Il Superuovo

Salvini vorrebbe riaprire tutto e subito ma anche Platone criticherebbe questa decisione

Salvini vorrebbe riaprire tutto e subito ma anche Platone criticherebbe questa decisione

La pandemia ci ha costretti in casa e la voglia di ripartire e tanta ma ad impedircelo sono gli esperti

Il quattro maggio avrà inizio la fase due che prevede solo un leggero allentamento delle misure previste precedentemente nella fase uno e il capo della Lega non ha perso tempo nell’opporsi a questa decisione tanto ambita dagli esperti

Fase due e Salvini

Il tempo passa e la quarantena sembra non avere mai fine, le persone fremono dalla voglia di tornare a riempire le piazze, i bar e soprattutto di tornare al lavoro perché la mancanza di denaro comincia a farsi sentire. Dal quattro maggio, come annunciato dal premier Conte, si farà un piccolo e graduale passo avanti dando inizio alla fase due e questa è una notizia che da un lato ci rincuora ma dall’altro ci fa arrabbiare poiché speravamo tutti di porre la parola fine su questa quarantena. Questa rabbia viene però cavalcata e strumentalizzata da molte persone, specialmente dall’esponente della Lega, Matteo Salvini, il quale ha più volte accusato il governo di manovre incostituzionali e incalzando il premier Conte a riaprire tutto, dicendo ai suoi seguaci “ci stanno fregando, fateci uscire”.

Perché non si riapre tutto?

Quindi, secondo la visione che ci propone Matteo Salvini, ma anche buona parte dell’opposizione e Renzi, Giuseppe Conte è un uomo affamato di potere che infrange la Costituzione e si diverte a non far ripartire il paese. Ma è davvero così? Riporto qui le parole di Marta Cartabia, presidente della Corte costituzionale, presenti in un’intervista sul “Corriere della Sera” condotta da Giovanni Bianconi: «Io non posso entrare nel merito delle singole questioni di attualità che potrebbero tutte arrivare al vaglio della Corte, ma voglio ricordare che nella Costituzione sono indicate le ragioni che possono giustificare limitazioni dei diritti e gli strumenti con cui tali limitazioni si possono imporre. Nella giurisprudenza costituzionale, poi, si trovano orientamenti anche sulla misura di queste limitazioni, che devono sempre essere ispirate ai principi di necessità, proporzionalità, ragionevolezza, bilanciamento e temporaneità». Che significa, in concreto? -domanda il giornalista- «La Corte costituzionale ha affermato in varie occasioni che più la compressione di un diritto o di un principio costituzionale è severa, più è necessario che sia circoscritta nel tempo. Le limitazioni si giudicano secondo il test di proporzionalità che risponde a queste domande: si sta perseguendo uno scopo legittimo? La misura è necessaria per quello scopo? Si è usato il mezzo meno restrittivo tra i vari possibili? Nel suo insieme, la norma limitativa è proporzionata alla situazione?». Inoltre, come riportano molti giornali le decisioni del premier italiano vengono prese in base all’opinione di esperti, i quali hanno previsto, nel caso della fine totale del lockdown, la necessità di 430mila posti in terapia intensiva fino alla fine del 2020 e questo sarebbe un peso insostenibile per la sanità italiana.

Gli uomini d’oro

Anche Platone avrebbe delle critiche nei confronti del leader leghista. Il filosofo greco, nella sua opera “La Repubblica”, scritta tra il 390 e il 360 a.C., parla di come secondo lui dovrebbe essere formato lo Stato. Egli lo aveva, in via ipotetica, strutturato con una modalità piramidale: alla base ci sono schiavi che chiama “uomini di ferro”, subito sopra troviamo i commercianti definiti “uomini di rame”, dopo, ancora, troviamo i guerrieri chiamati “uomini d’argento” ed infine in cima troviamo i filosofi e i politici con la denominazione di “uomini d’oro”. A seconda dell’importanza del proprio ruolo quindi, Platone, assegnava ad ogni gruppo un metallo rappresentativo dell’importanza di ciascuno e ipotizzava per ciascuno di questi un diverso e specifico iter educativo. I politici, nonché filosofi, dovrebbero secondo Platone seguire una formazione, sin da giovani, che si prolungasse fino ai 50 anni, così suddivisa:

  • Fino ai 20 anni allenamento fisico
  • Dai 20 sino ai 35 anni allenamento della dialettica e strutturazione del pensiero
  • Dai 35 ai 50 anni, infine, avrebbero dovuto unire la teoria alla pratica

Il filosofo considerava necessario questa modalità di formazione per i politici affinché potessero essere ben preparati nell’affrontare al meglio i propri doveri agendo per amore dello Stato.

L’opinione di Platone

Ciò che si evince dall’idea di Stato di Platone è che la classe politica debba essere formata esclusivamente da persone estremamente preparate, per il bene di tutti. Essere onnisciente in ogni ambito del sapere è però praticamente impossibile, ma ci sono figure esperte per ognuno di questi ambiti della conoscenza, proprio come quelle figure a cui il premier Conte si è rivolto per poter prendere le giuste decisioni sui comportamenti da adottare per sconfiggere questa pandemia. Magari il filosofo greco avrebbe sperato in una maggiore preparazione da parte di coloro che dirigono lo Stato, ma avrebbe probabilmente detto a Matteo Salvini di ascoltare chi è esperto, per il bene di tutti, e quindi non aprire tutto portando con sé solo la speranza che non avvenga una ricaduta.

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