Sapere è potere: la ricerca ossessiva della conoscenza da Socrate ad oggi

Tutto comincia nell’Antica Grecia. Gli Antichi avevano appreso che “conoscere” non era solo un mezzo per elevare la propria persona, ma anche strumento di controllo per le masse. Abbiamo affermato che il sapere è fonte di potere. Che genere di potere? Non c’è una risposta a questa domanda.

 

SOCRATE,IL PADRE DELLA CONOSCENZA

Sicuramente uno dei primi uomini, di cui si hanno ancora importanti testimonianze, ad apprendere l’importanza della conoscenza fu Socrate. Egli fu colui che, forse per primo, valorizzò il sapere: ” Il sapere rende liberi”. Non è forse la libertà e l’autonomia del pensiero la nostra più grande forma di potere? Socrate fu sicuramente il massimo esempio di saggio disposto a morire per i propri ideali. La sua conoscenza non era semplicemente nozionistica, ma indagava anche l’aspetto piscologico dell’animo umano, scavando le profonde viscere della nostra mente. Leggendo i dialoghi del filosofo, riportati da Platone, notiamo la sua volontà nell’infondere anche nei discepoli questa sete di conoscenza, stimolando in loro dubbi e domande. Socrate, ancora oggi, viene ricordato per la sua celebre massima: “So di non sapere”. Queste parole, meglio di ogni altra, riescono a far capire quanto la sete di conoscenza sia indissetabile. L’uomo non deve mai darsi per vinto, anzi, tutt’altro, deve ricercarla in maniera sempre piu assidua. Senza mai guardarsi le spalle, gli uomini scrutino l’orizzonte senza fine delle sapienza. Siano curiosi di conoscere e perseguano la verità, proprio come fece Socrate, il saggio dei saggi.

 

Busto di Socrate (Musei Vaticani)

 

ARISTOTELE,LA “BIBBIA” DEL SAPERE DEL DOTTO MEDIEVALE

Dopo aver parlato di Socrate non possiamo non citare Aristotele. Egli rappresenta il lume del sapere antico, l’enciclopedia di riferimento a cui tutti si sono aggrappati per secoli, colui che non poteva essere messo in discussione, Dante nella “Commedia” non lo nomina mai per nome, ma come “Il Filosofo” per antonomasia. Il sapere di Aristotele è diverso da quello di Socrate, quello di quest’ultimo spingeva gli uomini ad interrogarsi, quello aristotelico forniva agli uomini sicure certezze… e guai a chi osasse metterle in discussione, vero Galileo? Aristotele ha una visione empirista della conoscenza; la mente umana è una “tabula rasa” e ogni individuo deve riempirla con le proprie esperienze di vita. Solo così l’uomo potrà quindi capire e dominare la natura delle cose. (Radicale è la differenza con Platone, che ha una visione innatista della conoscenza). Aristotele, nonostante sia un esempio di continua ricerca, è anche il più illustre caso di come gli uomini si fidino ciecamente di ciò che viene offerto, senza interrogarsi (come invece invitava Socrate). La colpa non è assolutamente da attribuire al filosofo. Sono gli uomini che, forse accontentandosi, non sono più stimolati nel proseguire l’infinito cammino della conoscenza. Oggi si è soliti definire il Medioevo, come: “Il Periodo Buio”. Non sono d’accordo. È vero, non si effettuano importanti scoperte. Tuttavia secondo me, è un periodo di estrema importanza, in quanto ha aiutato ad interiorizzare ciò che era stato capito nei secoli precedenti. La colpa dell’uomo medievale sta nel  non aver messo in discussione ciò che stava studiando. La mancanza dello spirito critico forse è il motivo per cui tale periodo viene definito “oscuro”. Aristotele ha avuto il merito di essere la fondamenta su cui si è costruito, e si sta costruendo, l’infinito grattacielo della conoscenza.

Copia romana del busto di Aristotele di Lisippo (Palazzo Altemps)

 

L’ORGANIZZAZIONE MODERNA DEL SAPERE

Più simile alla visione di Aristotele è quella del positivista Comte, il quale proprio come “Il Filosofo” ritiene che per padroneggiare la natura la si debba prima conoscere. Comte elabora una gerarchia della conoscenza in base alle materie nel seguente ordine: astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia. Dalla meno alla più complessa. Rimarrete stupiti osservando l’assenza della matematica, ebbene, per Comte è la base della conoscenza quindi tutte le materie prima elencate si appoggiano proprio alla matematica. Comte, meglio di ogni altro filosofo contemporaneo, ha avuto il merito di dare un’organizzazione ed una struttura concreta all’enorme matassa di nozioni, egli ha trovato il filo logico che connette la fisica alla sociologia, passando per la matematica. Comte oggi viene sicuramente meno ricordato di molti altri filosofi, vedi Cartesio, Pascal, Kant. Ma,utilizzando sempre la precedente metafora del grattacielo, possiamo vederlo come l’architetto di tale struttura, come colui che, non ha contribuito con scoperte o particolari intuizioni, ma che ha dato un’ossatura stabile e resistente.

Rtratto di Auguste Comte

La conoscenza, nonostante sia una cosa nobile, nel corso della storia è stata sfruttata anche per raggiungere obiettivi subdoli. Spesso i ricchi e i potenti, facendo leva sulle loro conoscenze, raggirarono i poveri. Basti pensare agli oratori, che per screditare gli avversari, ricorrevano all’ignoranza del popolo come mezzo per ottenere consenso. La conoscenza per quanto nobile possa essere può trasformarsi in saggezza solo se al servizio di cause altrettanto nobili, altrimenti rimarrà un mero strumento. Leggete, ascoltate, osservate… ma non per sentirvi migliori di altri, bensì per rendere voi stessi delle persone migliori, per discernere ciò che è bene da ciò che può essere malvagio.

 

Matteo Dell’Acqua

 

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