico di Yui Ikari. Il suo interesse per Shinji sorge spontaneamente in virtù dell’affetto materno che risiede nel suo DNA, perciò la sua amicizia allevierà parzialmente l’odio che lui nutre verso se stesso. Infine è giusto menzionare il singolare rapporto che Shinji intrattiene con il suo robot Eva 01. Sotto l’armatura impenetrabile il gigante corazzato cela la presenza di un vero e proprio Angelo, che aveva di fatto ucciso la madre del protagonista ‘inglobandola’ nella sua anima quando quest’ultima si era offerta volontaria per provare a utilizzarlo. Ogni volta che Shinji e l’Eva si connettono a livello neurale per combattere, il pilota potrà inconsapevolmente ritrovare Yui e la propria autostima. Per questa ragione guidare il robot è di fatto l’unica azione che lo faccia vivere in pace con se stesso.

Il percorso di Shinji: la riscoperta di sé

Giunti alla fine della serie possiamo finalmente capire cosa c’è alla base del progetto Eva e della fondazione della Nerv, che non intende soltanto proteggere l’umanità. L’obiettivo è la realizzazione del Progetto di Perfezionamento dell’Uomo, che mira sfruttare i poteri dell’Angelo tenuto in custodia (e che gli altri vorrebbero semplicemente liberare) per superare tutte le barriere che gli uomini ergono nelle relazioni con i loro simili. Ognuno di noi perderà i confini della propria individualità, fondendosi nel corpo e nell’anima con un’unica entità divina per vivere nella gioia eterna. In tutto ciò Shinji e l’Eva 01 sono la chiave per risvegliare i poteri dell’Angelo imprigionato e dare il via al Progetto. Tuttavia il protagonista deciderà di opporsi con fermezza a tale prospettiva, poiché, giunto alla fine della propria riflessione su di sé, ha finalmente compreso il valore inestimabile della propria unicità di essere umano. Ciascuno ha una sua prospettiva del mondo e della realtà, che erroneamente identifica con la verità unica e assoluta. Quando comprendiamo di non essere soli, che ci sono persone come noi che non potremo mai capire fino in fondo, allora realizziamo che l’unica cosa irrinunciabile che abbiamo siamo proprio noi stessi.

Io mi odio. Però forse potrei riuscire a piacermi. Forse potrei riuscire ad esistere. Ma certo! io non sono altro che io. Io sono io. Voglio essere io. Io voglio stare qui. Per me possibile esistere!”

 

4 commenti su “Sapevi che negli anime è spesso presente il complesso di Edipo? L’esempio in Neon Genesis Evangelion”

  1. Da amante di evangelion non posso fare altro che complimentarmi per l’articolo . Guardare questo anime da molti punti di vista è il suo punto di forza

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  2. Carino, solo un po’ impreciso in un paio di punti,tipo che Yui sia stata uccisa da un Angelo. In realtà si è fusa di sua spontanea volontà con l’unità 01, che è un clone di Lilith, ovvero la madre del genere umano. Questo perché in questo modo alla fine dell’anime diventa immortale, fluttuando eternamente nello spazio come prova dell’esistenza del genere umano. Oppure sarebbe stato anche interessante far notare come cavo di alimentazione degli Eva si chiama umbilical cable, che riprende il cordone ombelicale, e i piloti sono sommersi da un liquido all’interno di un robot contenente l’anima della propria madre (tranne L’Unità 00), quindi fondamentalmente come un feto nell’utero. Per il resto analisi ben fatta, anche se personalmente preferisco il collegamento di NGE con Jung

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    • Concordo con quello che dici, mi rendo conto che nel tentativo di semplificare la trama sono stato un po’ impreciso e ho tralasciato alcuni elementi meno evidenti ma comunque molto significativi. Oltre a quelli che hai riportato mi viene in mente anche l’AT-Field come guscio di intimità personale, che ci isola e al contempo ci ripara dalle altre persone. Ti ringrazio comunque per lo spunto interessante

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