Il sesso anale non definisce il tuo orientamento sessuale secondo Paul Joannides: esempi storici e consigli pratici

L’ano non è stato concepito per essere penetrato, eppure è pieno di recettori nervosi che , se stimolati, permettono di raggiungere l’orgasmo senza altro ausilio. Quindi dove sta il problema, perché non farlo? E soprattutto, come si può fare senza correre rischi?

Pensate un attimo alla situazione a livello globale, come una volta esistevano tribù dove le pratiche sessuali erano orgiastiche, e l’educazione collettiva, allo stesso tempo esistevano altri uomini che avevano preso la strada della monogamia, con pratiche educative più di tipo familiare. E allo stessa maniera adesso sembra esserci la stessa differenziazione, per motivi diversi, della diffusione delle pratiche sessuali. Gli Emirati Arabi considerano illegale il bacio in pubblico, o si pensi all’Oklahoma, al Kansas e alla Lousiana, dove fellatio e sesso anale sono proibiti per legge anche se, è teoricamente legale scopare con un cadavere. Ma ci sono tanti casi, come anche la Russia contro gli omosessuali, che rispecchiano perfettamente questa mancanza globale, una parte della nostra vita a lungo considerata come un tabù da tenere nascosto, ma che in realtà, se accettata, compresa, ed esplorata con curiosità, può portare più piacere, che biglietti per l’Inferno.

 

Il sesso anale nel passato

Partiamo dalla base. Eterosessuale ed Omosessuale, effettivamente è una distinzione che non sempre è stata attuata, almeno nel caso degli uomini. Nell’antica Grecia, le lesbiche, venivano viste con disprezzo, mentre gli uomini bisessuali venivano visti come colti, capaci e intelligenti, poiché non inibiti da distinzioni irrazionali, che non permetterebbero di raggiungere il bello. Le lesbiche  erano molto comuni nell’isola di Lesbo, dove gli uomini spesso partivano per viaggi molto lunghi, e le donne, ripagavano con una soluzione, spesso migliore. Solo dopo il matrimonio, con un uomo, le donne si allontanavano dal circolo di Saffo, la promotrice di questa via. Mentre per quanto riguarda l’omosessualità negli uomini, accadeva spesso nella condizione insegnante-allievo, dove l’allievo doveva essere capace di distinguere i corteggiamenti di chi cercava solo il sesso, e chi invece voleva davvero indottrinarlo alla vita in cambio d’amore, come anche viceversa. Un caso è quello di Alcibiade e Socrate, nel Simposio di Platone, dove Alcibiade è il giovane amante, e Socrate il maestro, investito dall’amore dell’allievo poiché in realtà diretto alla conoscenza, incarnata appunto da Socrate. Ma anche nella letteratura romana si trovano casi un cui si parla di sesso anale o fellatio negli omosessuali, come negli epigrammi del maestro dei dissing, Marziale, o nel piccolo e dolce Catullo, che a più riprese attacca Aurelio, poiché considera il poeta poco virile a causa dei suoi versi, e offende anche il suo ‘discepolo’ Giovenzio; qui, nel Carme 21, Catullo risponde con molto Galateo:

Aurelio, padre di tutti gli arrapati,
non solamente di questi che conosci, ma di tutti quelli
che furono che sono e degli altri che negli anni verranno,
desideri inculare l’amor mio.
(Catullo, carme 21)

Ma escludendo la licenza poetica, in Grecia in particolare, l’ano era un culto, degnamente accompagnato dall’utilizzo di altri mezzi: gli afrodisiaci, spesso utilizzati anche in senso opposto al termine, come per esempio quelli estratti in parte dal concime, e utilizzati per frenare gli impulsi degli uomini troppo ‘focosi’. Ma non solo, come ho già detto altrove, utilizzavano l’olisbos, un ‘dildo’ fatto di legno e foderato da cuoio, per farlo viaggiare dentro il tunnel dell’oblio. Spesso, quelli meno costosi erano fatti di pasta di pane indurita, gli ‘olisbokollix’, molto più economici e fatti su misura del richiedente.
Ovviamente mica finisce qui, dopo i Greci e i Romani, in molti hanno praticato il sesso anale, e molto curioso è il caso del secolo dei lumi. Nel ‘700 infatti, il sesso anale era molto famoso, e utilizzato insieme ad altri contraccettivi (preservativi ricavati dalle budella del vitello), ma anche determinate pozioni, o filtri, che permettevano l’aborto. E inoltre quest’abitudine greca del maestro col discepolo, ha preso un pò la piega sbagliata. Infatti dopo i greci non esistono più casi di questa tipologia, nel ‘700 erano più frequenti  uomini che approfittavano senza alcuna limitazione, di una ragazzina di 15 anni, poiché pura, e in fondo non era cosi strano se si pensa che queste ragazze si sposavano già a 16/18 anni.
Seppur con significati, e contesti diversi, il sesso anale è stato sempre praticato, e ciò dimostra che le limitazioni sono esclusivamente culturali, e non anatomiche. Quindi, potremmo dire che non c’è rischio di morte, a meno che non lo fate con un cavallo.

 

Se mi piace dentro sono gay?

Nel 2005 a Washington, una persona è andata in un ‘bordello animale’, posto in cui molte persone vanno per dare sfogo alle più variopinte fantasie sessuali, e praticando del sesso anale passivo con un cavallo, è finito per rompersi il colon, e morire poco dopo di peritonite. Escludendo questo caso fortuito, non c’è pericolo nel provare il buco proibito, e vi darò anche qualche suggerimento, ma innanzitutto vorrei chiarirvi un pò le idee.
Un amico, poco tempo fa mi pose questo dubbio esistenziale per il quale per lui, gli etero che fanno sesso anale sono gay, e io, lungi dal giudicare la sua posizione a riguardo, ho fatto una chiarezza: esistono anche gay che non praticano sesso anale ma solo fellatio, ma anche lesbiche che utilizzano lo strap-on, ma soprattutto, anche maschi etero a cui piace il sesso e la stimolazione anale, non solo attiva.
Questo per esplicitare che non dipende dall’orientamento sessuale, la preferenza per una particolare pratica sessuale. Su Sex generation (uno dei testi da cui ho preso spunto, di Paul Joannides e Goofy foot press), ci sono molte storie a riguardo, eccone due:

‘Al mio ragazzo piace che io gli accarezzi l’ano con un dito mentre gli faccio sesso orale. Una pressione delicata e un movimento circolare gli danno molto più piacere.’ (donna, 23 anni)

L’uomo con cui sono fidanzata da cinque anni mi ha chiesto se potevo penetrarlo. Mi sono lubrificata il dito con l’unghia più corta e gliel’ho inserito lentamente nell’ano. Gli è piaciuto così tanto che mi ha chiesto prima due dita e poi tre. Intanto gli succhiavo il cazzo e alternativamente glielo pompavo con l’altra mano. Ha avuto un orgasmo da favola. Mi ha detto che era uno di quelli che ti prendono dalla testa ai piedi.’

 

Lavato con PerlAnal

Molto discussa, è anche l’igiene a riguardo, e i problemi ai quali si potrebbe andare incontro. Mettere il pene dentro senza preservativo, potrebbe intaccarlo con dei pezzi di escrementi, sia all’esterno che all’interno, che se non rimossi, possono portare ad infezioni, sia nell’ attivo che nel passivo, specie se si tratta di una donna, la quale riceve penetrazione vaginale non protetta subito dopo. Quindi direte che magari è il caso di lavarlo, e farlo lo stesso senza. E invece no, miei campioni nel salto della quaglia, poiché lavare il retto con un getto d’acqua, porta a un ricambio del microbiota intestinale, se ne va il lavato, per essere sostituito da altri batteri necessari, per il corretto funzionamento dell’intestino. Se i secondi sono peggiori dei primi, e vi è una lacerazione all’interno, si rischia altrettanto una infezione (non parlo di HIV, per quello serve un ‘untore’ che sia positivo). Inoltre non si autolubrifica come la vagina, e introdurgli troppa acqua, potrebbe al contrario portare secchezza.
Per cui, sarebbe il caso di utilizzare un clistere non troppo riempito, o una piccola siringa da orecchio, che permette l’entrata di un quantitativo minore di acqua, e delle problematiche minori, in seguito ai risciacqui. Si lo so, sembra strano mettersi a lavare il culo del proprio partner, o a farlo da solo in tal maniera, però pensate agli attori porno, che in realtà prima del video, si sottopongo a questi ed altri preparativi, di cui parleremo.

 

Consigli per bussare alla porta

Volevo precisarvi una cosa divertente: è possibile rimanere incinta anche eiaculando nell’ano. Non cosi divertente effettivamente, ma se le pareti anali lo assorbono, o più semplicemente lo sperma fuoriesce fino alla vagina, ecco che SBAM!
Per evitare traumi, escludiamo l’idea di rimanere incinta, e provate ad immaginare il pene del vostro partner, che come questo potenziale pargolo, penetra come un proiettile il vostro retto. Tanto male, e tanti Santi, ma la delicatezza è stata inventata anche per questo, infatti l’ano, prima si prepara, e dopo si penetra. Che sia una zucchina, un vibratore o un butt-plug, qualsiasi cosa voglia entrare, deve farlo lentamente, ed uscirne in maniera analoga. Considerate che abbiamo due gruppi di muscoli sfinteri nell’ano, uno volontario, e uno invece, il più furbetto, involontario. C’è infatti la possibilità che la voracità dell’ano del vostro partner divori l’oggetto inserito come un distributore automatico, motivo per cui è sempre bene, quando si infila qualcosa di artificiale, che abbia una base più larga, in modo da non entrare del tutto, come le perline, si delle collane, ma meglio quelle fatte apposta: ci sono quelle liscie, senza spigoli, e aderenti, in modo da non creare problemi.
A prescindere da tutto, utilizzate sempre il preservativo per il sesso anale, quelli in poliuretano sono i migliori, e soprattutto sempre lubrificati, con lubrificanti a base acquosa oppure anche a base di silicone. Quest’ultimo non crea problemi come si potrebbe pensare, infatti è spesso anche nei preservativi, e la sua composizione, a causa delle molecole troppo grandi, non ne permette l’assorbimento, infatti, quando vi sono perdite di silicone all’interno dei seni rifatti, è un problema proprio perché non può uscire, mentre qui ha la strada spianata.

Molto importante nel sesso anale, è la fiducia, e il dialogo che si instaura prima di provare questa esperienza, poiché in base alla persona che vi sta davanti, potrebbero esserci diversi risvolti, dalla paura al dolore, al trauma, e quindi al non voler più riprovare. Ma se fatto con cautela, discusso, e nel momento dell’approvazione, magari introdotto con del sano sex talking, chi vi sta davanti potrebbe sentirsi più sicuro, fiducioso, ed eccitato a puntino. Ci tengo a dire, in conclusione che questi sono consigli, da cui prendere spunto, perché poi solo voi potete capire come scoprire il modo di godere della vostra consorte.

Vi consiglio:

The ultimate guide to anal sex for women (libro)
Good sex: real story for real people (libro)
Sex Generation (libro)
Life after porn ends (documentario)
Sex Education 1/2 (serie tv)
– Di masturbarvi (sport)

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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