Il Superuovo

Ricordare e Dimenticare: sono la stessa cosa?

Ricordare e Dimenticare: sono la stessa cosa?

Il Ricordo funge come da stampante nella nostra Mente imprimendoci fotogrammi di vissuto del quale esperiamo sia emozionalmente che passivamente. Cosa è, in quanto tale, il ricordo, ed il dimenticare annulla il ricordo? Vi è effettiva differenza tra ricordare e dimenticare?

Pagine di Vissuto: i Ricordi.

Ricordare

Abbiamo detto come il ricordo sia come una stampante nella nostra mente, ma esso, in quanto tale, cos’è? È pezzo di vissuto: quella parte di esso che, essendo ritenuta importante, viene impressa nella nostra memoria. Esso, dopo aver preso pezzi di vissuto ed averli resi tale, li ingloba nella memoria, andando così a creare il vissuto.

Ricordare significa quindi prendere una parte della propria vita e rivederlo come se fosse presente. Altra qualità innata è quindi quella di eliminare la barriera spazio-temporale: ciò che si ricorda è pur sempre passato, ma l’azione del ricordare avviene nel presente. Così ciò che si ricorda, quel pezzo di vissuto, diviene perpetuamente vissuto come presente, sinché il ricordo non diviene dimenticanza.

Fotogrammi d’Esistenza.

Curioso constatare come non siano soltanto momenti piacevoli a divenire ricordo, ma lo siano anche momenti da aborrire. Viene reso presente quindi anche quel passato che sarebbe meglio che sia tale, per qualche assurdo motivo: è come se ricordare esperienze inique funga da insegnamento. Come se il dolore di un passato iniquo possa migliorare il presente, presentandosi come tale, sotto forma di ricordo. È un passato più utile come presente: per questo diviene ricordo, pezzo di vissuto passato, eppure presente.

Dialetticamente illogico: sembra che il ricordo sia una dimensione formata da passato-presente. Qui essi si mischiano andando a costituire un tempo diametralmente opposto sia all’uno che all’altro: un tempo slegato dalla nostra dimensione del reale, ma sussistente di per se all’interno della nostra mente.

Se ricordi ancora quell’avvenimento non è passato: è ancora presente, ed alle volte questo provoca molto dolore.

Dimenticare

La dimensione del Passato-Presente.

Dopo aver cercato di dare una definizione al ricordo ed al ricordare ora dobbiamo cercare di fare altrettanto con la dimenticanza ed il dimenticare. A fronte di quanto sopraddetto sembra tautologico, quasi, che esso sia quella dimensione diametralmente opposta a quella che si viene a creare ricordando. Ossia: annullamento completo del presente nel passato. Ciò che viene dimenticato non viene ricordato poiché solamente passato: non entra nella sfera del ricordo, nella sfera del passato-presente, quindi.

Dimenticare però non significa annullare il ricordo, ma semplicemente esacerbarlo. Corromperlo. Però in quanto tale, la dimenticanza è un ricordo. Dimenticare significa “dimenticare di ricordare“. Il ricordo non viene perso, viene appunto dimenticato. Diviene dimenticanza, ma, in quanto tale è come se rimanesse ricordo. È come quindi se fosse esistente. Dimenticare non annulla l’esistenza del ricordo, ne annulla la sua conoscenza. Conoscere però non significa rendere esistente, significa appunto, solo conoscere. Non ne annulla l’esistenza in quanto tale. Pezzi di vissuto non possono essere eliminati.

Dimenticare di Ricordare: bloccare il Reale.

Ricordo il Dimenticato

Quando un ricordo diviene dimenticanza, può questo ritornare ad essere tale? Come possiamo ricordare ciò che abbiamo dimenticato? Ciò che è divenuto esclusivamente passato può tornare in quella dimensione dicotomica del passato-presente?

La nostra memoria sembra essere un compendio versatile: in base alle nostre emozioni riesce a ricordare momenti che le rappresentino. Quindi anche se dovessimo dimenticare qualcosa, possiamo in seguito ricordarlo, riportandolo alla memoria, appunto. Ciò di cui possiamo esser certi è che il nostro vissuto non è in alcun modo annullabile od eliminabile.

Emozioni analoghe riportano Dimenticanze alla Memoria.

Non sembra esserci possibilità alcuna di poter completamente eliminare pezzi di vissuto. Pur divenendo dimenticanza, un ricordo non viene mai distrutto e rimane, da qualche parte, all’interno della nostra mente, in attesa di esser risvegliato, di esser riportato alla memoria. Questo grazie a qualche tipo di emozione, vissuta nel reale, che lo rappresenti: solo così riesco a ricordare di aver dimenticato. Significa quindi, rivivere una situazione analoga per sentimento.

Ricordare-Dimenticare per Esistere

Ricordare e dimenticare costituiscono il ciclo dell’esistenza dell’uomo. L’uomo riesce ad esperire del passato per il presente grazie al continuo ciclo ricordodimenticanza. È il ciclo che gli permette di rivedere pezzi di vissuto, iniqui o morigerati, i quali agiscono divenendo conoscenza. Conoscenza la quale permette all’Uomo di mutare, di migliorare se stesso, di evolversi.

Passato-Presente per il Futuro: collegamento incoercibile.

Grazie al ricordo del ricordo, alla dimenticanza del ricordo, al ricordo della dimenticanza, l’uomo scrive il suo futuro. La dimensione del passato-presente, costituita dal ricordo, sembra essere quindi in vece di un’altro tipo di dimensione, esistente nel reale e consequenziale al presente: il futuro.

L’uomo per esistere necessita di se stesso, di tutto se stesso: del se stesso che è stato, il quale cerca di migliorare il se stesso che è, così da garantire al se stesso che sarà un’esistenza migliore rispetto a quella nella quale riversa nel presente. E quindi, per poter vedere il se stesso che è stato, sembra necessitare del ciclo di ricordi-dimenticanze.

L’uomo è se stesso in quanto ricordo: sente di essere se stesso quando, incoercibilmente, declina in se stesso tutto quello che è stato, quel che è, quel che pensa di essere, e quel che pensa di divenire, divenendo tale.

 

 

 

 

 

 

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