Salmo e Montale ci raccontano i loro amori attraverso le loro muse

Amori impossibili in tempi difficili: parliamone con Salmo e Montale.


Quando le donne diventano non solo oggetto del desiderio ma vere e proprie muse.

Fiumi d’amore

Fiumi d’inchiostro si spendono di continuo per parlare d’amore in tutte le sue forme: da quello non ricambiato a quello ardente di passione, da quello impossibile a quello a lieto fine, l’amore trova sempre il modo di essere il protagonista di pagine di letteratura, poesie sussurrate all’orecchio del proprio amante e canzoni che fungono da colonna sonora di storie di amori mai spesi o fin troppo consumati.

Noi stessi ci nutriamo dei racconti di baci che non si è osato dare, sentendo nostre le storie d’amore che spesso vivono solo attraverso le pagine di un libro, e se è vero, com’è vero, che oggi d’amor cortese non si puó più parlare, è anche vero che non è di certo l’amore delle dolci parole e attenzioni melense quello che ci appassiona di più, anzi, ci piacciono i conflitti, gli amori inquieti, tormentati, fatti di morsi e graffi piuttosto che di carezze e tenerezze.

 

Montale

 

Se vi aspettate di leggere del Montale che scende le scale dando il braccio a sua moglie, che tanto vi piace ricondividere nelle vostre storie di Instagram, mi dispiace, ma avete sbagliato articolo, per caritá, la poesia dedicata alla Mosca dopo la sua morte è carina, figlia di un rapporto maturo, senile, basato sul rispetto, sul tempo trascorso insieme, sul buon costume, non di certo peró un amore bruciante e passionale.

Ma andiamo con ordine: le poesie di Montale erano giá famose quando lui era vivo, ció lo rese famoso agli occhi delle giovani studentesse, appassionate alla sua scrittura, che lo vedevano quasi come una rockstar, sognando di incontrarlo, stringergli la mano, lanciargli un reggiseno e cose così; di contro Montale era un uomo, non troppo bello, a cui peró questo piccolo fanclub non troppo privato non dispiaceva affatto, ecco che, come una vera rockstar inizia a fare ció che gli riesce meglio: le corna alla moglie.

È proprio alle sue amanti che il buon Eugenio dedica le parole più belle, i versi d’amore pregnanti di passione e sentimento, come ci dimostra questo estratto di una lettera a Irma Brandeis:

 

“Mia cara Irma , io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananze, ma tu meritavi qualcosa di meglio!”

Io sarò sempre tuo, a tua disposizione , pronto a fare quello che vorrai, e persino a pensare quello che vorrai farmi pensare…

Non desidero di meglio che pensare con la tua testa e vedere coi tuoi occhi.”

Salmo 

 

1 ottobre dell’anno del Signore 2021, Salmo risorge facendo uscire Flop, il suo ultimo album, che è da subito un successo, in particolare, impazza nelle storie Instagram la lovesong del disco: Marla.

Il nome Marla è un nome parlante, infatti nello slang americano il nome Marla indica la donna donna dei sogni.

La Marla di Salmo non è infatti la donna angelo per eccellenza, è una donna maledetta ed elegante, dallo sguardo innocente a volte troppo truccato, Marla è paura, insicurezza, sensualità, insomma, l’antieroina per eccellenza, così disarmante da riuscire a far sentire debole il suo compagno col solo potere dei suoi occhi.

 

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