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Rivivere le stesse azioni come in 100 volte Natale è possibile: Jung ci spiega perché

Vi sembra di avere un sogno ricorrente come in un film comedy? Tranquilli, tutto normale secondo la psicanalisi di Jung. 

Avete presente quel film in cui il protagonista si sveglia e rivive sempre la stessa situazione? Lo scopo del “rivivere” è quello di risolvere un problema o una situazione da cui non riusciamo a sfuggire. Questo meccanismo accade davvero ma nei nostri sogni.

Perché il sogno non è sempre chiaro?

Il sogno è una produzione psichica che ha luogo durante il sonno, con particolare frequenza nella famigerata fase REM, in cui le immagini sembrano particolarmente reali ed è relativa al vissuto del sognatore. Da sempre il sogno ha affascinato i più alti filosofi e la sua interpretazione era portata avanti da antichi saggi e ciarlatani riguardo il futuro e il destino. I sogni hanno davvero qualcosa da dirci, ma principalmente riguardo al passato o al presente.

Jung riprende la posizione del fondatore della psicanalisi, Freud, del sogno. Grazie a sogni, bizzarri o reali che siano, riusciamo ad appagare i nostri desideri inconsci. Il linguaggio spesso non è chiaro e razionale, perché la funzione compensatoria nei confronti della coscienza è protetta da tre meccanismi:

  • La censura onirica: una parte del sogno viene dimenticata;
  • Lo spostamento: le cariche pulsioni vengono investite su altre figure di desiderio;
  • La condensazione: parti diverse del sogno vengono fuse insieme.

Questi meccanismi proteggono l’Io da immagini e percezioni che causerebbero forti sensi di colpa e angoscia per questo motivo la nostra percezione dei sogni è confusa e spesso difficile da dedurre.

Desideri ricorrenti in sogni ricorrenti

Jung ci parla dei sogni come step fondamentali per trovare il nostro vero Sé, conoscere ogni parte di noi stessi e risolvere i disagi quotidiani. Ogni sogno segue una sequenza scandita da una struttura per alcuni versi simile a quella delle tragedie greche: è molto importante far caso alla struttura del sogno e alla sua ricorrenza. Ogni sogno ha una scena onirica formata da un luogo, un tempo e dei personaggi, il passaggio successivo è il problema che guiderà il sogno alla sua risoluzione, per arrivare fino alla fine, però c’è bisogno della peripezia – lo stringersi della trama in un nodo, un punto fisso. Ogni qual volta che una struttura si ripete  nasconde al suo interno un disagio concreto che vuole essere ascoltato. Il sogno continuerà a ripetersi finché non verrà compreso e superato il disagio attraverso una buona introspezione e analisi delle figure archetipiche presenti.

Dalla nostra mente alla pellicola cinematografica

Il ripetersi di scenari fino alla soluzione del problema non è una novità nel mondo del cinema e viene associata ad un loop temporale. Considerato un espediente narrativo, il loop caratterizza situazioni in cui i personaggi sono costretti a ripetere esperienze o a rivivere in continuazione vicende già avvenute, in un ciclo continuo che si ripete all’infinito. Il loop temporale è un sistema attraverso i personaggi giungono a una verità superiore, capiscono qualcosa su di sé o sul mondo che li circonda rivivendo di continuo lo stesso momento e potendo andare a fondo su tutto quello su cui solitamente sorvolavano superficialmente. “Ricomincio da capo” è il re dei film sui loop temporali in cui il protagonista rivive ad oltranza il giorno della marmotta come condanna per il suo carattere scontroso e maschilista; diventerà cosi bravo ad aiutare gli altri in quel giorno per riuscire ad uscirne, che proseguirà per il resto della sua vita. “Prima di domani” è la versione teen movie al femminile del loop temporale che gira intorno ad una liceale che pensa di avere la vita perfetta, con il ragazzo ideale e la popolarità giusta; ripetendo continuamente la medesima giornata capisce che in realtà non era così. Come non citare l’ultimissimo “Auguri per la tua morte” con il suo sequel sempre in loop temporale in cui la protagonista rivive il giorno in cui viene uccisa.

E se fosse il giorno di Natale ad essere vissuto più e più volte?

Tutti questi film sono degni di nota, ma avvicinandoci al periodo natalizio, per paragonare e analizzare un loop temporale al sogno junghiano, parleremo di un film in tema: 100 volte Natale. Un film datato 2013 in cui il protagonista è Pete, il secondo di tre fratelli, entrambi belli e intelligenti, che lo fanno sentire un buono a nulla. Nel giorno di Natale spera di dimenticare le sue sfortune e di trascorrere del tempo in pace con la sua famiglia, ma tutto va storto e non vede l’ora che anche questa giornata sia giunta al termine. Quando però si sveglia la mattina dopo, si rende conto che è solo all’inizio… tutto da capo. Pete è bloccato nel peggior Natale della sua vita e come tale deve rimboccarsi le maniche per capire come venirne a capo. Quale è il suo scopo? Riuscire a vivere un Natale indimenticabile con la sua famiglia ed imparare ad apprezzare quello che ha senza lasciarmi sopraffare da desideri, pretese e aspettative. Il film illustra come un loop porta alla risoluzione del problema aiutandoci a modificare giorno per giorno una piccola parte fino alla volta buona. Proprio questa è la chiave che Jung spiega essere nei loop onirici: nel momento in cui ascoltiamo un nostro bisogno veniamo liberati dal sogno ricorrente.

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