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Il Disturbo Narcisistico di Personalità, origini e soluzioni

Il Disturbo Narcisistico di Personalità, origini e soluzioni

Il Disturbo Narcisistico di Personalità (D.N.P) è un disturbo della personalità che presenta come sintomi principali un egocentrismo patologico, un deficit nel provare empatia verso il prossimo e il bisogno di percepire dell’ammirazione verso se stessi. Il Disturbo va ben oltre il vantarsi o voler attenzioni, ma neanche troppo.

Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di definita ‘Sé grandioso‘, termine coniato dallo psicanalista Kohut, il quale comporta un sentimento esagerato per la propria importanza e l’idealizzazione del proprio sé – che è clinicamente riconosciuto come amore fasullo – e difficoltà nel coinvolgimento affettivo.

La persona affetta da D.N.P manifesta una forma di egoismo profondo, spesso senza neanche esserne consapevole, e le cui conseguenze son tali da produrre nel soggetto sofferenza, disagio sociale o significative difficoltà relazionali ed affettive.

Il narcisismo come noi lo conosciamo si può dividere in uno spettro composto da quattro livelli:

  • La sicurezza in se stessi.
  • Narcisismo comune, quello che comunemente riconosciamo come tale.
  •  La vanità, che inizia già a invadere la personalità altrui pur di compiacere la nostra.
  •  il D.N.P (o N.P.D in inglese).

Difatti il D.N.P non si presenta come ‘semplice’ disturbo mentale interiore ma spesso si riversa sulle persone vicine al soggetto, alla famiglia e ai colleghi di studio o lavoro.

Il soggetto può manifestare bisogni relazionali anomali, quali il creare continuamente relazioni che gli permettono di specchiare il proprio sé in maniera grandiosa o relazioni improntate alla manipolazione affettiva al fine di trovare conferme e sostegno.

Può anche manifestare vulnerabilità, risentimento o incapacità nell’accettare le critiche, manifestare aspettative irrealistiche o inappropriate riguardo la propria importanza.

I tratti e le manifestazioni, come abbiamo visto, sono molteplici e danno luogo ad una casistica complessa di personalità, con caratteristiche variabili, collocate in uno spettro ampio, spesso classificati per tipologia o gravità.

Come anticipato nelle prime righe il D.N.P è stato espresso per la prima volta, come tale, dallo psicoanalista Kohut Heinz, sì, tipo la salsa, e introdotto nel DSM-IV proprio sotto sua richiesta.
Ciò che distingue i soggetti, ed anche il motivo per il quale Kohut ha coniato il ‘sé grandioso’, è il ‘Falso Io, un’immagine interiore eccessivamente idealizzata ed onnipotente, costruita al fine di percepirla come vero ‘io.

Nel tempo si è arrivati alla conclusione che oltre a giocare un ruolo di disturbo a sé stante, il Disturbo Narcisistico di Personalità, agisce come ruolo centrale in molte patologie psichiatriche.

Le cause e l’origine del D.N.P

Le teorie espresse riguardo l’eziologia del disturbo sono molteplici, la maggior parte di esse sono in disaccordo o inconclusive.
Si è notato, però, un ruolo fondamentale nella figura dei genitori, con una percentuale nettamente più alta di figli con D.N.P in famiglie troppo critiche o con elementi narcisistici al suo interno, dimostrando anche una componente innata nel soggetto e non un unicamente ambientale.

Uno degli autori più di rilievo, nonché uno dei primi a scrivere di questo disturbo, è Alexander Lowen, padre di una scala crescente di gravità al fine di riconoscere il subtipo di narcisismo o il ruolo che gioca nella possibile patologia psichiatrica.

La suddivisione del D.N.P

La suddivisione dei sottotipi del D.N.P si può semplificare in Overt ed CovertIl sottotipo Overt può essere identificato nel soggetto che in presenza di potenziali ferite al suo essere o al suo sé reagisce con il senso di superiorità, arroganza e disprezzo, negando sempre la sua responsabilità riguardo le azioni avvenute. Il sottotipo Covert può essere identificato, invece, nel soggetto che nella stessa situazione del sottotipo Overt reagisce con il sentirsi inferiore, vulnerabile alle critiche e spaventato dal conforto.

Spesso queste due facce coesistono anche se solitamente un soggetto affetto da D.N.P mostra più spiccatamente una ‘faccia’ piuttosto che l’altra.

A questi due sottotipi possiamo aggiungere quattro caratteristiche psicologiche ovvero; la visione di se stessi, difatti il paziente si considera difettato, vulnerabile all’abuso, al tradimento, alla trascuratezza. I pensieri più comuni sono ‘Sono cattivo/a’, ‘Sono debole’, ‘Non riesco ad aiutarmi‘ 
Abbiamo la visione degli altri, il paziente è capace di vedere gli altri come calorosi ed affettuosi, ma li considera comunque inaffidabili poiché ‘sono forti e potrebbero essere di sostegno, come potrebbero andarsene o ferirmi.’

Per ultimo abbiamo i pensieri più comuni che si possono riassumere in ‘Devo chiedere quello di cui ho bisogno‘ , ‘Lo devo fare per sentirmi meglio‘, ‘Devo rispondere quando mi sento attaccato/a‘, ‘Se sono solo/a non sarò in grado di affrontare la situazione’, ‘Se mi fido di qualcuno questo, prima o poi, mi abbandonerà o abuserà e starò male.’ 

Le strategie di Coping o le strategie usate dai pazienti per affrontare la realtà che li circonda (ricordiamo che non corrisponde a quella che sviluppano e costruiscono nella loro testa) sono svariate e sono riconducibili agli elementi sopracitati; notiamo la sottomissione, l’alternare dell’inibizione con delle proteste drammatiche, il punire e sminuire gli altri per darsi valore o, azione sempre più usata nella fase adolescenziale, espellere l’ansia tramite azioni autolesive, con sostanze stupefacenti o con disturbi alimentari.
Il conoscere queste caratteristiche ci aiuta a prender visione del narcisismo in noi, negli altri e per poter comprendere, a grandi linee, cosa pensa un affetto da narcisismo.

Conseguenze del Disturbo Narcisistico di Personalità

Come abbiamo notato il D.N.P compromette la vita professionale, sociale e affettiva di chi ne soffre e di chi gli è vicino, familiari o compagni.
La loro reazione alla mancanza di meriti o attenzioni si può trasformare in reazioni di rabbia, vergogna o frustrazione.
Se il soggetto non si sente a suo agio riesce ad agire in modo impulsivo e spesso fisicamente e verbalmente violento verso gli altri.

Il criterio diagnostico del DSM-IV

Per effettuare una diagnosi il DSM-IV richiede almeno cinque dei seguenti sintomi così da formare uno schema pervasivo, ovvero uno schema che tendenzialmente rimane costante in situazioni e relazioni diverse.

  1. Senso grandioso del ovvero senso esagerato della propria importanza. 
  2. È occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale. 
  3. Crede di essere ‘speciale‘ e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato di ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto. 
  4. Desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale, o al suo reale valore. 
  5. Ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative in maniera immediata. 
  6. Approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso. 
  7. È carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri. 
  8. Prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei
  9. Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo sia) e comportamenti arroganti e presuntuosi. 

 Esiste una cura?

Sì, esistono svariate cure e a livello sperimentale son anche molte, ma ci sentiamo liberi di consigliare a chiunque creda di poter rientrare in questo spettro di sentire l’opinione di uno specialista ed in caso di seguire con uno psicoterapeuta un trattamento adatto.

In casi veramente gravi si potrebbe necessitare di psicofarmaci ma solo sotto approvazione e richiesta di uno psichiatra, quindi sconsigliamo la ‘cura casareccia‘ di parlarne con l’amico o il vicino, gli psicologi, psicanalisti e psichiatri sono figure fondamentali per la nostra salute e hanno questo ruolo in seguito a titoli come lauree e dottorati; il nostro parrucchiere, per quanto possa ascoltare i nostri pettegolezzi, non ha una laurea nel settore.

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