I Mandala approdano in occidente: la voce dello psicologo C.G. Jung

Mandala /màn·da·la/ sostantivo maschile, nella tradizione religiosa buddista e induista, rappresentazione del cosmo. Per Jung parliamo del simbolo del Sé.

Negli ultimi anni spopolano in commercio sempre più libri incentrati sulla rilassante pratica del colore. I mandala, simboli della tradizione orientale si prestano molto a questo scopo nascondendo una sorprendente verità: sono i simboli della realizzazione di noi stessi.

Cos’è un mandala nella tradizione orientale?

Generalmente un Mandala è un’immagine simbolica basata su figure geometriche come il cerchio e il quadrato, che rimanda alla sfera spirituale. Originario dell’India approda prima nella cultura orientale fino ad arrivare, oggi, anche in quella occidentale. Nella tradizione ci sono cinque elementi in un mandala: la terra, giallo – fermezza, solidità, fiducia: dà la vita; l’acqua, bianco – fluidità, flessibilità: armonizza la vita; il fuoco, rosso – sole, calore,vitalità: matura la vita; l’aria, verde – respiro della terra, scambio, comunicazione: anima la vita; lo spazio, blu – l’infinito, la libertà: accoglie la vita. Il fine ultimo dei mandala, nella tradizione, è quello di mettere in relazione il centro del tuo corpo con la sua periferia, poiché generalmente nella vita ti capita di allontanarti troppo dal tuo centro e perdere di vista il tuo benessere.

Il pensiero occidentale sui Mandala: la voce di Jung

Ognuno di noi, nella parte più profonda di se stesso ha un Inconscio che costantemente cerca di venire alla luce del sole attraverso i suoi impulsi e i suoi desideri. Da sempre ci hanno insegnato di un Io e un SuperIo dediti al controllo dell’Inconscio per evitare spiacevoli sorprese. Jung parla di un percorso, il percorso di individuazione, volto a risolvere gli attriti tra le componenti della psiche. Il percorso di individuazione è lungo e per nulla facile ed è volto a conciliare, conoscere e accettare tutte le componenti del nostro essere. Il fine ultimo è il e per arrivarci è necessario conoscere tutti gli archetipi del nostro inconscio. L’archetipo è un’immagine, un motivo, un simbolo con una forte carica di energia psichica e che ha sembianze di immagini primordiali (la fata, il saggio, la strega, il fiore).

Il Mandala è un simbolo unificatore, un’archetipo che esprime l’assenza di contrasto e la riunificazione nel piano del Sé. I Mandala sono simboli nati senza modelli fissi in cui le stesse forme si ripropongono, il cerchio, il numero quattro, il centro, la simmetria, sono volti a ricreare il senso di equilibrio e organicità del tutto. Come qualsiasi archetipo non ci è possibile conoscere il significato ultimo della rappresentazione, ma la sua comparsa durante il percorso di individuazione, esprime un volgersi verso l’ordine primordiale della psiche totale.

Jung analizza i disegni dei suoi pazienti per giungere a concetti più ampi

L’analisi delle rappresentazioni dei pazienti di Jung ha permesso di individuarne alcuni più particolari. La ruota del pavone rappresenta la mutevolezza della psiche che trova punto di incontro nell’occhio centrale protetto da lingue fiammeggianti. Il dio sole a quattro braccia rappresenta l’aspetto dinamico del Sé con i lampi per il carattere maschile e le lune per quello femminile, le stelle, invece, simboleggiano l’uomo incompleto. Anche altre rappresentazioni, dalla nascita all’occhio di dio, rappresentano il divenire e l’andare incontro al Sé, la saggezza del Sé. Ripresi dalla tradizione antica ci sono sicuramente la simmetria e i colori, ma i Mandala assumono forme e connotazioni diverse per ogni persona.

La meditazione con i mandala: coloriamo

La pratica di colorare un Mandala consente alla tua mente di prendersi una pausa dai pensieri quotidiani, dalle ansie e preoccupazioni. Colorare il mandala ha il fine di arrivare allo stato “dei sogni ad occhi aperti” in cui ti sentirai lontano dai pensieri che ti stressano, libero dalla dimensione spazio-temporale. In questa fase entrerai in contatto con te stesso e ti immergerai in un processo di introspezione. Non esistono vere e proprie regole e non esistono comportamenti giusti o sbagliati. Ci sono delle linee guida che fungono più da consigli che da imposizioni:

  • Scegli: il mandala che più ti interessa, iniziando con un disegno semplice, per poi aumentare la difficoltà in seguito, con cosa colorare.
  • Luogo: deve essere tranquillo, dove potrai dedicarti al tuo mandala senza che nessuno ti disturbi. Spegni la tv, cellulare e rumori distraenti, puoi eventualmente optare per musica rilassante.
  • Prima rilassati: chiudi gli occhi e fai respiri profondi per concentrarti su te stesso.
  • Colora: dai spazio al tuo istinto creativo, non pensare troppo, sentiti libero di colorare come vuoi.
  • Concentrazione: se durante la colorazione ti passeranno nella mente le tue preoccupazioni che ti creano ansia, sposta l’attenzione sui colori, sulle forme.
  • Guarda il tuo disegno: fai attenzione ai colori che hai usato, alle sfumature, ai tratti decisi e a quelli deboli. Scrivi su di un foglio come ti senti ora e come ti sentivi prima.
  • Regala: regalati momenti di serenità per ammirare i mandala colorati con le rispettive sensazioni e per crearne di nuovi.

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