Rischio impeachment per Trump: se i presidenti imparassero dalla storia

Il presidente Trump rischia l’impeachment nel nuovo scandalo Ucrainagate. Ma se i presidenti Usa guardassero la storia dei loro colleghi passati avverrebbero ancora casi simili?

Il presidente Usa Donald Trump

Dopo il Russiagate nuove accuse piovono sulla Casa Bianca. Trump è infatti sotto l’occhio del ciclone per le telefonate con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky a cui chiedeva di indagare a fondo su un possibile caso di corruzione riguardante il figlio dell’ex vicepresidente e possibile futuro avversario nel 2020, Joe Biden. Ma quanto è davvero grande la possibilità di messa in stato d’accusa per il presidente?

Perché Trump rischia l’impeachment

Il presidente Usa, Donald Trump, è stato accusato di abuso di potere dai democratici. L’attacco è arrivato a causa delle richieste del magnate al presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, di indagare, per un possibile caso di corruzione, sul figlio dell’esponente democratico Joe Biden. Quest’ultimo, ex vicepresidente dell’era Obama, risulta il favorito come possibile vincente delle primarie democratiche, e quindi potenziale sfidante per la Casa Bianca. La speaker della camera Nancy Pelosi ha deciso di iniziare un’indagine sulla questione, e quindi di avviare le pratiche per l’impeachment, affermando come Trump abbia violato la Costituzione e messo in pericolo la sicurezza internazionale, perché “nessuno è sopra la legge” e quindi “il Presidente deve rispondere delle sue azioni”. Il presidente statunitense, nelle telefonate con il suo omonimo ucraino, chiedeva di fare chiarezza sulla posizione del figlio di Biden, Hunter, facendo leva sui molti favori (soprattutto in termini economici) fatti dagli Stati Uniti all’Ucraina. Nelle registrazioni si fa il nome anche di Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York, indicato da Trump come suo legale personale, da contattare per scavare più profondamente sulla vicenda. Nel frattempo, cade la prima testa nell’Ucrainagate, infatti si è dimesso l’inviato speciale Usa in Ucraina, Kurt Volker, che fece da tramite nei rapporti tra Zelensky e lo stesso Giuliani.

Quando un presidente Usa può davvero decadere?

Il presidente degli Stati Uniti può decadere dalla carica solamente in due casi: per l’applicazione del venticinquesimo emendamento e, appunto, tramite impeachment. Nel primo caso, il processo costituzionale prevede che possa essere rimosso attraverso un accordo tra il vicepresidente ed il gabinetto, che stabilisce l’incapacità del presidente nello svolgere le sue funzioni (se quest’ultimo si oppone, è necessaria la maggioranza di 2/3 della Camera). Per quanto riguarda la seconda e più nota opzione, il presidente può essere messo in stato d’accusa per aver violato la Costituzione, per tradimento della patria, per corruzione o altri crimini, come in questo caso l’abuso di potere, per attaccare un potenziale rivale alle prossime elezioni. Nel caso di Trump, non sembra però che ci siano collegamenti espliciti tra gli aiuti finanziari promessi all’Ucraina e l’indagine su Biden. D’altronde la strada da percorrere per i democratici resta molto dura. Infatti per mettere sotto accusa il Tycoon serve la maggioranza semplice alla Camera, cioè di 218 su 435, (di cui almeno 208 sembrano disposti a votare a favore) e successivamente la maggioranza di 2/3 in Senato che è di prevalenza numerica repubblicana con 53  seggi (54 col presidente dell’aula) contro i 45 dei democratici. Il percorso, quindi, sembra tutt’altro che in discesa per i dem.

Il celebre Watergate Hotel

“L’ingenuità” dei presidenti a non imparare dalla storia

Dopo il Russiagate, Donald Trump ci ricasca, e stavolta rischia di inciampare davvero nelle trappole democratiche che spingono per l’impeachment, oppure di uscire rafforzato dal caso, come lui ha più volte affermato nelle interviste dopo l’esplosione dell’Ucrainagate. Ma le vicende del passato non erano sufficienti per mettere in guardia il presidente Usa? Tralasciando il caso di Andrew Johnson del 1868, già le accuse fatte a Bill Clinton per lo scandalo Sexgate costituiscono un segnale di come ci sia una particolare e ovvia attenzione per i comportamenti dell’inquilino della Casa Bianca da parte della compagine democratica. E nonostante poi il procedimento per impeachment non si rivelò efficace, anche in quell’occasione fu percepita come grave la mancata collaborazione con il Congresso oltre che la scarsa lucidità nel far chiarezza sulla questione (ed infatti fu determinante l’intervento della moglie Hillary). Ma caso ancora più eclatante, che portò alle dimissioni del presidente Nixon nel 1974, causa le schiaccianti prove contro di lui, fu il Watergate, nel quale si scoprirono delle intercettazioni fatte, illegalmente, nel quartier generale democratico, da parte di membri del Partito Repubblicano. Si tratta ovviamente di casi molto diversi tra loro nel contenuto, ma accomunati dal tratto quasi semplicistico con il quale sono stati scoperti ( le famose torce utilizzate dai 5 intrusi del Watergate Hotel ricordate ironicamente anche nel film Forrest Gump). Ora, non sappiamo come andrà finire l’ardua indagine sul presidente Trump, e se ne uscirà “indenne e più forte” , ma di certo possiamo desumere che forse, anche in questa situazione, sarebbe bastata più attenzione nella gestione della faccenda e, magari, anche uno sguardo, alle vicende passate, che la storia ci ha fornito.

 

 

 

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